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Tremonti sbaglia ma anche il PD

Il per la terza volta ministro dell'economia Giulio Tremonti, nonostante i moniti del governatore della Banca d'Italia e insensibile alle esigenze d'immagine di Berlusconi, continua testardamente per la sua strada.

Ha tre volte ragione il ministro ombra dell'opposizione, Bersani, quando rileva che la finanziaria di Tremonti è stata pensata ed approvata dal governo in 9 minuti e mezzo immaginando una economia in crescita ed espansione, quando invece era già chiaro ed ora è lampante e riconosciuto da Tremonti stesso che siamo in piena recessione. L'impostazione della finanziaria è dunque sbagliata e le ricette che prescrive Tremonti, ispirate alla filosofia dei tagli e del protezionismo, non solo sono controproducenti ma rischiano anche di uccidere il paziente, la nostra economia.

D'altra parte non mi convincono neanche le proposte del Partito Democratico che puntano molto sugli sgravi fiscali per le piccole e medie imprese, le famiglie ed i lavoratori. In una fase recessiva le imprese non investirebbero comunque con la domanda in calo e le famiglie non tornerebbero a spendere sapendo che gli sgravi sono temporanei.

Leggete queste considerazioni di Robert Reich, professore dell'Università di Berkeley, e riflettete.

"...L'unico rimedio duraturo è quello di accettare un più basso tenore di vita e le imprese adeguarsi ad un'economia di tono minore, dare ai redditi medio bassi più potere di acquisto e non solo temporaneamente.

... Anche con più sgravi fiscali per le imprese esse non investirebbero nell'acquisto di attrezzature quando la domanda è in calo e un pacchetto di stimolo fiscale temporaneo per le famiglie non otterrà che i consumatori ritornino nei centri commerciali, perchè i consumatori sanno che l'assistenza è temporanea. I problemi per la maggior parte dei consumatori sono di natura permanente.

Un'ulteriore riduzione di tasso potrebbe sbloccare i mercati del credito e dare accesso a prestiti meno onerosi ma non si tornerà più al credito facile di anni fà, creditori e debitori sono rimasti scottati e il valore delle abitazioni e altri beni sono caduti più velocemente delle riduzione dei tassi.

L'unico modo di mantenere l'economia nel lungo termine è quello di aumentare il salario minimo a due terzi degli americani, non di proteggere i posti di lavoro attraverso il protezionismo commerciale..."


Pubblicato il 2/11/2008 alle 9.12 nella rubrica La crisi finanziaria.

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