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La crisi ridisegnerà un nuovo mondo

Era prevista e la sesta ondata, per ora la più devastante, della tempesta perfetta, si è abbattuta sull'Europa nonostante le dichiarazioni ottimistiche e tranquillizzanti dei capi di governo europei. Dichiarazioni che non hanno convinto nessuno, anzi, hanno gettato ancor più nel panico le borse. Sarkozy, Berlusconi, la Merkel e Gordon Brown, come il loro collega d'oltreoceano, sono impotenti. Oltre tutto è paradossale che chi ha prodotto questo disastro, la destra con le sue politiche liberiste e la deregulation, ora si candidi a riscrivere anche le nuove regole.

Raffica di sospensioni al ribasso a Piazza Affari. Nello S&P/Mib, su 40 società, oggi sono state otto quelle sospese o congelate per eccesso di ribasso. Tra loro Unicredit ma anche Fiat, Telecom, Impregilo, Geox, Fastweb, Banco Popolare, la Popolare di Milano e Seat.

L'Euribor a tre mesi ha segnato il fixing a 5,38%, nuovo massimo storico dall'introduzione dell'euro. L'Euribor è il parametro a cui vengono indicizzati i prestiti commerciali e i mutui immobiliari. Si annuncia dunque una nuovo rialzo per le rate trimestrali che i debitori devono corrispondere alle banche.

Oggi a Londra la Royal bank of Scotland (RBS), una delle più grandi banche del mondo, ha perso circa il 40% del suo valore di borsa. RBS è ritenuta una delle banche europee più esposte nei titoli tossici. Il governo inglese ha annunciato un piano per il suo salvataggio. Vanno giù in borsa anche i due colossi tedeschi del credito Deutsche Bank e Commerzbank che a Francoforte perdono rispettivamente oltre 13% e il 9%.

L'Islanda nazionalizzerà la Landsbanki, la seconda banca del paese, sull'orlo del fallimento, e il governo assicura i risparmiatori che non perderanno i loro depositi. La scorsa settimana era stata nazionalizzata Glitnir Bank, terza banca islandese. Ora si temono la bancarotta del paese e i suoi riflessi sugli altri paesi scandinavi.

«Necessariamente ogni alba passa attraverso una lunga e profonda notte, ma se l'inverno vi dicesse che ha nel cuore la primavera......chi gli crederebbe!

L'esaltazione collettiva di questa follia di massa, l'immenso castello di carta dei derivati è crollato al semplice battito della farfalla "subprime", ma non date retta a coloro che vi parlano di fine del mondo: è solo la fine di un sistema, stà bruciando il bosco di questa finanza irreale ma il fuoco è vita, purifica il vecchio per lasciare posto al nuovo.

E' giunto il momento di ricostruire, è giunto il momento della speranza, è giunto il momento di guardare oltre, il momento di ripartire da un nuovo sistema i cui fondamenti siano etici, un piano " Marshal " che raccolga ogni idea, ogni progetto, ogni sforzo diretto alla ricostruzione di un sistema, di una società basati sui valori e non esclusivamente su nuove regole, codici o commi di un codice "incivile".» (da icebergfinanza)


Richard Fuld, il CEO della Lehman Brothers, contestato da alcuni manifestanti

Pubblicato il 7/10/2008 alle 19.27 nella rubrica La crisi finanziaria.

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