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in Italia è sempre tempo di elezioni
Merci Silvio
post pubblicato in Diario, il 15 gennaio 2009


«Merci Silvio»,  grazie Silvio, titola ironicamente Les Echos: i francesi ringraziano il premier Silvio Berlusconi per avere impedito in aprile un'acquisizione di Alitalia ben più onerosa per Air France-Klm.

Ora – sottolinea il quotidiano economico e finanziario d'Oltralpe - la compagnia franco-olandese fa un affare migliore, spende meno e ottiene «l'essenziale»: «con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo, uno dei più redditizi».

«Non male per un'operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta tutto sommato ragionevole», scrive Les Echos. «Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un insigne servizio ad Air France-Klm nell'aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 miliardi di euro in nome dell' "italianità".»

Anche noi italiani ringraziamo Silvio perchè è vero che a nostro carico restano 3 miliardi e rotti di debiti, ma vuoi mettere la soddisfazione di farci ridere dietro da tutta la stampa d'oltralpe?


Pescecane non morde pescecane
post pubblicato in Diario, il 12 gennaio 2009


MF-Dow Jones News del 5 gennaio: da Dl Anticrisi sparisce aumento Iva Sky,

Con un emendamento ammesso nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze
della Camera si propone di "sopprimere i commi 1 e 2" dell'articolo 31 del
Dl Anticrisi che andavano a modificare il regime Iva dei servizi
televisivi.

Ora si attende il via libero definitivo del testo da parte delle
Commissioni, che torneranno a riunirsi dopo l'Epifania. L'obiettivo e'
farlo approdare in Aula entro il 12 gennaio.

Tanto rumore per nulla? Chi non ricorda infatti lo scontro al calor bianco tra governo e Sky sull'innalzamento dal 10 al 20% dell'Iva per la televisione di Rupert Murdoch, con tanto di spot anti-governativi, i proclami del premier dall'Albania contro la sinistra e il niet di Tremonti ad ogni ripensamento?

Cosa è successo in questi ultimi giorni da far cambiare idea a Berlusconi e Tremonti? Un segnale di distensione nei confronti del PD, un segno tangibile di attenzione nei confronti degli abbonati Sky? Suvvia non scherziamo, il Cavaliere non muove foglia se non c'è un suo interesse personale.

Ed infatti, guarda il caso, dopo la visita lampo di Rupert Murdoch a Milano di due giorni fa, si è risolta la contesa tra i due pescecani per il controllo della pay-tv tedesca Premiere di proprietà di Murdoch. Indovinate un pò chi entra come socio con il 25% del capitale? Ma la Fininvest di Berlusconi, è ovvio.

Trote o delfini?
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2009


La vecchia astuzia di Bertoldo, sia pure in salsa padana? Il Carroccio annuncia a gola spiegata una novità, gli alleati (o il Tar, o la Corte costituzionale) lo bocciano, e il provvedimento sfuma ma intanto la credibilità cresce. E il consenso, almeno quello misurato dai sondaggi, aumenta. Si riassume in questi concetti un brillante articolo sul Corriere.it di Marco Cremonesi che scrive:

Secondo Nando Pagnoncelli di Ipsos, oggi la Lega sfiorerebbe l'11 per cento a livello nazionale: «Fortissima nei suoi territori tradizionali — spiega il sondaggista — ha ormai sfondato anche in Toscana e in Emilia».

Renato Mannheimer sottolinea l'efficacia semplice di questo metodo: «La gente si sente difesa, vede che la Lega è quella che non perde mai l'iniziativa, quella che comunque propone qualcosa. E resta distante da una politica romana vista come statica, bizantina, immobilista».

Mettiamoci il cuore in pace. L'Italia non è più la Patria di Santi, poeti, pittori, musicisti e navigatori ma è sempre più il paese dell'ignoranza, del razzismo, dell'egoismo e della furbizia, di chi non vorrebbe più pagare le tasse e vuole arrivare al successo come fanno le trote padane di Bossi. Tanto che, a quanto pare, abbiamo cominciato ad esportare questa cultura persino oltralpe: anche Sarkozy vorrebbe infatti il figlio come suo successore nel partito.

Ma forse Sarkozy junior non è una trota se e vero che ha rifiutato l'investitura paterna. Purtroppo quest'esito non ci rincuora su migliori destini italiani: in Francia almeno a scuola si impara ancora qualche sano principio. Qui la Gelmini invece sta distruggendo anche questa ultima speranza.



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permalink | inviato da meltemi il 11/1/2009 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La guerra del gas fa le prime vittime
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2009


Come era prevedibile e già previsto da questo blog, quando sin dal 26 dicembre se n'è occupato qui e qui estesamente, il flusso del gas proveniente dalla Russia e in transito in Ucraina si è drasticamente ridotto mentre Mosca e Kiev si rimpallano le responsabilità.

A farne le spese gli approvvigionamenti dell'Unione Europea che dopo aver sottovalutato la crisi ora strilla perchè  alcuni paesi sono già in sofferenza: lamentano tagli significativi, ricorsi alle riserve, o il blocco totale del flusso russo. E tra questi c'è l'Italia, dove oggi il calo di importazione di gas russo è stato intorno al 90%, secondo i tecnici dell'Eni. Subito al freddo, invece, Austria, Slovenia e Bulgaria.

Come fa dal 26 dicembre il ministro Scajola continua a ripetere che non c'è allarme e alcun rischio ma oggi è costretto ad aggiungere "per qualche settimana". E la nostra stampa? Finalmente si è accorta della crisi e qualche giornale ora titola che siamo addirittura alla "canna del gas".


Bulgaria: si torna alla legna


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permalink | inviato da meltemi il 7/1/2009 alle 9:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mosca chiude i rubinetti del gas a Kiev
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2009


Come preannunciato, il colosso energetico russo Gazprom ha interrotto le forniture di gas all'Ucraina. Un portavoce del governo Russo ha assicurato che l'interruzione delle forniture a Kiev non avrà ripercussioni sulle consegne di gas all'Unione europea e il ministro Scajola ha dichiarato che non ci saranno problemi per l'Italia.

Il fatto è che i gasdotti russi passano in territorio Ucraino e Kiev ha già minacciato, e ancora una volta la notizia non viene menzionata dalla grande stampa italiana, di confiscare il gas russo in transito. Sembra che le parole d'ordine anche in questo caso siano tacere, minimizzare e mostrare sempre ottimismo e così non vengono nemmeno riportate le dichiarazioni di molti politici europei che accusano la Russia di usare il mancato accordo con Kiev per minacciare i suoi vicini.

Ovviamente il governo italiano, a differenza dei suoi partner europei, deve mantenere una posizione di basso profilo nelle faccende che riguardano Vladimir Putin, grande amico di Berlusconi,  e i mezzi d'informazione italiani assecondano questa politica minimizzando e sottovalutando il nuovo focalaio di crisi determinatosi nel centro dell'Europa.

A chi vuole avere qualche notizia in più sulla vicenda del gas segnalo l'articolo del Wall Street Journal, mentre ricordo il mio post del 26 dicembre sui rischi di un'eventuale bancarotta dell'Ucraina.


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