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La tempesta perfetta
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 15 settembre 2008


La Lehman Brothers ha dichiarato fallimento, chiedendo l'ammissione al "Chapter 11" alla "Us Bankruptcy Court", nel distretto Sud di New York. Il sistema finanziario americano e di conseguenza quello mondiale si apprestano quindi a fare i conti con le sconvolgenti ripercussioni che l'ennesima vittima eccellente della crisi del credito inevitabilmente produrrà.

Secondo l'ex presidente della Fed, Alan Greenspan, "l'attuale crisi finanziaria è la più grave da cinquanta anni e forse da un secolo a questa parte" ed è ancora lontana dall'essere terminata. In un'intervista alla Abc, Greenspan prevede che saranno ancora diverse le istituzioni finanziarie a soccombere. 

Le banche centrali vanno in soccorso dei mercati scossi dal fallimento: la BCE stamattina ha annunciato un'operazione di rifinanziamento immediata per immettere nuova liquidità nel sistema bancario. Anche la Fed ha annunciato facilitazioni al credito per allentare le tensioni e i rischi di un'ondata speculativa, accettando anche titoli azionari in cambio dei prestiti erogati. Agli interventi si è aggiunta la banca centrale della Cina, che ha annunciato un taglio dei tassi di interesse.

Palliativi. Perchè come dice Marco Sarli nel suo blog, Diario della crisi finanziaria (analisi quotidiana della piu' grave crisi di liquidità dal secondo dopoguerra), banchieri, regolatori, governanti continuano a fare esattamente quello che hanno fatto in questi lunghissimi tredici mesi: "una somma di errori da manuale, conditi da dichiarazioni rassicuranti talmente ripetute da diventare del tutto inefficaci, per non parlare poi del comportamento del tutto irrazionale delle banche centrali ancora convinte di avere la possibilità di condizionare i mercati e del tutto dimentiche del fatto che, grazie alla miscela veramente esplosiva della globalizzazione e della finanziarizzazione, i volumi su quei mercati sono diventati di dimensioni talmente mostruose che loro, con i loro tempi di reazione e le loro scarse munizioni, sono oramai assolutamente non più in grado di influenzare né il mercato dei cambi, né quello della finanza strutturata, né quello dei micidiali Credit Default Swaps".




Si svuotano gli uffici della Lehman Brothers, sulla 7th Avenue di New York.
All'ingresso dell'istituto viavai, anche notturno, di dipendenti che portano via i loro effetti personali negli scatoloni.
Il fallimento della banca d'affari comporta il licenziamento di circa 25 mila dipendenti, di cui 6 mila in Europa, compreso, per quel che riguarda l'Italia, il personale delle sedi di Milano e Roma. I licenziamenti sono operativi da oggi.

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