.
Annunci online

in Italia è sempre tempo di elezioni
Bush, doppio fiasco
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 30 settembre 2008


 A sorpresa il Congresso boccia il bailout plan della coppia Bush-Paulson. Non tanto a sorpresa i mezzi d'informazione, ben istruiti da lobbies politiche, banchieri e manipolatori dell'opinione pubblica di professione addebitano il crollo delle borse mondiali alla mancata approvazione del piano, quando ormai gli indici erano ampiamente in ribasso sin dall'apertura delle borse perchè i mercati avevano già bocciato il bailout plan dubitando fortemente della sua efficacia. Il copione è già lo stesso collaudato dopo l'attacco alle torri gemelle: creare terrore e confusione nella gente ponendo così le condizioni per far digerire all'opinione pubblica misure emergenziali che servono solo a salvare sè stessi e gli interessi economici di pochi. Lunedì nero dunque ad uso e consumo dell'amministrazione Bush. State certi perciò che vedremo presto uscire qualche altro coniglio dal cilindro di Paulson, questa volta con i congressisti costretti ad alzare la manina patriottica, anche se un sempre più appannato McCain dovesse ancora remare contro.

Intanto, dopo il lunedì nero, si prepara un martedì ancora nero, all'insegna dei ribassi, sui mercati internazionali travolti dalla crisi finanziaria. E infatti, questa mattina, le principali piazze asiatiche sono in rosso. A cominciare da Tokyo, dove l'indice Nikkei è sprofondato a meno 5% a metà seduta, per poi chiudere a meno 4,12%. Tutte al ribasso le aperture delle altre piazze finanziarie: Taiwan (-6,16%), Seul (-5%), Singapore (-4,70%), Sydney (-3,4%), Manila (-2,9%), Kuala Lumpur (2,4%). Stessa sorte per le piazze europee: Amsterdam (-2,35%), Londra (-5,30%), Madrid (-1,67%), Francoforte (-2,15%), Milano (-2,67%). Prepariamoci dunque a un'altra giornata di terrore e a qualche drammatica dichiarazione patriottica di Bush. Solo che questa volta Bin Laden dovrebbe andare a cercarselo nelle fila del suo partito.

Aggiornamento
Come era prevedibile, il presidente Bush, toccando le corde del terrore e del patriottismo, si è rivolto alla nazione poco prima dell'apertura di Wall Street: "Solo con un'azione decisiva gli Usa potranno risorgere". "Se non agiamo, le conseguenze saranno peggiori ogni giorno di più", ha ribadito il presidente Usa, assicurando che la bocciatura di ieri "non è la fine del piano di salvataggio". La borsa americana e quelle europee, dopo le rassicurazioni delle autorità monetarie nazionali, hanno reagito con un flebile rimbalzo, ma è calma piatta, in attesa della prossima ondata della  tempesta perfetta.


protesta contro il piano di salvataggio

Lunedì nero: Bush, che fiasco!
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 29 settembre 2008


Gli analisti che nei giorni scorsi profetizzavano che oggi le borse sarebbero volate grazie al piano salva-banchieri di Bush sono serviti. Prima le borse asiatiche, poi quelle europee e ora Wall Street bocciano il piano di salvataggio ormai approvato dal congresso USA e in preda al panico cadono in picchiata bruciando anche oggi miliardi di valuta. Tutti hanno capito che il piano servirà solo a salvare qualche banchiere amico di Paulson, il segretario del tesoro americano, e di Bush, non salverà di certo i mercati finanziari e l'economia mondiale.

Per capire cosa ne pensa la maggioranza degli americani è utile questa lettera senza peli sulla lingua del regista Michael Moore. La sua analisi è impietosa e fondata ma purtroppo la crisi è reale e la sua posizione di chiusura estremista porterebbe ad un finale ben espresso dal vecchio detto "muoia Sansone con tutti i filistei". Il mondo invece ha bisogno di nuove regole e di una nuova Bretton Woods.


Dopo l'America, l'Europa
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 29 settembre 2008


L'avevamo detto. Dopo aver colpito Lehman Brothers, Washington Mutual, Wachovia Bank (che non è una banca polacca bensì la quarta banca commerciale degli Stati Uniti) l'epidemia di fallimenti si allarga all'Europa: salta la banca belga-olandese Fortis, uno dei maggiori gruppi creditizi europei, messa in grossa difficoltà dall'acquisizione di ABN Amro avvenuta in piena crisi subprime. In queste ore i governi del Benelux stanno febbrilmente discutendo su come farne uno spezzatino e nazionalizzarne alcuni pezzi. Il resto in svendita al miglior offerente.

Il timore delle autorità finanziarie del vecchio continente è che ora si possa verificare un effetto a catena in tutta l'euro-zona. Deutch Bank era a rischio fallimento e, per evitarlo, il governo tedesco gli ha fatto comprare le Poste, così da poter attingere ai conti correnti postali di milioni di tedeschi.  In Gran Bretagna Northernrock l'anno scorso e la Bradford & Bingley in questi giorni sono state nazionalizzate. Non se la passano meglio i colossi Barclays e Royal Bank of Scotland, soprattutto la seconda, a corto di liquidità, dopo il discusso "affare" ABN Amro.

E in Italia? In borsa dà preoccupanti segnali di scricchiolio il primo gruppo bancario italiano, Unicredit, per i timori creati dalla assoluta mancanza di chiarezza sulla sua esposizione ai titoli tossici. Preoccupa anche quella che fino all'anno scorso era una delle più solide istituzioni bancarie del nostro paese, la più antica banca d'Italia, Monte Paschi Siena. L'anno scorso, quando già la crisi finanziaria era scoppiata da mesi, ha comprato dal furbo Botin (presidente della banca spagnola Santander) un pezzo di ABN Amro, Banca Antonveneta, a un prezzo doppio del suo valore. Oggi non riesce a vendere 150 sportelli nemmeno all metà di quanto li ha pagati. Se fossimo in America il presidente di Monte Paschi, Giuseppe Mussari, avrebbe già dovuto fare svalutazioni per almeno 4 miliardi, per un gruppo che capitalizza in borsa poco più di 8 miliardi.

E le nostre autorità che fanno? Tremonti camomillo continua a ripetere che non ci sono rischi di default nel sistema creditizio italiano. Draghi tace. Mentre tutta la stampa nazionale osserva un silenzio omertoso dato che deve obbedire al padrone, cioè le banche creditrici. Per cui, se volete saperne veramente qualcosa, dovete rivolgervi al mondo dei blog. Ne segnalo uno un pò caotico e naive ma ricco di notizie e di analisi interessanti, MERCATO LIBERO.

Aggiornamento
Non so se ci sia o meno il rischio di un crollo del sistema creditizio italiano. Quel che è certo è che le nostre autorità regolatrici continuano a fare le belle addormentate nel bosco, non preoccupandosi affatto di tutelare i risparmiatori. Ancora questa mattina sul sito di PATTI CHIARI sono segnalate tra le obbligazioni A BASSO RISCHIO titoli come MACQUAIRE BANK, DEXIA BANK, FORTIS (!!!), MORGAN STANLEY, LEHMAN (presenti fino al giorno dopo il fallimento), WACHOVIA (!!!), GENERAL ELECTRIC. Credo ci sia abbastanza da preoccuparsi se le nostre banche continuano a proporre titoli tossici.

Scusate il ritardo
post pubblicato in Diario, il 28 settembre 2008


Valentino Rossi entra nella leggenda vincendo in Giappone e conquistando così l'ottavo titolo mondiale dopo due anni di digiuno. L'unico ad avergli dato una lezione l'ex ministro delle finanze Vincenzo Visco grazie al quale è diventato un contribuente modello. Ma questa è un'altra storia.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Valentino Rossi motomondiale GP Visco

permalink | inviato da meltemi il 28/9/2008 alle 9:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Obama vs McCain, primo round
post pubblicato in Barack Obama, il 27 settembre 2008


Non mi arrischio, non essendo sicuramente all'altezza (nemmeno a metà) di un Vittorio Zucconi, di cui condivido ampiamente le pagelle espresse su Repubblica, in un'analisi psicologico-politica del primo dibattito  tra Obama e McCain. Dirò solo che vedo bene McCain come amministratore del mio condominio, anche se non mi è piaciuto che non guardasse quasi mai in faccia l'avversario, come se avesse qualcosa da nascondere. La partita sarà tutta tra Obama ed Obama. Tra chi voterà a favore di Obama e chi contro di lui.

Per quanto riguarda i primi sondaggi, secondo la Cbs, che ha preso in esame un campione di elettori indecisi, il vincitore è Obama (40 per cento), lo sconfitto è McCain (22 per cento) mentre per moltissimi (38 per cento) si è trattato di un pareggio. Totalmente differenti i risultati della conservatrice Fox: ha stravinto McCain. In quello effettuato da MsNbc Obama vince con il 51 per cento, McCain ha il 35, il 6,3 dice pareggio e il 7,8 non lo sa. Sul sito Drudge Report si cambia ancora e vince di nuovo McCain: con il 69 per cento, contro il 22 di Obama e il 2 che decreta il pareggio.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. elezioni americane obama mccain

permalink | inviato da meltemi il 27/9/2008 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Siamo alla frutta o solo all'antipasto?
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 27 settembre 2008


Tutti pensano che siamo arrivati alla frutta. E se invece fossimo ancora all’antipasto e  il peggio dovesse ancora venire? Il piano salva banchieri di Bush è un salvagente bucato. Quant'anche il presidente americano riuscisse a farlo approvare dal Congresso non sarebbe risolutivo della crisi globale di liquidità e avrebbe comunque degli effetti collaterali catastrofici nei prossimi mesi ed anni: crescita smisurata del debito pubblico (che già supera il Pil, 16 mila miliardi contro 15 mila) con tutto il corollario che ne consegue, tasse, recessione e un'ondata di inflazione che si abbatterebbe come uno tsunami su tutto il pianeta.

Forse sarò catastrofista e vorrei tanto sbagliarmi ma penso che siamo di fronte al collasso del sistema e il terremoto non si fermerà finchè non avrà spazzato via ogni cosa. Non sarà la fine dell'economia e del mercato, ma la fine di come li abbiamo conosciuti fino ad ora. Solo allora sarà possibile ricostruire un nuovo ordine politico internazionale e un nuovo sistema economico e finanziario più giusto, socialmente compatibile, fondato sull'economia reale e sui bisogni di tutti i popoli del mondo.

Per ora limitiamoci a vedere cosa succederà lunedì: un eventuale fallimento nella difficilissima mediazione tuttora in corso per l'approvazione del piano Bush, combinato con il drammatico discorso fatto ieri dal Presidente, aprirebbe scenari realmente preoccupanti e potrebbe seriamente rompere il precario equilibrio che sta tenendo insieme quel che resta del sistema finanziario statunitense, con conseguenze altrettanto serie su quello globale. Appuntamento a Lunedì 29.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. bailout compromise Bush crisi finanziaria

permalink | inviato da meltemi il 27/9/2008 alle 13:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Oggi tocca alla WaMu e domani?
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 26 settembre 2008


E' il più grande fallimento di una banca mai avvenuto negli Stati Uniti. Mentre il piano salva banchieri di Bush è bloccato dal Congresso, la Washington Mutual, forse la più grande cassa di risparmio del mondo con 2.239 sportelli, 43.000 dipendenti e 188,3 miliardi di dollari di depositi, oggi ha alzato bandiera bianca. A rilevare le sue attività sarà J.P. Morgan-Chase, la banca degli eredi della casata Rockfeller, per la ridicola somma di 1,78 miliardi di dollari per una banca che ne valeva parecchie decine soltanto un anno fa, prima che la tempesta perfetta si abbattesse sul magico e dorato mondo della finanza globale.

I suoi vertici sono riusciti ad accumulare il peggio del peggio dei finanziamenti diretti e dei titoli tossici della finanza strutturata e nel settore dei mutui, tanto che J.P. Morgan prevede svalutazioni per circa 32 miliardi di dollari. Questo è il segnale che il default non riguarda solo le banche d'affari ma anche le banche commerciali, quelle che, è stato detto, si reggono sui depositi dei propri clienti. E non crediate che le banche europee e quelle italiane se la passino meglio. Da qualche parte quei trilioni di titoli tossici saranno finiti. Checchè ne dicano i nostri banchieri e il ministro Tremonti, oggi detto camomillo.


La politica dei due forni
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2008


I premier passano, Bruno Vespa no. Ieri sera a "Porta a Porta" si coccolava Walter Veltroni come fosse il prossimo Presidente del consiglio. Non si sa mai.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Bruno Vespa Walter Veltroni Porta a Porta

permalink | inviato da meltemi il 26/9/2008 alle 10:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Dopo Alitalia, Telecom Italia
post pubblicato in Diario, il 25 settembre 2008


Dopo la titanica fatica di regalare Alitalia ai suoi amici "capitani coraggiosi" accollando ai contribuenti i tre miliardi di debiti della compagnia, il Cavaliere compie un'altra impresa a spese del popolo italiano.

Oggi la Telecom ha annunciato al mercato un possibile aumento di capitale riservato ai "libici". Poche settimane fa il nostro amatissimo premier aveva regalato miliardi di euro a Gheddafi per "fare la pace", chiudendo lo storico contenzioso con la Libia. Naturalmente i miliardi non erano suoi ma del popolo italiano. In cambio Gheddafi dà una mano a Telecom (si parla di 3-4 miliardi, che sono sempre noccioline rispetto ai 36 miliardi di debiti della società telefonica).

Ovviamente i soldi finiranno nelle tasche dei soci forti di Telecom: Banca Intesa, Generali e  Mediobanca, dove lo stesso Berlusconi, attraverso Fininvest, ha una consistente partecipazione ed ha piazzato nel CdA la figlia Marina. Conflitto d'interessi? Macchè, è la dimostrazione che Berlusconi è un grande statista e un grande imprenditore. In nome e con i soldi del popolo italiano.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Berlusconi Gheddafi Telecom Fininvest Mediobanca

permalink | inviato da meltemi il 25/9/2008 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
La Cina è vicina
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 25 settembre 2008


Dopo il fallimento della Lehman Brothers dilaga il panico tra i risparmiatori: ad Hong Kong migliaia di depositanti assalgono gli sportelli della terza banca dell'isola passata da tempo alla Repubblica Popolare Cinese. Si tratta della Bank of East Asia e le scene ricordano quelle dell'estate 2007 quando interminabili file si formarono al di fuori degli sportelli della Northern Rock, poi nazionalizzata per assoluta assenza di pretendenti.


Dichiarazioni rubate
post pubblicato in Diario, il 24 settembre 2008


"E' chiaro a tutti cosa è successo? C'era già un accordo e l'accordo non si è risolto perchè qualcuno ha scelto la politica di dare un colpo al governo senza preoccuparsi degli interessi e del bene del Paese". E' forse un vecchio commento di Prodi o Veltroni quando con le sue dichiarazioni in campagna elettorale il Cavaliere fece fallire la trattativa con Air France? No, è Berlusconi oggi, ad uso e consumo di stampa e televisioni che riportano come un dogma di fede ogni bugia che esce dalla sua bocca. Un giornalista buontempone gli ha chiesto se si riferiva a Veltroni e alla Cgil. Lui ha allargato le braccia come a dire "e chi altri?", poi, benedicendo, ha pronunciato la formula di rito "Non esiste altra soluzione oltre alla Cai". Fine della 467esima puntata.



La vignetta è tratta da giuda, il sito che non tradisce

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Berlusconi Alitalia Cai Colaninno Veltroni

permalink | inviato da meltemi il 24/9/2008 alle 18:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Lombardo peggio di Totò (Cuffaro)
post pubblicato in Diario, il 24 settembre 2008


Ieri avevo scritto un pezzo dandovi conto dello scandalo scoppiato alla Regione Sicilia per l'assunzione incrociata di parenti ed amici di alcuni assessori. Ora la Parentopoli siciliana si allarga. Anche i big nella lista dei favori. I casi di Schifano e Alfano. L'inchiesta in questo articolo su Repubblica. La realtà supera spesso la fantasia ma, a volte, anche se stessa.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Cuffaro Lombardo parentopoli siciliana

permalink | inviato da meltemi il 24/9/2008 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Tengo famiglia
post pubblicato in Diario, il 23 settembre 2008


Era entrato  come il fiore all'occhiello della nuova giunta targata Lombardo. Il grande moralizzatore, l'ex magistrato Giovanni Ilarda, che avrebbe dovuto far dimenticare gli scandali della malasanità siciliana sotto Totò Cuffaro. E aveva preso così sul serio la sua missione che, ispirandosi a Brunetta, aveva iniziato anche lui una lotta senza quartiere contro l'assenteismo e i fannulloni all'interno della Regione. Ma poi, per sentirsi forse più a suo agio, come a casa sua, ha fatto assumere la figlia Giuliana, 27 anni, con contratto quinquennale da dirigente, nell'ufficio di gabinetto di un collega, ovvero l'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro. Un incarico da 75 mila euro lordi annui, affidato per chiamata diretta. Ovviamente è scoppiata la bufera. La figlia si è dovuta dimettere e Ilarda padre si è giustificato, confessando di aver commesso "una leggerezza" nel far assumere la figlia, "che pure può vantare una laurea con 110 e lode in discipline artistiche, parla due lingue ed è un'esperta di informatica". Insomma, non è mica un asino come il figlio di Bossi.

Ma non è finita qui, perchè il caso Ilarda non è un caso isolato. I sindacati segnalano altre assunzioni "eccellenti", fatte senza concorso. Quella del figlio del sindaco di Palermo Diego Cammarata, entrato in una società partecipata dalla Regione. Le nomine negli staff dei neo assessori: lo stesso Ilarda ha aperto le porte del proprio ufficio di gabinetto ad Antonella Scoma, sorella di Francesco (altro assessore di Lombardo). Il quale, a sua volta, ha fatto firmare un contratto da dirigente "esterna" a Danila Misuraca, sorella del deputato forzista Dore Misuraca. Mentre Ernesto Davola, già autista del sottosegretario Gianfranco Micciché, ha avuto un posto nel gabinetto dell'assessore al Bilancio Michele Cimino. E negli uffici della Regione hanno trovato sistemazione anche ex consiglieri regionali "trombati" alle elezioni di aprile: gli Udc Decio Terrana (anche lui prescelto da Ilarda) e Francesco Regina, assoldato dall'assessore all'Industria Pippo Gianni. Lombardo, il presidente della regione, se la prende con i sindacati che hanno denunciato lo scandalo: "Il governo - dice - non offre il fianco alle pressioni di chi sta provando a rallentare l'opera di risanamento avviata". Risanamento? Sì, delle famiglie eccellenti.


Berlusconi ordina, l'Enac esegue?
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2008


In attesa che i suoi sondaggi gli dicano quanto potrà costargli, in termini di consenso elettorale, la scelta tra il fallimento di Alitalia e la figuraccia di dover ora dire sì ad una compagnia aerea internazionale dopo aver affossato la soluzione Air France, il Cavaliere, giocando d'anticipo, continua a ripetere e a far ripetere ai suoi dipendenti che non ci sono altre soluzioni e il fallimento sarà colpa della sinistra e della Cgil. Per drammatizzare ancor più la situazione e gonfiare le trombe della sua propaganda si è mobilitato uno stuolo di politici, sindacalisti, giornalisti, televisioni, enti e istituzioni.

Ecco così che anche l'Enac, l'ente regolatore del trasporto aereo in Italia, lancia il suo ultimatum: tre giorni di tempo per presentare un piano credibile per far volare Alitalia. E' davvero "bizzarro" che il suo presidente, Vito Riggio, così solerte nel minacciare la revoca della licenza ad Alitalia,  non abbia avuto analoghi comportamenti restrittivi in merito alla licenza di altri vettori, come per esempio Volare o Alpi Eagles, che hanno avuto problemi ben più seri di quelli della compagnia di bandiera e che per mesi interi hanno tenuto in ostaggio i passeggeri. Non sarà forse per l'educazione ricevuta dai gesuiti, al Gonzaga di Palermo, insieme a Marcello Dell'Utri ed altri compagni di studio eccellenti? Ad maiorem Dei gloriam.


Gaffe internazionale di Berlusconi
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2008


È crisi diplomatica, ma soft. L’Iran ha presentato all’Italia formale protesta per le affermazioni del presidente del Consiglio, che alcuni giorni fa ha paragonato il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad a Adolf Hitler. Il portavoce della diplomazia iraniana, Hassan Qashqavi, ha deplorato i commenti di Berlusconi, affermando che essi «non sono degni del popolo italiano e della sua ricca cultura» e rappresentano «un atteggiamento non equilibrato che va oltre le regole protocollari per un capo (di governo) europeo». Qashqavi ha altresì sottolineato che vi sono «casi precedenti di tali prese di posizione e affermazioni non calcolate e adulatorie da parte di Berlusconi». Commenti indegni e affermazioni adulatorie. Evidentemente se ne sono accorti anche in Iran che il nostro premier ha qualche problema senile e non vogliono infierire.


Sfoglia agosto   <<  1 | 2 | 3  >>   ottobre
calendario
adv