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L'insicurezza è un'invenzione della Destra

Non che da parte dei cittadini non ve ne sia la percezione, tutt'altro. Il fatto è che questo senso di insicurezza, proprio di ogni essere umano, è un sentimento che viene manipolato e spesso alimentato ad arte per fini politici. Una paura indotta e diffusa tra i cittadini facendo leva sulle ondate di immigrati clandestini che sbarcano al Sud, sull'eterno razzismo nei confronti dei rom, sulla paura del diverso, sullo squallore e il degrado di alcune periferie, sull'esaltazione di alcuni episodi di cronaca nera che costituiscono l'eccezione ma vengono proposti con enfasi dai media e utilizzati ad arte dai costruttori di paure. Non è un caso che, come dimostrato dai dati del Viminale, i reati violenti e contro le persone siano invece in diminuzione mentre cresce il senso di insicurezza nella cosiddetta opinione pubblica. Questo significa solo che con il progredire della civiltà (se così si può dire) cresce  nella società il bisogno e la richiesta di un maggior rispetto della legge e dell'ordine, che chi delinque venga punito e sconti la sua pena e che in certe zone delle nostre città ci sia una maggiore presenza delle forze dell'ordine. Ma da qui a dipingere le nostre città come giungle frequentate da orde di barbari, assassini e stupratori, ce ne corre. Proprio ieri sulla prima pagina del New York Times online campeggiava un articolo che dà un'immagine completamente diversa da quella agitata e brandita strumentalmente, per creare terrore e consenso politico, dalla Destra dei vari Castelli ed Alemanno.

Roma - scrive il corrispondente del NYT, Ian Fisher (autore del famoso pezzo che parlava degli italiani come di un popolo triste e senza più speranze) - è una città in cui passeggiare di notte senza nulla da temere. Una grande capitale che offre ad abitanti e visitatori l'esperienza di uno "spettacolo della vita" senza percezione del rischio o del pericolo.

Chi vuole leggere il lungo articolo (in inglese) può cliccare qui

In italiano è disponibile una sintesi e un commento su Repubblica

Pubblicato il 21/4/2008 alle 10.39 nella rubrica Diario.

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