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La bad bank fa volare le borse

La notizia relativa all’intenzione di creare una bad bank, di cui vi ho già parlato qui e qui, e  destinata ad accogliere le decine di migliaia di miliardi di dollari di titoli tossici che pesano sui bilanci delle banche americane, ha messo le ali alle quotazioni delle superstiti maggiori banche statunitensi con rialzi generalmente a due cifre che si sono estesi anche alle azioni delle principali banche europee. Scrive Marco Sarli:

Si tratta per il momento soltanto di un annuncio e non sono per il momento disponibili informazioni né sulle tecnicalità che verranno adottate, né, tantomeno, sullo scottantissimo tema del prezzo al quale verranno acquistati dalle sempre più traballanti banche, anche perché l’ultima mega transazione raggiunta da John Thain per conto di Merrill Lynch prevedeva uno sconto del 78 per cento sul valore nominale dei titoli tossici, un prezzo che, peraltro, era accompagnato dal pressoché integrale finanziamento dell’esborso dell’acquirente e di una clausola di riacquisto ove il prezzo di mercato fosse ulteriormente crollato!

Però qualcosa è stato già anticipato dalle agenzie e da quel poco che si sà è già possibile fare qualche considerazione, anche se forse un pò prematura.

Gli asset saranno acquistati ad un prezzo superiore al loro valore reale e rimarranno nella bad bank fino alla loro scadenza. Se viceversa, il governo dovesse pagare meno che il valore al quale i titoli tossici sono contabilizzati, allora la Banca emetterebbe azioni che il governo sottoscriverebbe. Comunque la si giri è un grosso regalo alle banche e a Wall Street a spese dei contribuenti americani che tireranno fuori dalle tasche migliaia di miliardi di dollari.

Se le cose stessero davvero così, sic et simpliciter, Obama dimostrerebbe purtroppo di essere non il presidente di tutti gli americani, ma di essere un Presidente ostaggio dei banchieri e del potere finanziario. Sarebbe la fine dell'ultimo sogno.


Pubblicato il 28/1/2009 alle 19.48 nella rubrica La crisi finanziaria.

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