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in Italia è sempre tempo di elezioni
Luci ed ombre a Parigi ma le borse si illuminano
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 13 ottobre 2008


La montagna ha partorito il topolino, verrebbe da dire. Ma questa volta, se non altro, sembra un   topolino che le borse hanno apprezzato reagendo con dei forti rialzi su tutte le piazze europee. Qualcosa ha iniziato a muoversi.

Le conclusioni del summit di Parigi sono state in parte deludenti perchè al di là di una riaffermata volontà di muoversi in modo coordinato non si è concretizzato un governo comune e centralizzato della crisi. Ogni paese farà per sè e annuncerà singolarmente quali misure del pacchetto concordato intenderà prendere per far fronte alla crisi del proprio mercato finanziario, ma le misure concordate sembrano comunque in grado di ricreare un clima di fiducia tra gli operatori finanziari, sbrogliando l'intricata matassa  che i leaders europei avevano contribuito a rendere ancora più intricata con le insensate dichiarazioni che fino a ieri, per quattordici mesi, erano risuonate dalle loro bocche e da quelle dei loro omologhi d’oltreoceano. Frasi come: “il peggio è ormai alle spalle”, “le banche sono solide”, “gli unici responsabili della crisi sono quelli che hanno chiesto mutui non avendo i requisiti per farlo”, “la colpa è degli speculatori”, “si vede la luce in fondo al tunnel” e via straparlando.

E' mancata l'approvazione di un’azione comune nonostante le pressioni di Sarkozy: la nuova lady di ferro ha mantenuto ieri sera il suo fermo rifiuto a qualsiasi indicazione di un plafond degli interventi che avrebbe visto la Germania nella molto scomoda posizione di maggior contribuente del pesante piè di lista che si profila. Ma l'intervento dello Stato in quei gangli fondamentali del mercato, le banche e le compagnie di assicurazione, rappresenta comunque una rivoluzione e ancor più il piano di salvataggio americano che ha preceduto la svolta di Parigi è davvero qualcosa di rivoluzionario per una nazione che del neo liberismo ha fatto negli ultimi decenni la sua bandiera. Bisogna riconoscere che lo sforzo fatto in queste ultime settimane dai ravveduti governanti e dagli altrettanto pentiti governatori delle banche centrali dei maggiori paesi industrializzati è stato davvero uno sforzo enorme. Ma è solo il primo passo anche se alcuni punti delle possibili misure che potranno essere prese nei singoli paesi europei rimangono ancora ambigui e oscuri. Vediamoli.

Da oggi ritorna la fiducia tra le banche perchè i prestiti interbancari saranno garantiti dallo Stato e il denaro tornerà a circolare riaprendo i rubinetti del credito alle imprese. A quanto pare questa garanzia viene concessa gratuitamente alle Banche da parte dello Stato. All'occorrenza chi e a che condizioni pagherà queste garanzie in caso di insolvibilità?  Lo Stato siamo noi cittadini e alla fine saremo noi a pagare il conto invece del sistema bancario. La riunione Europea di ieri ha poi dato il permesso ai governi di comprare "azioni privilegiate" delle banche che abbiano bisogno di liquidità. Anche qui, perchè azioni privilegiate che non hanno diritto di voto nelle assemblee degli azionisti? Chi le pagherà? Sempre i cittadini? E allora perchè non vengono redistribuite ai cittadini?

Infine lascia fortemente perplessi la revisione dei criteri contabili e l'abbandono del mark to market per cui verranno messe nei bilanci delle banche le varie partite al loro valore di carico e non a quello effettivo di mercato ricorrendo ad un trucco contabile che renderà la lettura di ogni situazione patrimoniale più opaca e meno trasparente. Un esempio: se un'obbligazione verrà rimborsata fra 10 anni a 100 e oggi vale 70, nel bilancio di una banca potrà essere messa a 100. Improvvisamente le banche non avranno più perdite. Come nascondere la spazzatura sotto il tappeto. Guarda caso su questo punto aveva gia molto insistito nei giorni scorsi il nostro Tremonti. Potenza della finanza creativa e....del premier spazzino.


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