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L'opposizione di un paese normale

"Mi stupisce che stupisca" dice giustamente Walter Veltroni a proposito del suo incontro con Silvio Berlusconi. "Questo è solo il primo colloquio, ce ne saranno altri come avviene in tutte le democrazie evolute di questo mondo dove si cerca la convergenza sulle regole del gioco". Due soli gli "ambiti" possibili di questo incontro-confronto: "Il primo riguarda le regole del gioco su cui occorre la convergenza"; il secondo ambito riguarda i temi programmatici "su cui invece il confronto e il conflitto può, deve, essere anche aspro". Due ambiti sempre "distinti". "Dialogo sulle regole del gioco sì, consociativismo sui temi programmatici no". "No alla melassa sul piano programmatico" sintetizza Veltroni. "Per il Pd l'emergenza sociale sono le famiglie che non arrivano alla fine del mese. Questo è il primo passo da fare". Significa che il taglio dell'Ici sarà misura condivisa dal Pd "solo se c'è copertura finanziaria" e se non penalizza altre misure sociali più urgenti come "l'aumento dei salari".

La Sinistra radicale reagisce alla vecchia maniera, travisando il significato politico dell'incontro e gridando al colpo di stato. Dice Manuela Palermi, ex capogruppo dei Comunisti italiani: "L'inciucio tra Veltroni e Berlusconi è una sorta di colpo di stato perchè espropria il Parlamento, l'unico luogo deputato a discutere di scelte politiche e riforme istituzionali". Una visione che, oltre ad essere un processo alle intenzioni, registra l'impossibilità per questa sinistra antagonista di comprendere forme e contenuti di una democrazia moderna. Comunque stiano tranquilli, anche se loro in Parlamento non ci sono più, sarà alle Camere che verranno discusse le riforme istituzionali.

Quello che invece dovrebbe preoccupare, e a ragione, è quest'ondata razzista che attraversa il paese e il destino dell'informazione. Su questi due punti l'attegiamento del PD è quanto meno timido e reticente. Il problema della sicurezza è vissuto forse con un tale senso di colpa, per aver sottovalutato il tema in passato e durante la campagna elettorale, che sembra abbia portato il PD quasi a dimenticare valori di giustizia e umanità, da sempre nel dna della sinistra democratica italiana, di fronte all'intolleranza, alla violenza xenofoba, alla voglia di pulizia etnica che si stanno abbattendo indistintamente su intere etnie e nuclei di popolazioni che vivono ai margini della società. Le destre hanno risvegliato un mostro che ora rischiano di non poter più controllare. Il PD deve far sentire alta la sua voce coniugando la legalità con la solidarietà e la tutela dei diritti umani.

Nell'informazione sta accadendo invece qualcosa che dovrebbe sollevare ben diverse reazioni da quelle incomprensibili (e più realiste del re) che abbiamo visto da parte di alcuni dirigenti del partito democratico, come nel caso Travaglio-Schifani. Se non sono tollerabili processi senza diritto alla difesa nelle piazze mediatiche, non sono neanche ammissibili censure alla libera informazione e al diritto di cronaca come nel caso già citato. Bisogna saper distinguere e cogliere poi anche certi preoccupanti segnali, a dir poco, di servilismo. Come nel caso dell'uscente CdA della Rai che ha spostato il programma di attualità politica di Rai 3 "Primo piano" dalla seconda serata alla fascia notturna.


Pubblicato il 17/5/2008 alle 10.32 nella rubrica Diario.

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