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Liberismo alla Bushrlusconi

George W. Bush, per salvare Citigroup, ha fatto meglio di Berlusconi con Alitalia. Le istituzioni pubbliche si accollano 300 miliardi di dollari di perdite che pagheranno i contribuenti americani, non si prevedono punizioni per gli amministratori della banca che con le loro speculazioni sbagliate ne hanno determinato il fallimento e, dulcis in fundo, Citigroup resusciterà con alla guida lo stesso management e senza cessioni di asset o la creazione di una bad bank.

Nello stesso tempo un milione di lavoratori dell'industria automobilistica, sei milioni di proprietari di case che non riescono a pagare il mutuo e qualche altro milione di Americani che vivono di piccola impresa e commercio al dettaglio non prendono un dollaro. Come mai? Ma è ovvio, quella dei banchieri è una specie protetta. Come poi possano riprendere in questo modo i consumi è un mistero.

Come è un mistero in che modo i consumatori italiani possano seguire l'invito di Berlusconi di tornare a spendere quando nello stesso tempo il governo riduce il loro potere d'acquisto o non fa nulla per aumentarlo. A meno che Berlusconi non pensi davvero,  come dice, di battere la crisi solo con "forti iniezioni di speranza e fiducia". Che il Cavaliere non ci abbia  invece anticipato sul serio il tanto atteso piano del governo contro la recessione? Pere di ottimismo per tutti!


Pubblicato il 24/11/2008 alle 18.12 nella rubrica La crisi finanziaria.

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