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in Italia è sempre tempo di elezioni
"il popolo ha fame? dategli brioches"
post pubblicato in Diario, il 1 agosto 2008


Al dialogo Silvio Berlusconi preferisce il monologo. Tanto che il suo interlocutore preferito è lui stesso: come al solito se la canta e se la suona. Questa volta lo fa dallo studio del Tg5 dove durante l'edizione serale parla a ruota libera del rapporto tra maggioranza e opposizione, della riforma della giustizia, della questione Alitalia, dell'inflazione, di Napoli. Di tutto quello che serve a dire che il governo sta facendo qualcosa. Poi come e con quali risultati è un'altra storia. Pronta la ricetta per inflazione, salari e stipendi: nessuna riforma urgente, ma una bella dose di ottimismo. Bisogna «sempre essere ottimisti», suggerisce il premier. «La crisi c'è in tutto il mondo» continua il Cavaliere. E' aumentata la domanda di materie prime e petrolio, spiega. Ma rassicura: «Ho sempre visto che a momenti di crisi si alternano momenti di espansione e sviluppo». Come direbbe Chance Giardiniere, dopo l'inverno viene la primavera, lasciamo lavorare la natura. Allora cari lavoratori e pensionati, non vi preoccupate. Ottimismo. Fatevi una bella risata e i vostri portafogli si riempiranno da soli. E al supermercato fate un bel sorriso alla cassiera ché tanto a pagare il conto passerà Berlusconi.


Re Silvio IV, il liquidatore
post pubblicato in Diario, il 13 giugno 2008


Come dice Brunelli sull'Unità.it, l'Italia è una Repubblica monocratica fondata sulla promozione pubblicitaria di una sola persona. Il suo nome è Re Silvio IV. Dal baciamano al papa tedesco, al duetto tra il vescovo di Napoli ("A maronna v'accumpagne") e un Cavaliere meneghino ("L'è un laurar de la Madona"), fino alla posa fotografica in cui mostra a Bush il bicipite muscoloso, l'intento è sempre quello: essere al centro della scena e autopromuoversi usando, come solo lui sa fare, fotografi e cameramen frementi e orde di giornalisti che sbavano ai suoi piedi.

Immagini, battute e aneddoti che ricordano le barzellette del ventennio sul Duce, del quale Re Silvio ha fatto propri anche gli slogan. Risultati? Forse notevoli in popolarità presso i suoi adepti ma scarsi nel concreto. Insomma il prodotto è avariato, anche se in pochi lo fanno notare.

Dopo due mesi di annunci e proclami roboanti questo governo non ha ancora affrontato il problema dei problemi (il potere d'acquisto di stipendi e pensioni), sta affossando definitivamente Alitalia, ma in compenso si è dato un gran daffare, anche se finora con alterne fortune, sui temi che angustiano da sempre il Cavaliere: togliere poteri alla magistratura, salvare le sue televisioni, impedire le intercettazioni telefoniche, cancellare i processi in cui è imputato.

Nella sua ultima visita a Napoli, questa volta sommersa dai rifiuti anche in centro, Re Silvio ha ribadito che userà il pugno di ferro ma intanto la situazione è peggiorata. Poi davanti a tv e giornali sbavanti ha promesso volontari da tutta Italia per raccogliere l'immondizia. Come se a Napoli di netturbini non ce ne siano già a sufficienza, e come se non sapessimo che la munnezza non si raccoglie perchè non si sa dove metterla.

Infine ieri si è inginocchiato davanti a Bush senza ottenere nulla. Gli ha promesso che l'Italia toglierà i caveat (quelle eccezioni che noi, Germania, Spagna e Francia hanno imposto alla Nato e che negano la possibilità di impiegare i contingenti di questi paesi fuori dai loro settori abituali) sull'Afghanistan. Gli ha poi anche assicurato che l'Italia manterrà le truppe in tutti i fronti aperti, come Kosovo e Libano, perché «è convinta che in tutti questi paesi», Iraq compreso, «bisogna far rinascere la democrazia». E in cambio? Re Silvio, che sogna di esibirsi su un palcoscenico internazionale, sperava nell'ingresso nel gruppo cosiddetto dei 5+1 che sta trattando con l'Iran sul nucleare. Ma neanche questo. «Sto considerando seriamente questa situazione», si è limitato a dire Bush, toccandogli il bicipite.


Cari estinti
post pubblicato in Diario, il 12 febbraio 2008


 Con le borse che affondano, la crisi finanziaria che dilaga e le nubi che si addensano sempre più scure sull'economia mondiale, ha buon gioco Padoa Schioppa a frenare sul "tesoretto" quando afferma che la certezza sull'extragettito si avrà solo "tra un mese" quando "uscirà la relazione unificata sull'economia e sulla finanza". "Solo in quel momento - ha spiegato - noi al ministero avremo un quadro aggiornato sui conti. Prima di allora non possiamo pronunciarci". Ma allora come mai i soldi per alzare gli stipendi e abbassare le tasse ai lavoratori a metà gennaio c'erano e adesso sono spariti?

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permalink | inviato da primodis il 12/2/2008 alle 18:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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