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in Italia è sempre tempo di elezioni
Parola d'ordine: un flop
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2008


Berlusconi da Washington invece di occuparsi della crisi finanziaria, forse per confortare la povera Gelmini, esorcizza la grande manifestazione degli studenti universitari e dà i numeri: "poche migliaia, un flop". Subito le agenzie rimbalzano oltre oceano e parte il coro dei replicanti ubbidienti del popolo delle libertà: un flop. Anche i giornali di proprietà o simpatizzanti si adeguano. Libero, il Tempo, il Giornale, titolano all'unisono: un flop. Ma questa volta è talmente evidente la bugia che nessun altro grande giornale nazionale e nemmeno le sue televisioni riescono a nascondere la verità: è Berlusconi che ha fatto "flop".






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permalink | inviato da meltemi il 15/11/2008 alle 10:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Presidente emerito
post pubblicato in Diario, il 9 novembre 2008


Il Von Clausewitz della Barbagia, alias Francesco Cossiga, è tornato ieri a dispensare suggerimenti a governo e polizia su come fermare il movimento degli studenti attraverso strategie poliziesche da paese sudamericano. Non so se le sue idee sulla infiltrazione e la provocazione avverso il campo "nemico" siano il frutto di un momento di lucidità o, al contrario, del più completo rincoglionimento senile, oppure una reminiscenza nostalgica dei suoi trascorsi più giovanili, ma sicuramente, invece di condannarlo e stigmatizzarlo per questo ennesimo, all'apparenza delirante intervento, dovremmo ringraziarlo.

Ringraziarlo perchè l'ex Presidente della Repubblica dice a suocera perchè nuora intenda mettendo in guardia i ragazzi del 2008 dai metodi che questo governo potrebbe usare contro di loro e in parte ha già usato, come dimostrano i fatti di Piazza Navona. Le sue teorie sull'infiltrazione, la provocazione, la paura e l'isolamento sociale sono da sempre alla base delle strategie degli stati polizieschi e totalitari contro i movimenti di dissenso democratico. Sono gli stessi strumenti che in Italia, con forme e gradi diversi di escalation, usarono i ministri degli interni contro gli operai, gli studenti e le rivolte sociali nei momenti più bui degli anni '50, '60 e '70.

Il Presidente Cossiga ha il merito di aver detto esplicitamente, chiaramente e coraggiosamente quello che questo governo sta pianificando ed è pronto ad attuare e che ha già sperimentato al G8 di Genova contro il movimento pacifista. Cile ed Argentina non sono poi così lontane. Ragazzi, ora siete avvertiti. Leggete bene i suoi consigli, studiateli per non cadere in quegli errori che vorrebbero voi commetteste e facciamone tutti tesoro. Grazie Presidente.


Zelig
post pubblicato in Diario, il 23 ottobre 2008


Ieri primo avviso ai naviganti: «Non permetteremo che vengano occupate scuole e università.... è una violenza.... oggi convocherò Maroni per dargli indicazioni dettagliate su come devono intervenire le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere».

Oggi, dai mari della Cina, viene diffuso il secondo avviso: «Non ho mai detto nè pensato di mandare la polizia nelle scuole», facendo tirare un sospiro di sollievo a La Russa che al solo pensiero che il Cavaliere potesse attuare quanto annunciato aveva già presentito un malore.

La solita smentita? Niente affatto. Nel primo avviso aveva parlato come Berlusconi. Nel secondo, forse influenzato anche dal fatto di trovarsi nella Cina del Grande Timoniere, ha parlato come Presidente del Consiglio. A proposito, quel Lin Piao a fianco di Mao nella foto qui sotto non vi ricorda qualcuno? Vi siete mai chiesti dove fosse il nostro premier negli anni '60?


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