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in Italia è sempre tempo di elezioni
Dall'Islanda ai Paesi dell'Est
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 31 ottobre 2008


Da Bloomberg: "I crediti esteri hanno alimentato le economie e il finanziamento degli acquisti immobiliari e delle imprese dei paesi dell'Europa dell'Est tra cui la Polonia, la Romania e l'Ucraina, dopo l'uscita dal comunismo. La fine di tali prestiti sta moltiplicando in quei paesi gli effetti della crisi mondiale di liquidità e minaccia di bloccare l'espansione di quelle che erano alcune delle economie a più rapida crescita."

Il premio Nobel per l'aconomia Paul Krugman in un suo articolo sul New York Times prende spunto da questo report per fare un parallelo con la crisi asiatica del 1997 e il default argentino del 2002. Anche in queste regioni la chiave di volta della crisi - afferma l'economista - fu l'ampiezza del ricorso al debito in valuta estera da parte degli investitori domestici. Quando il fiume di capitali si prosciugò e le valute asiatiche affondarono, questi debiti improvvisamente diventarono un onere non più sostenibile, decimando bilanci e innescando una spirale di svalutazioni al ribasso. Krugman conclude osservando che stiamo andando appunto verso lo stesso drammatico esito.

Molti avranno negli occhi le immagini provenienti dall'Islanda. Cittadini disperati che hanno perso casa, lavoro, risparmi e ogni certezza. All'improvviso, nell'arco di una notte, non avevano più niente. Il loro denaro bruciato, senza più alcun valore. Questo è il mondo che hanno creato uomini avidi e senza rispetto per i propri simili. Ieri l'Islanda, oggi i paesi dell'Est, ma domani? A chi toccherà domani sopportare l'ondata generata da una economia distorta, incompatibile con i reali bisogni della gente?

"Il numero dei poveri è aumentato dall'inizio dell'anno di 100 milioni di persone ed è destinato a crescere" ha detto Zoellick, presidente della Banca Mondiale, sottolineando: "Questa catastrofe è stata creata dall'uomo. E quindi le risposte sono nelle nostre mani". Ma non è paradossale vedere che i nostri destini sono ancora nelle mani di chi ci ha sprofondato in questo pozzo nero senza fondo?


L'irresistibile ascesa di una velina
post pubblicato in Diario, il 29 ottobre 2008


Berlusconi boccia gli studenti ma promuove Mara Carfagna. Gli studenti sono dei poveri fessi truffati dalla sinistra e dai baroni universitari, rei tra l'altro di un indecente nepotismo. La Carfagna invece, oltre che capolista in Campania, sarà speaker del consiglio dei ministri con il compito di "comunicare" i provvedimenti adottati dal governo. Nepotismo? Macchè, scelta meritocratica invece. Il Cavaliere perde consensi nei sondaggi e bisognava correre ai ripari. Chi meglio di una "sfascia-famiglie" potrà illustrare con uno smagliante sorriso i provvedimenti di un governo che sta sfasciando l'Italia? Quale esempio migliore poi per i nostri ragazzi?



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permalink | inviato da meltemi il 29/10/2008 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Berlusconi re di Piazza Affari
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 29 ottobre 2008


A volte basta anche solo una scintilla per incendiare una prateria. Chi non è interessato a conoscere come la penso su questo, per me, fuoco di paglia, e si appassiona solo alle vicende che coinvolgono il Cavaliere può passare direttamente agli ultimi due paragrafi di questo post.

Ieri gli investitori delle borse di tutto il mondo hanno deciso che, nonostante i nuovi dati macroeconomici negativi, era il caso, dopo tanti giorni di penitenza, di lasciarsi andare ad una botta di vita, ubriacandosi almeno per un giorno con indici a due cifre.

Recupero della fiducia per i piani di salvataggio predisposti o promessi dai governi negli ultimi giorni? Effetto dell'attesa ennesima riduzione dei tassi da parte della Fed? No effetto Volkswagen.
 
E' iniziato Lunedì con la chiusura positiva di Francoforte, nonostante il resto del listino abbia chiuso a meno 10 punti, grazie al titolo Volkswagen schizzato ad un più 140% dopo aver toccato durante la seduta un rialzo di oltre il 200%. Motivo di tanti acquisti il braccio di ferro tra Porsche ed il Land tedesco per il controllo della casa automobilistica di Wolfsburg.

La mossa del maggiore azionista della Volkswagen è suonata come una prova di fiducia nelle possibilità di recupero del settore automobilistico e tanto è bastato ad infiammare le borse asiatiche la mattina successiva e a contagiare successivamente Europa e Stati Uniti. Serviva solo un pretesto e i mercati in crisi di astinenza l'hanno trovato.

Poco importano i dati disastrosi provenienti dall’indice del Conference Board che misura la fiducia dei consumatori statunitensi, calato di ben 20 punti a 38, e dall’ennesimo tonfo a due cifre, anno su anno, del prezzo delle case. E poco importa che gli hedge fund locusta stiano vendendo a man bassa  le loro quote in Ford e Chrysler, così come, per un giorno di euforia vale la pena dimenticare le notizie sempre più allarmanti su possibili default degli Stati di mezzo mondo, dai paesi dell'America Latina, a quelli del Baltico e dell'est europa fino alla Corea del Sud.

Tanto varrà per gli inguaribili ottimisti, visto che le aperture di questa mattina sono ancora positive, parlare di inversione di tendenza ma la prudenza dovrebbe essere d'obbligo quando non si è ancora toccato il fondo, tutti gli indici economici peggiorano e l'ombrello predisposto dai governi di cinque continenti assume le dimensioni di un effetto placebo.

Ieri Piazza Affari non ha partecipato alla festa delle borse mondiali, trascinata sotto lo zero dall'andamento di Unicredit Group e Intesa S.Paolo più volte sospesi al ribasso. Seppure in ritardo lo fa stamattina con i due gruppi che inaspettatamente rimbalzano di quasi il 10%. Cosa è successo? Rumors di borsa dicono che il governo ha pronto un piano di salvataggio che prevede la fusione tra i due Istituti. Questa fusione comporterà la chiusura di centinaia di sportelli e qualche decina di migliaia di licenziamenti (almeno 30mila), ma che importa quando l'interesse prioritario è realizzare i piani del premier che può mettere così le mani sui primi due gruppi bancari italiani con la scusa della crisi finanziaria?

Un piano perfetto per prendere, come suol dirsi, due piccioni con una fava. Lo stato spenderebbe meno del previsto per salvare i due gruppi. Profumo toglierebbe il disturbo e Passera andrebbe sul ponte di comando per i servigi resi a Berlusconi nella vicenda Alitalia. Rimarrebbe aperto il piccolo problema della quota di Generali e Mediobanca nelle mani di Unicredit. Ma Geronzi troverà sicuramente la strada di parcheggiare le due quote in mani amiche. Soprattutto amiche di Berlusconi che attraverso Mediobanca ormai controlla tutti i settori strategici dell'economia italiana ed è diventato il re incontrastato di Piazza Affari.


Ministro e gentiluomo
post pubblicato in Diario, il 28 ottobre 2008





Nel corso della trasmissione di Maria Latella su Sky TG24, il ministro La Russa, non avendo altri argomenti per criticare la manifestazione di sabato del Pd, ha stigmatizzato il fatto che non fossero stati ricordati gli otto militari morti nell'incidente avvenuto in Francia. All'osservazione pretestuosa e strumentale del ministro, il direttore dell'Unità gli ha fatto notare come fosse «inappropriato» strumentalizzare il ricordo dei morti per nascondere una propria difficoltà. E il ministro non ha retto: è sbottato in un crescendo di urla ed insulti, invitando la De Gregorio a «tapparsi la bocca con un turacciolo».
L'Italia di Berlusconi
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2008


Senza parole


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permalink | inviato da meltemi il 27/10/2008 alle 20:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
In arrivo la tempesta valutaria?
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 27 ottobre 2008


Non posso fare a meno di segnalarvi questo articolo di Andrea Mazzalai (icebergfinanza) che mirabilmente descrive in quale baratro potrebbe precipitare l'Europa. Purtroppo per noi finora Andrea ha sempre indovinato tutte le sue previsioni.

Dalla tempesta perfetta, scatenata dal semplice battito della farfalla subprime, attraverso un'incredibile correlazione di crisi che la storia non aveva mai conosciuto in passato sino a giungere ad una possibile e potenzialmente devastante crisi valutaria.

Il crollo dei mercati emergenti è un rischio notevolmente sottostimato e rischia di diventare un secondo epicentro della crisi finanziaria mondiale questa volta in Europa, piuttosto che in America.


SIAMO TUTTI STUDENTI!
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2008


Aderiamo a questo appello dei blog Campidoglio Pulito e 2più2uguale5. Diffondete questa iniziativa, attraverso il banner, e-mail, i vostri blog e con tutti i mezzi che riterrete utili ed efficaci!


SIAMO TUTTI STUDENTI!

In questi giorni, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e l’emerito Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga , hanno fatto dichiarazioni vergognose e minatorie, rivolgendosi a tutto il popolo italiano!

Hanno minacciato di rappresaglia fisica i nostri ragazzi che, pacificamente, manifestano contro la taglia - Gelmini.

Noi, oltre che stare accanto ai nostri ragazzi, abbiamo il dovere di proteggerli.

Il nostro appello è rivolto a tutti i genitori e a tutte le famiglie degli studenti, affinché partecipino alle proteste, alternandosi accanto ai loro figli, documentando tutto, assemblee, cortei, manifestazioni e, ovviamente, calmando, se necessario, anche gli esagitati che, per la legge dei grandi numeri probabilmente ci saranno.
 
Partecipiamo coi nostri ragazzi a tutte le manifestazioni che ci è possibile.

Ma soprattutto, il 30 ottobre alla grande manifestazione nazionale di tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Scendiamo in piazza insieme a loro, con loro, ma soprattutto per loro.
 
La riforma della scuola riguarda tutte le famiglie italiane.

I NOSTRI RAGAZZI NON PAGHERANNO PER LORO




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Berlusconi vittima di una scalata?
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2008


Nel primo pomeriggio la Consob ha annunciato che la grande banca britannica Barclays è salita al 5,056% del capitale Mediaset, la controllata dalla Fininvest di Berlusconi. Secondo questo comunicato Barclays deteneva già una quota del 2,309%. L'acquisizione è avvenuta quando il titolo era scambiato a 3.79 euro. Dopo l'annuncio della Consob le azioni Mediaset sono risalite intorno ai 4 euro, in controtendenza con l'andamento della borsa milanese. La banca britannica sta evidentemente rastrellando azioni per conto di un suo cliente.

Scalata ostile o mani amiche per sostenere il titolo a un prezzo superiore a 3,80 euro? Poichè non credo che Grillo facesse sul serio quando ha proposto un'Opa su Mediaset e che abbia trovato dei finanziatori, propendo più per la seconda ipotesi. Infatti come già detto precedentemente 3,80 euro  è il prezzo sotto al quale Berlusconi sarebbe obbligato a ricomprarsi un enorme quantitativo di azioni secondo quanto stabilirebbe una clausola contrattuale firmata ai tempi della quotazione del titolo. Un esborso che potrebbe far vacillare il suo impero finanziario.



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il Padrone d'Italia (1a parte)
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2008


L'ingresso di Marina Berlusconi nel consiglio di amministrazione di Mediobanca, già previsto da tempo e ufficializzato all'assemblea degli azionisti di domani, segna il definitivo ingresso di Berlusconi nei gangli vitali della finanza e dell'economia, primo importante traguardo ma anche nuovo punto di partenza del suo progetto di controllo del capitalismo italiano.

Tutto iniziò dopo la morte di Enrico Cuccia, il vecchio burattinaio, nella cui Mediobanca si riuniva il cosiddetto salotto buono del capitalismo italiano e si decidevano gli assetti del potere industriale e finanziario. Quel Cuccia che aveva sempre tenuto fuori dal vecchio salotto, raccontandolo per giunta anche in giro, il parvenu Silvio Berlusconi. Prima tappa del nuovo riassetto economico e finanziario il ritorno della famiglia Agnelli con l'Opa lanciata dalla Fiat su Montedison in contrapposizione a Mediobanca dopo il "golpe" realizzato nel 1993 da Cuccia e Romiti che, puntando sulle difficoltà finanziarie di Torino, avevano ipotecato il controllo futuro di tutto l'impero Fiat.

Scrive Ezio Mauro il 4 luglio 2001 su Repubblica: "Recuperato il comando interno, quando Agnelli ha alzato lo sguardo dall'azienda ha visto un panorama industriale e finanziario completamente mutato, in Italia. La nuova Mediobanca si muoveva tra velleità e tentazioni, dispetti e ambizioni, senza quel misto di autorità e rispetto che Cuccia aveva per gli altri poteri coevi". Tutt'attorno al santuario indebolito, il mondo in crescita e in tumulto dei piccoli imprenditori non ascoltava più le antiche parole d'ordine e non riconosceva i vecchi idoli del capitalismo. Anzi, si mostrava ogni giorno più insofferente alle oligarchie, alle grandi famiglie, al potere immutabile (e qualche volta immobile) dei salottieri senza più il salotto. Reti invisibili, inoltre, legavano sempre più questo capitalismo diffuso, senza dio e voglioso di contare a Silvio Berlusconi, percepito come un outsider - nonostante fosse consunstanziale al sistema di potere craxiano della prima Repubblica -, in parte corsaro in parte avventuriero, ma comunque estraneo a quel salotto che lo guardava a dire il vero con sufficienza".

Dovendo fare i conti con questo panorama e per recuperare la centralità perduta, Agnelli scende a patti e si allea con Berlusconi sostenendo il suo governo nel 2001. Dice ancora Ezio Mauro che "Berlusconi riesce a staccare tre dividendi dal grande riassetto: uno politico, già incassato con l'appoggio di Agnelli; l'altro di potere, disciplinando ben più sapientemente di D'Alema e Velardi il nuovo capitalismo dalla postazione di Palazzo Chigi; l'ultimo infine economico, sia pure indiretto, per le sue aziende che non resteranno fuori dalla torta". Ma questo per Berlusconi non è che l'inizio della strategia per mettere definitivamente sotto il suo controllo tutto il sistema di potere economico e finanziario. Il progetto è infatti molto più ambizioso.

La battaglia dalla Montedison si sposta subito all'Hdp, e cioè al controllo della Rizzoli e del Corriere della Sera, cuore e anima dell'identità imprenditoriale e di potere di Romiti. Siamo dentro la cittadella assediata di Mediobanca. Perché la guerra arriverà fino alla stanza chiusa del salotto. A Mediobanca stessa, e naturalmente al boccone più ambito, le Generali. Sullo sfondo, il governatore della Banca d'Italia, Antonio Fazio, che muovendo e frenando le banche può influenzare i loro destini e soprattutto i destini dei pacchetti di Mediobanca in loro possesso. Energia, giornali, assicurazioni, forse persino le telecomunicazioni, vista la fragilità proprietaria e "politica" di Telecom: tutto torna in gioco.

Rientra in questa guerra di potere la stagione dei furbetti del quartierino, con gli intricati rapporti tra Fazio, Gnutti, Fiorani, Ricucci e il Cavaliere (che per la prima volta introduce il tormentone della cordata italiana per tenere fuori gli spagnoli del Banco Bilbao dalla BNL e gli olandesi di Abn Amro da Antonveneta). In ballo ci sono il controllo di BNL, della RCS e il progetto di una banca del Nord (frutto del matrimonio tra la Banca Popolare Italiana e Antonveneta) che avrebbe dovuto fare da contraltare alle banche che venivano considerate vicine alla sinistra e a Prodi, Banca Intesa di Bazoli e Unicredit di Profumo. Quel progetto salta perchè la magistratura milanese si mette di traverso e per l'inattendibilità dei suoi interpreti. Siamo già nel 2005 ma il Cavaliere ha pronto il piano B. Se la strategia dell'attacco diretto non ha successo si passa alla manovra dell'accerchiamento a tenaglia. (continua)


Le mani sulle banche
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 27 ottobre 2008


Le borse continuano a scendere in picchiata. Gli interventi dei governi, impegnati in summit oramai settimanali, sono giunti tardivi e appaiono ancora insufficienti per far recuperare la fiducia a investitori e risparmiatori terrorizzati. E non siamo che all'antipasto dell'incubo.

Lo sforzo del duo Brown-Sarkozy è stato notevole nonostante le resistenza della Merkel e nonostante quella macchietta di premier italiano che sono costretti a portarsi dietro e che frequenta i summit dei capi di stato solo  per darsi un'aria da statista e per usarli come cassa di risonanza mediatica dei suoi sempre più preoccupanti deliri di onnipotenza.

Tutto il mondo è in trepida attesa di conoscere le sue annunciate proposte economico-finanziarie per risolvere questa crisi e fermare la recessione. In realtà l'Europa ci ride dietro e il nostro premier si preoccupa solo di far credere al popolo degli italioti che metterà Lui le cose a posto, "ghe pens mi", continuando a consigliare acquisti di azioni con i mercati che ancora non hanno toccato il fondo.

Sono Gordon Brown e Nicolas Sarkozy i due uomini politici che sono apparsi più consapevoli della gravità della situazione e della assoluta necessità di fornire le misure più adeguate possibili, facendo fare retromarcia agli Stati Uniti dal piano originario che prevedeva solo un grazioso regalo ai banchieri americani di 700 miliardi di dollari, proponendo ed attuando l'unica medicina possibile in questo momento, l'ingresso statale nel capitale delle banche e il loro controllo.

Mentre l’ingresso in forze è già avvenuto, anche se non è stato del tutto completato, in Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda e Lussemburgo, mancano ancora all’appello paesi importanti dell’Unione Europea, quali la Germania (solo la quarta banca tedesca ha chiesto un ingresso nel capitale per poco meno di sei miliardi di euro) e l’Italia, mentre, pur avendo provveduto a predisporre il relativo fondo, il governo Zapatero continua a prendere per buone le rassicurazioni che gli giungono dai quartier generali delle due principali banche iberiche, nonostante i tracolli in borsa di Santander, super esposto al rischio default in Sud America (leggi Brasile ed Argentina).

Presumo che in Italia il duo formato da Mario Draghi e Giulio Tremonti abbiano dei piani che vadano nella direzione tracciata da Francia e Gran Bretagna, piani che vengono visti con estrema apprensione ai piani alti di Unicredit, Monte Paschi e relative Fondazioni, mentre Corrado Passera, amministratopre delegato di Intesa-San Paolo sembra dormire sonni molto più tranquilli grazie ai meriti che si è conquistato e al debito di riconoscenza che Berlusconi gli deve per averlo aiutato nella vicenda Alitalia.

A Robin Tremonti fa gola quel gruzzoletto di 73 miliardi di euro che rappresenta il patrimonio delle Fondazioni bancarie e il suo silenzio assomiglia a quello di chi attende pazientemente sulla riva del fiume che passino i primi naufraghi che chiedano aiuto. Comunque le sue idee ed il suo progetto non coincidono con quelli del suo leader maximo e deve mordere il freno.

Veltroni al Circo Massimo ha messo in guardia da un ritorno delle mani statali sulle banche. Forse avrebbe fatto meglio a parlare chiaramente delle mani di Berlusconi che sta realizzando indisturbato il suo piano per il controllo del sistema economico-finanziario italiano, cosa che non era riuscita nemmeno a Mussolini. Ma questa è un'altra storia intricata, sulla quale spero di ritornare presto.


Reazioni scomposte
post pubblicato in Diario, il 26 ottobre 2008


Tutti conoscono la favola della volpe che, dopo aver sognato di raggiungere un grappolo d'uva, si sveglia accorgendosi che quel grappolo esiste davvero. L'animale affamato tenta con grandi balzi di staccare il grappolo ma ogni sforzo è vano. Constatando di non poterla raggiungere, si consola esclamando: "tanto è ancora acerba!". Così reagisce scompostamente e pieno di livore il coro della destra con a capo la sua volpe impagliata, Berlusconi. Segno che la grande manifestazione di due milioni e mezzo di persone ha centrato il suo obbiettivo.

Gasparri: "Visti dall'alto erano pochissimi. Dopo mesi di preparazione e spese ingenti, un flop. Veltroni si dimetterà?". E' notorio che il cervello di Gasparri è provvisto di un solo neurone. Dunque la natura generosa l'avrebbe dotato in compenso della vista di un'aquila. Peccato che il neurone sia sempre lo stesso.

Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera: "La più grande manifestazione democratica di questo Paese c'è stata il 13 e 14 aprile 2008 quando gli italiani hanno scelto, con larghissima maggioranza di consensi, Silvio Berlusconi". Dello stesso tenore la dichiarazione di Gaetano Quagliariello, vicepresidente dei senatori Pdl: "Cosa pensa l'Italia si è visto col voto". A dire il vero serpeggiava già il sospetto che non fossero ammesse altre manifestazioni di democrazia da quando Berlusconi è presidente del consiglio. Quagliarello e Lupi confermano.

Stesso concetto ma con un tocco in stile 'difesa del consumatore' dalla senatrice Cinzia Bonfrisco: "Veltroni è uno yogurt scaduto il 13 e 14 aprile scorso". Attenti dunque all'etichetta.

Fabrizio Cicchitto si scopre invece un fisico dei corpi solidi per calcolare che all'interno del Circo Massimo non possono entrare più di trecentomila persone.

Italo Bocchino ha visto un altro film: "Più che altro sembra il giorno della resa dei conti interna al Pd". Infatti l'avrete notato tutti che dietro Veltroni c'era il plotone d'esecuzione, composto da tutti i dirigenti del PD schierati sul palco.

Dulcis in fundo, ma non ultimo di una serie di esponenti della destra che hanno fatto tutti dichiarazioni in fotocopia e che quindi vi risparmiamo, l'infiltrato Neri Marcorè che, travestito da Daniele Capezzone, al giornalista che gli chiedeva un commento, dopo aver consultato la lista prestampata delle risposte fornitagli dal Cavaliere, ha risposto: "Veltroni, NO. C'è scritto NO" "Berlusconi SI, c'è scritto SI".


La profezia
post pubblicato in Diario, il 25 ottobre 2008


"Nemo propheta in patria sua" dicevano i nostri padri latini. Ma Berlusconi, anche se dice di essere stato uno studente modello, non conosce il vecchio detto e il suo significato. E come succede ciclicamente in Italia, il popolo degli italioti è sempre pronto ad osannare l'uomo della provvidenza, salvo poi appenderlo con la testa all'ingiù e a giurare tutti di essere stati da sempre contro il tiranno.

Non siate impazienti e non disperate. Il tirannosauro ha i giorni e i mesi contati e presto lo vedrete in qualche Jurassic Park o museo degli orrori del XX secolo. E' solo una questione di tempo pur se anche il tempo è tiranno ed è proccupante vedere i danni che l'odioso premier può combinare ogni giorno che passa, facendoci sentire lo zimbello del mondo.

Ieri a Pechino sembrava molto più vecchio dei suoi già tanti 72 anni. Una maschera di cera verdastra in liquefazione. Lo sguardo spento e smarrito di chi non sa cosa dire. Il suono della voce artefatto, come quella di un robot programmato sull'opzione "statista con delirio di onnipotenza" ma con le batterie scariche.

Gli italioti magari ancora credono alle fandonie che snocciola senza vergogna perchè è quello che vogliono sentirsi dire, ma la storia sta per cambiare il suo corso, il grande inganno sta per finire.



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permalink | inviato da meltemi il 25/10/2008 alle 12:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Nuovo venerdì nero delle borse
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 24 ottobre 2008


I nostri governanti non fanno che tranquillizzarci sulla crisi finanziaria ripetendo che il peggio è passato. Farebbero meglio a tacere e a darsi da fare: dovrebbero capire che farsi smentire dai fatti incontrovertibili del giorno dopo toglie loro ogni residua credibilità e getta ancor più nel panico i cittadini ed i mercati. Ieri a Porta a Porta è stato Scajola a sbilanciarsi con previsioni ottimistiche sull'andamento delle borse, arrivando ad affermare, sulla scia di quanto incautamente consigliato giorni fà dal suo presidente superman, che questo è il momento di comprare azioni.

Oggi, proprio nell'anniversario del crollo di Wall Street del '29, c'è stato un nuovo bagno di sangue nelle borse di tutto il mondo. A Milano, Piazza Affari è arrivata a perdere il 10% chiudendo a meno 5,61%. I nostri governanti e gli inguaribili ottimisti devono sapere che il crollo non si fermerà e non ci sarà nessun rimbalzo duraturo almeno sino a quando il mercato non avrà assorbito la prossima ondata di dati macroeconomici e le trimestrali che verranno, non sarà chiara la situazione dei paesi a rischio di default, non sarà eletto il nuovo presidente americano, non sarà chiaro se il G7 o il G10 o il G20 di metà novembre sarà in grado di mettere tutti d'accordo con una nuova Bretton Woods o pace di Westfalia o come la si voglia chiamare.


La foto del giorno: un remake
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2008


Angela Merkel a Pechino, sorpresa da un colpo di vento, come, suo e nostro malgrado, nel film Quando la moglie è in vacanza (The seven Year Itch)





Sotto, l'originale, molto più gradevole.



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permalink | inviato da meltemi il 24/10/2008 alle 17:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Berlusconi, la Cina e i giornali
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2008


«In tantissime manifestazioni organizzate dall'estrema sinistra e dai centri sociali, così come mi ha confermato il ministro dell'Interno, ci sono dei facinorosi che hanno il supporto dell'estrema sinistra e dei giornali» a parlare così il premier del governo italiano in viaggio turistico a Beijing. In attesa della smentita di domani, se non altro per correggere in un migliore italiano la sua bizzarra e cacofonica dichiarazione, mi sto scervellando quanto meno per capire di quali testate giornalistiche parli il Cavaliere. A parte l'Unità, il Manifesto e Liberazione che però Lui non considera giornali ma fogli sovversivi, oltre Repubblica non mi rimangono che Tuttosport e il Corriere dello Sport, incautamente critici per l'acquisto a sorpresa del vecchio senatore Beckham. A meno che nelle nebbie di qualche fumeria di oppio di Beijing il  nostro attempato premier non abbia visto in Ezio Mauro, Paolo Mieli, Giulio Anselmi e Ferruccio De Bortoli la reincarnazione italiana della famigerata Banda dei Quattro.

Facinorosi a scuola di sovversivismo

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permalink | inviato da meltemi il 24/10/2008 alle 10:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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