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Brunetta e la rivoluzione che non c'è

Tutti sanno che Brunetta soffre di un comprensibile complesso di inferiorità. Ha così affinato tutte le tecniche di gesticolazione più sofisticate, ma dove non arrivano le sue manine, per recuperare la sua scarsa visibilità, interviene con gli annunci roboanti. Dopo essersi inventato la guerra ai fannulloni, rimessa prontamente nel cassetto, apre ora la campagna contro gli assenteisti, una categoria un pò più concreta e individuabile di quella astratta dei fannulloni. E annuncia novità che invece esistevano già. D’ora in poi, dovrà essere inoltrata obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno. Brunetta la spara come una rivoluzione, in realtà è una facoltà sempre esistita, a discrezione del datore di lavoro, ma che deve fare i conti con la scarsità di medici abilitati alle visite fiscali.

Nella circolare depositata in pompa magna in Corte dei Conti il nostro nanoministro stabilisce poi che la terza volta che un dipendente pubblico si ammala in un anno e ogni volta che sta assente per più di dieci giorni deve giustificare la malattia «con la presentazione all'amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati» e sottolinea, neanche fosse la rivoluzione del secolo, che «il medico deve essere convenzionato con il sistema sanitario nazionale». Anche questo era previsto dai contratti nazionali pubblici che su questo punto sono uguali a quelli privati. Idem la disposizione che dopo 10 giorni di assenza, il dipendente non percepirà il salario cosiddetto accessorio che viene calcolato sui giorni effettivi di presenza ed è pari a circa il 25-30% della retribuzione. Era già tutto scritto e previsto, sanzioni comprese.

Ma non basta: ci saranno «conseguenze per i pubblici dipendenti che svolgono un secondo lavoro in nero, conseguenze che potranno arrivare anche al licenziamento». Come se prima venissero premiati. Mobilitata a tale scopo la Guardia di Finanza che con i tagli alla sicurezza certamente avrà ancora meno risorse di prima per dedicarsi a stanare i dipendenti per i quali Brunetta conia il nuovo appellativo di "furbacchioni". Nè il nanoministro rivela dove troverà le risorse per incrementare le visite fiscali che le amministrazioni ora dovranno richiedere «obbligatoriamente» al primo giorno. Insomma solo chiacchiere e propaganda e il nanoministro meriterebbe di comparire al primo posto nella lista dei "furbacchioni" che metterà in rete.

Pubblicato il 18/7/2008 alle 11.2 nella rubrica Diario.

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