Blog: http://diarioelettorale.ilcannocchiale.it

Re Silvio IV, il liquidatore

Come dice Brunelli sull'Unità.it, l'Italia è una Repubblica monocratica fondata sulla promozione pubblicitaria di una sola persona. Il suo nome è Re Silvio IV. Dal baciamano al papa tedesco, al duetto tra il vescovo di Napoli ("A maronna v'accumpagne") e un Cavaliere meneghino ("L'è un laurar de la Madona"), fino alla posa fotografica in cui mostra a Bush il bicipite muscoloso, l'intento è sempre quello: essere al centro della scena e autopromuoversi usando, come solo lui sa fare, fotografi e cameramen frementi e orde di giornalisti che sbavano ai suoi piedi.

Immagini, battute e aneddoti che ricordano le barzellette del ventennio sul Duce, del quale Re Silvio ha fatto propri anche gli slogan. Risultati? Forse notevoli in popolarità presso i suoi adepti ma scarsi nel concreto. Insomma il prodotto è avariato, anche se in pochi lo fanno notare.

Dopo due mesi di annunci e proclami roboanti questo governo non ha ancora affrontato il problema dei problemi (il potere d'acquisto di stipendi e pensioni), sta affossando definitivamente Alitalia, ma in compenso si è dato un gran daffare, anche se finora con alterne fortune, sui temi che angustiano da sempre il Cavaliere: togliere poteri alla magistratura, salvare le sue televisioni, impedire le intercettazioni telefoniche, cancellare i processi in cui è imputato.

Nella sua ultima visita a Napoli, questa volta sommersa dai rifiuti anche in centro, Re Silvio ha ribadito che userà il pugno di ferro ma intanto la situazione è peggiorata. Poi davanti a tv e giornali sbavanti ha promesso volontari da tutta Italia per raccogliere l'immondizia. Come se a Napoli di netturbini non ce ne siano già a sufficienza, e come se non sapessimo che la munnezza non si raccoglie perchè non si sa dove metterla.

Infine ieri si è inginocchiato davanti a Bush senza ottenere nulla. Gli ha promesso che l'Italia toglierà i caveat (quelle eccezioni che noi, Germania, Spagna e Francia hanno imposto alla Nato e che negano la possibilità di impiegare i contingenti di questi paesi fuori dai loro settori abituali) sull'Afghanistan. Gli ha poi anche assicurato che l'Italia manterrà le truppe in tutti i fronti aperti, come Kosovo e Libano, perché «è convinta che in tutti questi paesi», Iraq compreso, «bisogna far rinascere la democrazia». E in cambio? Re Silvio, che sogna di esibirsi su un palcoscenico internazionale, sperava nell'ingresso nel gruppo cosiddetto dei 5+1 che sta trattando con l'Iran sul nucleare. Ma neanche questo. «Sto considerando seriamente questa situazione», si è limitato a dire Bush, toccandogli il bicipite.


Pubblicato il 13/6/2008 alle 9.40 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web