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Cospirazione democratica

In America, gli ultimi dei mohicani resistono ancora e stanno combattendo, asserragliati nei fortini  di radio e giornali compiacenti, la loro disperata battaglia a difesa di Bush e della destra. Via etere il noto commentatore politico conservatore Rush Limbaugh diffonde la sua teoria del complotto: secondo lui sarebbe stato il Partito Democratico a provocare, questa estate, la crisi finanziaria per far vincere le elezioni a Barak Obama.

Senonché la crisi era già scoppiata da almeno due anni, ed allora il Wall Street Journal deve intervenire indirettamente in soccorso della tesi del subdolo piano organizzato dai liberal, individuando in Clinton il responsabile della madre di tutte le crisi, la crisi dei mutui. Infatti fu il neo presidente eletto Bill Clinton nel 1997 a sostenere l’approvazione di un pacchetto di tagli fiscali per i proprietari di case.

Come possano fiorire tali teorie demenziali non è dato sapere, se non che non essendo prevista per esse una pena, ognuno può dire la sua ché tanto qualche cretino pronto a crederci ci sarà sempre, come stiamo ben sperimentando anche noi in Italia.

Commenta il premio Nobel per l'economia, Paul Krugman, con un pizzico di ironia, che anche "Bush favorì i proprietari di case" come anche sicuramente Bush era stato favorevole alla fedeltà coniugale. Ma "la sua influenza sui proprietari di case è probabilmente pari alla sua influenza sugli adulterii". La verità è che è stata l'opposizione di Bush alla regolamentazione della finanza all'origine di tutti i mali.


Pubblicato il 23/12/2008 alle 19.12 nella rubrica La crisi finanziaria.

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