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Feccia nera

Non solo i 150 di Sofia sono feccia. In che altro modo definire il direttore dell'Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive che ai microfoni della Domenica sportiva ripete che cantare "Faccetta nera", scandire "Duce Duce" e fare il saluto fascista all'Inno di Mameli non è reato in Bulgaria? Che altro sono i rappresentanti del governo che si fingono "indignati" come se non avessero nulla a che fare con questi episodi e ora cadono dal pero come La Russa? Quando sappiamo benissimo che sono stati loro ad aprire la porta a questi fenomeni di nuovo fascismo, creando un clima di intolleranza e xenofobia con la caccia agli zingari e agli immigrati e un'aspettativa di impunità tentando di riscrivere la storia e di riabilitare Mussolini e la Repubblica di Salò.

Ma alla testa di queste mammolette nere c'è il ministro Maroni che ora promette severità e punizioni esemplari glissando ipocritamente sulle proprie responsabilità. Come ho scritto ieri, il Viminale  conosceva bene questi teppisti, non è la prima volta che accompagnano la nazionale e si rendono autori di simili episodi di violenza (vedi anche questo articolo su Repubblica). La Federcalcio ha precisato di aver loro venduto i biglietti dopo aver girato al ministero dell'Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Chi è dunque il principale colpevole di questa euro-figuraccia, ministro Maroni? Merce rara, di questi tempi, le dimissioni.


Pubblicato il 13/10/2008 alle 10.9 nella rubrica Diario.

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