Blog: http://diarioelettorale.ilcannocchiale.it

La vendetta del mercato

Le borse di tutto il mondo stanno vivendo oggi un altro tragico lunedì nero. Tokyo ha chiuso a -4,25 per cento. Le Piazze europee affondano oltre il 4%. Milano precipita fino a meno 6%. Gli analisti, per la prima volta, prevedono la recessione anche nell'euro-zona. Profumo, amministratore delegato di Unicredit, è nel panico: "E' la crisi peggiore dal '29". Interviene perfino il Pontefice: "I soldi sono niente, i soldi svaniscono, è solida solo la parola di Dio". Amen. Nel senso che sicuramente non lo è -solida- la parola degli uomini e nemmeno lo sono le nostre "ricchezze".

Berlusconi al vertice dei paesi europei sulla crisi finanziaria ha proposto, sulla scia aperta da Sarkozy, di costituire un fondo comune per il salvataggio di banche e assicurazioni europee. Nel solco dunque del principio, già sperimentato con successo nei suoi affari, "privatizziamo i profitti e socializziamo le perdite". Ovviamente gli hanno risposto picche: perchè Angela Merkel ad esempio dovrebbe farsi così generosa da ripianare i debiti italiani e non approfittare invece della solidità economica e finanziaria della Germania? Mors tua, vita mea, direbbero i latini. Ovvero "ognuno per sè, mercato per tutti".

Che ti fa la Merkel come prima mossa? Garantisce i depositi nelle banche tedesche per qualsiasi cifra. Non per quei miseri soli 103 mila euro del Fondo di garanzia che abbiamo in Italia. Tutti di corsa a trasferire i propri risparmi nei caveau delle banche teutoniche?. Macchè, il mercato è mercato, bellezza, e non crede più agli annunci e ai piani di salvataggio truffaldini dei Bush, dei Berlusconi e delle Merkel della Terra. Il vero mercato si prende la rivincita. Ha scoperto che il mondo finanziario stava seduto su una bolla piena di carta straccia, rifiuti tossici  e valori virtuali gonfiati da una folle avidità e non rappresentativi di un'economia reale. Il sistema sta crollando e non servono palliativi di poche centinaia di miliardi di dollari. I valori reali della bolla sono trilioni di dollari e la caduta non si fermerà finchè il vaso di Pandora non si sarà completamente svuotato.

In Italia i nostri governanti si muovono come apprendisti stregoni annunciando che non c'è crisi di liquidità nè rischio di default, salvo smentire se stessi e proporre il giorno dopo un improbabile fondo di salvataggio a livello europeo. Ma insomma c'è o non c'è questo rischio? Unicredit non è a rischio liquidità annunciano in solido con mister Arrogance e intanto stanno raschiando il fondo del barile. Il mattino esorcizzano il mercato con la camomilla, il pomeriggio fanno riunire il board di Unicredito per varare un maxi aumento di capitale da 6 miliardi di euro, svendendo il mattone, dando carta al posto dei dividendi, emettendo obbligazioni, riservate agli investitori istituzionali, al 10 per cento di interessi. Si avete letto bene, 10 per cento di interessi ma solo per gli investitori istituzionali non per gli altri. A voi pensionati, vecchiette, lavoratori, artigiani, piccoli risparmiatori, remunerazioni da fame.

Non so quanti altri lunedì neri vedremo. Forse il nero diventerà il colore dominante. Stiamo giusto entrando in un tunnel buio di cui non conosciamo l'uscita. Forse sarebbe il caso di fermare il treno e scendere, prima che sia troppo tardi. Non possiamo continuare a mettere le nostre vite, le nostre famiglie, i nostri stipendi, il nostro lavoro nelle mani di chi ha prodotto questo tsunami. L'ho già detto tante volte, c'è una sola strada: niente aspirine, allontanamento e punizione dei responsabili, nuove regole a misura dei bisogni della gente e dell'economia reale, un nuovo ordine politico e finanziario mondiale.


Pubblicato il 6/10/2008 alle 11.50 nella rubrica La crisi finanziaria.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web