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in Italia è sempre tempo di elezioni
B factor
post pubblicato in Diario, il 11 febbraio 2009


Otto milioni di italiani in stato vegetativo permanente hanno assistito l'altro ieri al Grande Fratello, qualche altro milione a X Factor e allo speciale di Emilio Fede sulla povera Eluana. Altro che eutanasia, siamo ormai allo sterminio di massa.


La democrazia è in bilico: salviamola
post pubblicato in Diario, il 7 febbraio 2009


Amici e patrioti
post pubblicato in Diario, il 4 febbraio 2009


Mettete in correlazione, come lo sono, queste quattro notizie.
  1. Il Senato ha dato il via libero definitivo alla ratifica del Trattato di amicizia, collaborazione e partenariato Italia-Libia, firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal leader libico Muhammar Gheddafi. Con il trattato l'Italia si è impegnata a pagare cinque miliardi di dollari alla Libia nei prossimi 25 anni da destinare a progetti infrastrutturali nel paese, oltre che fornire le scuse per il passato coloniale nel paese nordafricano. L'accordo prevede in particolare la realizzazione di un'autostrada costiera che attraverserà la Libia dal confine con l'Egitto a quello con la Tunisia.


  2. Impregilo (Benetton, Ligresti e Gavio), già in affari con la Libia di Gheddafi, farà l'autostrada promessa da Berlusconi. Per chi l'avesse dimenticato i magnifici 3 sono tra i patrioti, amici di Berlusconi, che hanno "salvato" Alitalia con un modico esborso e facendo un affare d'oro.


  3. Il governo tassa l'Eni per trovare i fondi necessari per pagare Gheddafi: secondo quanto si legge su MF, per finanziare l'autostrada che l'Italia regalera' a Gheddafi e gli altri oneri dell'intesa raggiunta tra Roma e Tripoli, il terzo dei cinque articoli che compongono il provvedimento prevede l'introduzione di un'addizionale del 4% sugli utili ante imposta e dalla lettura dei requisiti che devono avere le società per essere sottoposte a questa addizionale, del resto, emerge che saranno colpiti tutti gli operatori con sede in Italia (Eni in primis).


  4. Il prossimo ingresso della Libia nell'Eni con una quota di capitale rilevante è stato concordato con il Governo italiano e avverrà quando le condizioni della Borsa lo consentiranno. Come ha dichiarato al «Sole-24 Ore» l'ambasciatore di Tripoli a Roma, Hafed Gaddur, l'obiettivo del Libyan Energy Fund, il fondo sovrano che acquisirà la partecipazione sul mercato, è di arrivare fino al 10% del gruppo.

Riepilogando. Berlusconi per fare la pace con Gheddafi spende 5 miliardi (dei contribuenti) e dirotta parte di questi soldi ai suoi amici facendogli costruire l'autostrada libica. Parte del costo verrà finanziato tassando i profitti dell'Eni e permettendo a Gheddafi di comprarsi il 10% dell'ente petrolifero italiano quando i prezzi di borsa saranno "congrui" (cioè a prezzi stracciati, se la tassazione avrà anche il prevedibile effetto di deprimere il titolo e se Scaroni in aprile, come è probabile, visto il calo del petrolio e i consumi in diminuzione, sfornerà un cattivo bilancio).

Morale della favola: Berlusconi procura affari d'oro agli amici (a buon rendere) e spalanca a Gheddafi le porte del capitalismo italiano, alla faccia del patriottismo e soprattutto dei contribuenti italiani che pagheranno il conto, nel silenzio assordante dell'opposizione.



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permalink | inviato da meltemi il 4/2/2009 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Merci Silvio
post pubblicato in Diario, il 15 gennaio 2009


«Merci Silvio»,  grazie Silvio, titola ironicamente Les Echos: i francesi ringraziano il premier Silvio Berlusconi per avere impedito in aprile un'acquisizione di Alitalia ben più onerosa per Air France-Klm.

Ora – sottolinea il quotidiano economico e finanziario d'Oltralpe - la compagnia franco-olandese fa un affare migliore, spende meno e ottiene «l'essenziale»: «con questa partecipazione del 25%, la compagnia franco-olandese si assicura posizioni di rilievo sul quinto mercato aereo europeo, uno dei più redditizi».

«Non male per un'operazione il cui prezzo, 300 milioni, resta tutto sommato ragionevole», scrive Les Echos. «Ci si può persino chiedere se Silvio Berlusconi non ha reso un insigne servizio ad Air France-Klm nell'aprile 2008, quando ha fatto fallire il progetto di acquisto di Alitalia per 1,5 miliardi di euro in nome dell' "italianità".»

Anche noi italiani ringraziamo Silvio perchè è vero che a nostro carico restano 3 miliardi e rotti di debiti, ma vuoi mettere la soddisfazione di farci ridere dietro da tutta la stampa d'oltralpe?


Pescecane non morde pescecane
post pubblicato in Diario, il 12 gennaio 2009


MF-Dow Jones News del 5 gennaio: da Dl Anticrisi sparisce aumento Iva Sky,

Con un emendamento ammesso nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze
della Camera si propone di "sopprimere i commi 1 e 2" dell'articolo 31 del
Dl Anticrisi che andavano a modificare il regime Iva dei servizi
televisivi.

Ora si attende il via libero definitivo del testo da parte delle
Commissioni, che torneranno a riunirsi dopo l'Epifania. L'obiettivo e'
farlo approdare in Aula entro il 12 gennaio.

Tanto rumore per nulla? Chi non ricorda infatti lo scontro al calor bianco tra governo e Sky sull'innalzamento dal 10 al 20% dell'Iva per la televisione di Rupert Murdoch, con tanto di spot anti-governativi, i proclami del premier dall'Albania contro la sinistra e il niet di Tremonti ad ogni ripensamento?

Cosa è successo in questi ultimi giorni da far cambiare idea a Berlusconi e Tremonti? Un segnale di distensione nei confronti del PD, un segno tangibile di attenzione nei confronti degli abbonati Sky? Suvvia non scherziamo, il Cavaliere non muove foglia se non c'è un suo interesse personale.

Ed infatti, guarda il caso, dopo la visita lampo di Rupert Murdoch a Milano di due giorni fa, si è risolta la contesa tra i due pescecani per il controllo della pay-tv tedesca Premiere di proprietà di Murdoch. Indovinate un pò chi entra come socio con il 25% del capitale? Ma la Fininvest di Berlusconi, è ovvio.

Trote o delfini?
post pubblicato in Diario, il 11 gennaio 2009


La vecchia astuzia di Bertoldo, sia pure in salsa padana? Il Carroccio annuncia a gola spiegata una novità, gli alleati (o il Tar, o la Corte costituzionale) lo bocciano, e il provvedimento sfuma ma intanto la credibilità cresce. E il consenso, almeno quello misurato dai sondaggi, aumenta. Si riassume in questi concetti un brillante articolo sul Corriere.it di Marco Cremonesi che scrive:

Secondo Nando Pagnoncelli di Ipsos, oggi la Lega sfiorerebbe l'11 per cento a livello nazionale: «Fortissima nei suoi territori tradizionali — spiega il sondaggista — ha ormai sfondato anche in Toscana e in Emilia».

Renato Mannheimer sottolinea l'efficacia semplice di questo metodo: «La gente si sente difesa, vede che la Lega è quella che non perde mai l'iniziativa, quella che comunque propone qualcosa. E resta distante da una politica romana vista come statica, bizantina, immobilista».

Mettiamoci il cuore in pace. L'Italia non è più la Patria di Santi, poeti, pittori, musicisti e navigatori ma è sempre più il paese dell'ignoranza, del razzismo, dell'egoismo e della furbizia, di chi non vorrebbe più pagare le tasse e vuole arrivare al successo come fanno le trote padane di Bossi. Tanto che, a quanto pare, abbiamo cominciato ad esportare questa cultura persino oltralpe: anche Sarkozy vorrebbe infatti il figlio come suo successore nel partito.

Ma forse Sarkozy junior non è una trota se e vero che ha rifiutato l'investitura paterna. Purtroppo quest'esito non ci rincuora su migliori destini italiani: in Francia almeno a scuola si impara ancora qualche sano principio. Qui la Gelmini invece sta distruggendo anche questa ultima speranza.



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permalink | inviato da meltemi il 11/1/2009 alle 12:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La guerra del gas fa le prime vittime
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2009


Come era prevedibile e già previsto da questo blog, quando sin dal 26 dicembre se n'è occupato qui e qui estesamente, il flusso del gas proveniente dalla Russia e in transito in Ucraina si è drasticamente ridotto mentre Mosca e Kiev si rimpallano le responsabilità.

A farne le spese gli approvvigionamenti dell'Unione Europea che dopo aver sottovalutato la crisi ora strilla perchè  alcuni paesi sono già in sofferenza: lamentano tagli significativi, ricorsi alle riserve, o il blocco totale del flusso russo. E tra questi c'è l'Italia, dove oggi il calo di importazione di gas russo è stato intorno al 90%, secondo i tecnici dell'Eni. Subito al freddo, invece, Austria, Slovenia e Bulgaria.

Come fa dal 26 dicembre il ministro Scajola continua a ripetere che non c'è allarme e alcun rischio ma oggi è costretto ad aggiungere "per qualche settimana". E la nostra stampa? Finalmente si è accorta della crisi e qualche giornale ora titola che siamo addirittura alla "canna del gas".


Bulgaria: si torna alla legna


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permalink | inviato da meltemi il 7/1/2009 alle 9:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mosca chiude i rubinetti del gas a Kiev
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2009


Come preannunciato, il colosso energetico russo Gazprom ha interrotto le forniture di gas all'Ucraina. Un portavoce del governo Russo ha assicurato che l'interruzione delle forniture a Kiev non avrà ripercussioni sulle consegne di gas all'Unione europea e il ministro Scajola ha dichiarato che non ci saranno problemi per l'Italia.

Il fatto è che i gasdotti russi passano in territorio Ucraino e Kiev ha già minacciato, e ancora una volta la notizia non viene menzionata dalla grande stampa italiana, di confiscare il gas russo in transito. Sembra che le parole d'ordine anche in questo caso siano tacere, minimizzare e mostrare sempre ottimismo e così non vengono nemmeno riportate le dichiarazioni di molti politici europei che accusano la Russia di usare il mancato accordo con Kiev per minacciare i suoi vicini.

Ovviamente il governo italiano, a differenza dei suoi partner europei, deve mantenere una posizione di basso profilo nelle faccende che riguardano Vladimir Putin, grande amico di Berlusconi,  e i mezzi d'informazione italiani assecondano questa politica minimizzando e sottovalutando il nuovo focalaio di crisi determinatosi nel centro dell'Europa.

A chi vuole avere qualche notizia in più sulla vicenda del gas segnalo l'articolo del Wall Street Journal, mentre ricordo il mio post del 26 dicembre sui rischi di un'eventuale bancarotta dell'Ucraina.


La Befana di Berlusconi porterà mille euro agli italiani
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2008


Come suol dirsi... se le suona e se le canta... e Berlusconi concede un'intervista di fine anno a sè stesso, cioè al suo Giornale, dove ribadisce che le sue priorità per il 2009 sono il federalismo, le intercettazioni telefoniche e la giustizia.

Per l'economia invece non c'è da preoccuparsi: l'anno nuovo porterà agli italiani un risparmio medio di "oltre mille euro" a testa, parola di Berlusconi. Saremo dunque tutti più ricchi e oltretutto, aggiunge il Cavaliere, "la profondità e l'estensione della crisi sono nelle mani dei cittadini consumatori".

Dunque se le fabbriche chiudono e le fila dei disoccupati crescono la colpa è tutta vostra cari Italiani, non certo sua. Anche quella di esservi scelti un siffatto premier. Ve lo meritate. Buon 2009.



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permalink | inviato da meltemi il 31/12/2008 alle 13:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
L' Agenda 2009 di Berlusconi
post pubblicato in Diario, il 28 dicembre 2008


Dunque il Presidente del Consiglio ha tracciato l'Agenda 2009 del governo e della maggioranza. Priorità alle riforme delle intercettazioni e della giustizia e subito dopo le elezioni amministrative ed europee del prossimo giugno. Poi ha corretto il tiro e per tranquillizzare Bossi ha aggiunto anche il federalismo al primo posto.

E l'economia? Forse il premier si è dimenticato che siamo di fronte alla peggiore crisi economica globale dopo la Grande Depressione, ovvero da ottant'anni a questa parte? Forse crede davvero che per qualche misteriosa ragione il nostro paese possa evitarla senza un piano di salvataggio per le imprese, i futuri disoccupati, i precari e le famiglie in discesa libera sotto la soglia di povertà?

No, non è una dimenticanza, se le sue reti televisive, durante queste feste, ci bombardano di interviste preconfezionate e di annunci che parlano di "boom degli acquisti" che dovrebbero tranquillizzare gli italiani e se il Cavaliere continua a ripetere che la soluzione della crisi "è dentro di noi" come se la crisi fosse una malattia psicosomatica.

Come quell' ubriaco della barzelletta che, entrato in autostrada nel senso di marcia inverso, pensava che tutti i guidatori che incontrava fossero dei pazzi, il nostro premier sta andando con il suo folle ottimismo verso uno scontro frontale.

Se c'è qualcuno che ancora si fida di un tal pilota, così tanto per rovinargli le feste, gli ricordiamo uno dei tanti scogli sui quali il suo governo andrà ad incagliarsi, mentre ai sani di mente non resta che sperare che Berlusconi mantenga fede almeno alla sua promessa di cambiare Paese se uscirà l'intercettazione di una qualche sua telefonata.



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permalink | inviato da meltemi il 28/12/2008 alle 10:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Brindisi natalizi
post pubblicato in Diario, il 22 dicembre 2008


"Nel 2009 mi occuperò soprattutto di politica estera. Farò il turista in Brasile, India e Cina. Tanto a Roma rimane il vero presidente del Consiglio... Gianni Letta" (Silvio Berlusconi, 20 dicembre 2008)

"L'intervento di Sacconi è stato preso 'inaudita altera parte' (senza che sia stata ascoltata l'altra parte, ndr)'". E poi aggiunge: "E, in questi casi, io ho sempre pensato che non debba essere l'esecutivo che se ne fa carico".  (Silvio Berlusconi, 20 dicembre 2008)

"Quella del ministro Sacconi è la posizione del governo. Ho fiducia piena in Sacconi che aveva discusso della vicenda con Letta. Io non me ne sono occupato ma Sacconi è bravissimo, ha parlato a nome del governo ed apprezzo ciò che ha fatto. Io ho espresso una mia posizione personale ma non ho assoltuamente sconfessato Sacconi che aveva discusso di questo argomento con altri, a cominciare da Gianni Letta". (Silvio Berlusconi, 20 dicembre 2008)

Ricordo che qualche tempo fa un politico (Giovanardi?) propose il test anti-droga per i parlamentari. Forse sarebbe necessario anche il test con l'etilometro.


Italy's cheese bailout
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2008


Il nostro governo, accusato di immobilismo di fronte alla crisi economica e addirittura di aver varato una manovra da cui ci guadagna, sembrerebbe invece sostenere alla chetichella i produttori di parmigiano.

Secondo questo articolo apparso sul Wall Street Journal lo Stato italiano avrebbe comprato, per un totale di 50 milioni di euro, 100mila forme di parmigiano reggiano e altre 100mila di grana padano destinandole a opere di carità. Appare strano che il governo non sbandieri ai quattro venti con qualche spot la sua iniziativa nè che i giornali italiani ne parlino. E poi dove sono andate a finire quelle 200mila forme di parmigiano? In quali opere di carità?

Non vogliamo pensar male ed immaginare una delle solite truffe all'italiana. Piuttosto non è che il ministro Tremonti sta preparando una bella sorpresa di Natale ai possessori della social card? Si, l'attesa apertura dei Grandi Magazzini di Stato dove finalmente i poveri potranno spendere la loro finora inutile tessera?


Brunetta e le donne
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2008


Secondo il ministro Brunetta "occorre innalzare l'età pensionabile delle donne". Il ministro della semplificazione, il leghista Roberto Calderoli, che di scherzi se ne intende, ha semplificato il pensiero del nanoministro con una battuta: "Brunetto-scherzetto". La verità è che a Brunetta non piacciono le casalinghe....



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permalink | inviato da meltemi il 14/12/2008 alle 10:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sarkozy regala un "pacco" verde a Berlusconi
post pubblicato in Diario, il 12 dicembre 2008


Da oggi non saranno più chiamate vittorie di Pirro, ma vittorie alla berlusca, e gli studenti leggeranno presto sui libri di storia che questo modo di dire si diffuse dopo l'accordo sul pacchetto clima ed energia dell'Unione Europea del 12 dicembre 2008.

Che roba. Tutta la sceneggiata del governo italiano ha ottenuto, per rimanere in tema, solamente un'emissione di fumo. Ovviamente Berlusconi per esigenze di prostata deve esultare in conferenza stampa: "E' una grande vittoria italiana. Abbiamo avuto tutto quello che chiedevamo" dice ora, ma la nuova bozza accoglie soprattutto le richieste avanzate dalla Germania per tutelare le sue imprese manifatturiere e la produzione di cemento, acciaio e alluminio. Le rivendicazioni italiane a tutela di ceramica, vetro e carta saranno soggette invece a un complicato calcolo in base alla percentuale di extra costi che l'acquisto di certificati di emissione comporterebbero per i diversi settori e sottosettori.

Sbandierato inoltre come un grande successo italiano anche l'inserimento di "una clausola di revisione generale al marzo 2010 per l'intero pacchetto clima-energia dell'Ue estesa alla valutazione sull'impatto di competitività". Ossia rivediamo il pacchetto se Cina e Usa non aderiranno agli impegni ambientali che verranno presi a Copenaghen. Quando tutti sanno che Barack Obama ha fatto proprio dell'ambiente una sua priorità. Sicuramente più corpose le concessioni fatte in sede di trattativa alla Polonia e agli ex paesi del blocco comunista che hanno ottenuto sostanziosi aiuti economici e agevolazioni per riconvertire il loro sistema energetico al momento prevalentemente a carbone.

E che figuraccia. "Senza timore di apparire in controtendenza rispetto a quanto stanno facendo Stati Uniti, Germania, Francia, Gran Bretagna e persino Cina promuovendo con forza politiche di sostenibilità ambientale per rilanciare l'economia, Berlusconi non aveva esitato a definire le iniziative contro il riscaldamento globale in tempi di crisi 'un malato di polmonite che pensa alla messa in piega'." Ma i suoi figli non ci stanno pensando a farlo interdire?


Saldi di Natale
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2008


Ricordate quando un mese fa il Cavaliere tuonava contro il rischio che i ricchi paesi petroliferi, approfittando della crisi della borsa, potessero scalare le società italiane? Oggi la Libia di Gheddafi acquista a prezzi stracciati, quelli di mercato,  il 10% di Eni e stasera fonti ufficiali della Farnesina fanno sapere che l'investimento fa parte dell'accordo concluso in Agosto tra Berlusconi e Gheddafi per chiudere la vecchia e spinosa questione dei danni per il periodo del dominio coloniale. Per quel che se ne sapeva l'Italia avrebbe dovuto pagare 5 miliardi di euro spalmati su 25 anni. Ma a quanto pare c'era dell'altro. Già ad Ottobre la Libia aveva rilevato il 4,3 per cento di Unicredit. Ora questa quota in un'azienda strategica per l'Italia nel settore energetico. Sarebbe troppo sapere cos'altro s'è svenduto il nostro premier?



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permalink | inviato da meltemi il 9/12/2008 alle 20:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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