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in Italia è sempre tempo di elezioni
Ferragosto in città
post pubblicato in Diario, il 14 agosto 2008


Il 50% degli italiani non va in vacanza a causa della crisi economica, problema che non occupa uno dei primi posti nelle priorità di questo governo. Chi è costretto a rimanere in città trasformate in forni crematori dal gran caldo e ancora non si rode il fegato per aver dato il voto a Berlusconi si consoli: poter vivere in immense caserme pattugliate dai (pochi) soldati e rese sicure come propaganda vuole è un gran privilegio. In realtà, a parte i topi d'appartamento, i criminali sono andati tutti in vacanza, chi a Porto Cervo e chi sul suo panfilo alla fonda in qualche caletta per VIP. Pensino poi al fastidio e al rischio che corre chi vorrebbe starsene tranquillo e spaparanzato sul pezzetto di spiaggia che ha pagato più di una suite dell'Hilton e invece all'improvviso gli sbarcano da motoscafi rombanti sulla riva Flavio Briatore ed Emilio Fede col solito codazzo di veline al seguito.

Per quel che mi riguarda, via dai formicai, via dalle spiagge dove orde di barbari con i pancioni bianchi danno la caccia ai poveri vucumprà. Dopo ferragosto mi aspettano una spiaggia deserta e poi qualche lunga passeggiata nel silenzio della montagna, ma non chiedetemi di spegnere la televisione sulle olimpiadi o di non avere con me il portatile. Lo riconosco, sono schiavo, ma pur sempre libero. Buon ferragosto.






Governo alieno
post pubblicato in Diario, il 13 agosto 2008


Non sorprende in un'Italia che ogni giorno che passa si scopre sempre più razzista, xenofoba e intollerante, l'episodio della ragazza nigeriana fermata durante l'ultima retata anti-prostituzione e fotografata al comando della polizia municipale di Parma, rannicchiata a terra, seminuda, con il corpo sporco di polvere sul pavimento di una cella di sicurezza.

Quel che non finisce mai di stupire è la faccia tosta di chi ha risvegliato il mostro e lo alimenta continuamente con provvedimenti che calpestano i più elementari diritti umani e la dignità dei più deboli e ora ha il coraggio di chiedere conto di comportamenti che lui stesso ha evocato e si preoccupa dell'immagine del nostro Paese all'estero come se le retate, i militari nelle strade, i divieti sempre più diffusi, le schedature di massa, i raid nei campi rom e le impronte ai piccoli zingari fossero stati imposti da un governo alieno.

Prendiamo atto. L'Italia è diventato il paese dove un qualsiasi assessore può permettersi di dire, senza venir cacciato a furor di popolo, che chiarezza non è necessaria perché l'unica verità da spiegare è che "c'è stato un tentativo di scoop", e che è stata una notte "di ordinari controlli" e i suoi uomini hanno dimostrato "come sempre grande umanità". La ragazza, infatti, sarebbe stata lasciata in quella cella a dormire per terra "solo per un'ora", "il tempo che si calmasse" e liberata l'indomani dopo che "i vigili gli hanno offerto la colazione" e hanno recuperato dal ciglio della strada i suoi abiti. Come dire, è stato un intervento umanitario, come insegnano i suoi maestri, a cominciare dal ministro Maroni.


Soldato e gentiluomo
post pubblicato in Diario, il 4 agosto 2008




Non so perchè ma suscitano tenerezza. Non credo che facciano da deterrente alla criminalità, con quell'aria da reclute in "libera uscita". Ma intanto il ministro Larussa ha avuto il suo spot pubblicitario. E come per gli spot che si nutrono di bugie e false promesse non ci sorprende di vedere dei militari in assetto da combattimento presso la sinagoga di via Guastalla a Milano. Ma non aveva detto che non avrebbero indossato la tuta mimetica e che in dotazione avrebbero avuto solo un'arma a canna corta?



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Bergamo, caccia all'immigrato
post pubblicato in Diario, il 25 luglio 2008


Ieri tutti i telegiornali hanno dato subito come colpevole del delitto della donna trovata uccisa nella sua casa di Vertova, in provincia di Bergamo, un ex dipendente, giovane immigrato senegalese. I TG si erano sprecati in particolari e sul movente: un vecchio contenzioso tra il giovane immigrato e i datori di lavoro.  Senonchè il ragazzo aveva un alibi di ferro ed è stato rilasciato dopo qualche ora. Alcuni testimoni avrebbero visto aggirarsi intorno alla casa prima del delitto un uomo di colore e allora le forze dell'ordine arrestano un altro senegalese. La polizia fa il suo mestiere, i mezzi d'informazione pure, ma come al solito, caricano la notizia di particolari significati e sbattono di nuovo il mostro, l'immigrato, in primo piano. Ma, guarda caso, anche il secondo fermato viene liberato perchè estraneo alla vicenda. A questo punto non rimane che arrestare tutti gli immigrati di colore (ma anch'io quando sono abbronzato sembro di colore) che hanno lavorato in quella ditta e andare per esclusione. Al primo poveraccio senza un alibi gli si appioppa il delitto e la si fa finita. Contenti così inquirenti, cittadini e tg.



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Tagli e santi
post pubblicato in Diario, il 17 luglio 2008


Oggi si sono svolte in tutta Italia le manifestazioni dei sindacati di Polizia contro i tagli alla sicurezza inseriti nella manovra finanziaria. A Roma ha partecipato anche Walter Veltroni che ha promesso battaglia in Parlamento se non verranno ripristinati i 3,2 miliardi di euro tagliati dal governo alle forze dell'ordine. "Non c'è nessun taglio", risponde Berlusconi, evidentemente in vena di barzellette, visto che ieri ha anche paragonato Mara Carfagna a Santa Maria Goretti.



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L'opposizione di un paese normale
post pubblicato in Diario, il 17 maggio 2008


"Mi stupisce che stupisca" dice giustamente Walter Veltroni a proposito del suo incontro con Silvio Berlusconi. "Questo è solo il primo colloquio, ce ne saranno altri come avviene in tutte le democrazie evolute di questo mondo dove si cerca la convergenza sulle regole del gioco". Due soli gli "ambiti" possibili di questo incontro-confronto: "Il primo riguarda le regole del gioco su cui occorre la convergenza"; il secondo ambito riguarda i temi programmatici "su cui invece il confronto e il conflitto può, deve, essere anche aspro". Due ambiti sempre "distinti". "Dialogo sulle regole del gioco sì, consociativismo sui temi programmatici no". "No alla melassa sul piano programmatico" sintetizza Veltroni. "Per il Pd l'emergenza sociale sono le famiglie che non arrivano alla fine del mese. Questo è il primo passo da fare". Significa che il taglio dell'Ici sarà misura condivisa dal Pd "solo se c'è copertura finanziaria" e se non penalizza altre misure sociali più urgenti come "l'aumento dei salari".

La Sinistra radicale reagisce alla vecchia maniera, travisando il significato politico dell'incontro e gridando al colpo di stato. Dice Manuela Palermi, ex capogruppo dei Comunisti italiani: "L'inciucio tra Veltroni e Berlusconi è una sorta di colpo di stato perchè espropria il Parlamento, l'unico luogo deputato a discutere di scelte politiche e riforme istituzionali". Una visione che, oltre ad essere un processo alle intenzioni, registra l'impossibilità per questa sinistra antagonista di comprendere forme e contenuti di una democrazia moderna. Comunque stiano tranquilli, anche se loro in Parlamento non ci sono più, sarà alle Camere che verranno discusse le riforme istituzionali.

Quello che invece dovrebbe preoccupare, e a ragione, è quest'ondata razzista che attraversa il paese e il destino dell'informazione. Su questi due punti l'attegiamento del PD è quanto meno timido e reticente. Il problema della sicurezza è vissuto forse con un tale senso di colpa, per aver sottovalutato il tema in passato e durante la campagna elettorale, che sembra abbia portato il PD quasi a dimenticare valori di giustizia e umanità, da sempre nel dna della sinistra democratica italiana, di fronte all'intolleranza, alla violenza xenofoba, alla voglia di pulizia etnica che si stanno abbattendo indistintamente su intere etnie e nuclei di popolazioni che vivono ai margini della società. Le destre hanno risvegliato un mostro che ora rischiano di non poter più controllare. Il PD deve far sentire alta la sua voce coniugando la legalità con la solidarietà e la tutela dei diritti umani.

Nell'informazione sta accadendo invece qualcosa che dovrebbe sollevare ben diverse reazioni da quelle incomprensibili (e più realiste del re) che abbiamo visto da parte di alcuni dirigenti del partito democratico, come nel caso Travaglio-Schifani. Se non sono tollerabili processi senza diritto alla difesa nelle piazze mediatiche, non sono neanche ammissibili censure alla libera informazione e al diritto di cronaca come nel caso già citato. Bisogna saper distinguere e cogliere poi anche certi preoccupanti segnali, a dir poco, di servilismo. Come nel caso dell'uscente CdA della Rai che ha spostato il programma di attualità politica di Rai 3 "Primo piano" dalla seconda serata alla fascia notturna.


Tolleranza zero ma non con tutti
post pubblicato in Diario, il 4 maggio 2008


Picchiato e ridotto in fin di vita da un gruppo di neofascisti la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si era rifiutato di offrire una sigaretta. Questi sono i frutti della cultura che sta trionfando in Italia. Dice Walter Veltroni: "Siamo davanti ad una aggressione di tipo neofascista che non può e non deve essere sottovalutata. Esistono tante bande di questo tipo e ciò è tanto più pericoloso in un clima culturale e politico nel quale si vanno affermando principi di intolleranza e di odio verso i più deboli o addirittura una sottocultura di violenza e prepotenza talvolta persino mascherata sotto il falso concetto del farsi giustizia da soli". Reazioni della destra? A parte qualche debole auspicio che gli aggressori siano assicurati presto alla giustizia, nulla. Ve lo immaginate se gli autori del crimine fossero stati degli immigrati?
Tre coincidenze diventano un indizio
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2008




Parola di Hercule Poirot. Non tutto è chiaro infatti nella vicenda della studentessa di colore, violentata ed accoltellata dal romeno Joan Rus la sera del 17 aprile scorso a Roma. La ricostruzione dei fatti deve essere approfondita. L'orario in cui è avvenuta la violenza ad esempio, e il momento in cui sono stati avvisati i carabinieri. Ci sono ancora dubbi da sciogliere secondo la procura che ha disposto la secretazione dei verbali dell'interrogatorio del romeno imputato della violenza e della ragazza e ha deciso che ad indagare sulla vicenda saranno due pm.

Le strane coincidenze?
1). Come è possibile che un rumeno, senza lavoro e senza fissa dimora, mezzora dopo la sua cattura abbia come avvocato il famoso penalista Francesco Saverio Pettinari già difensore del magistrato Metta, indagato nell'ambito del processo sul Lodo Mondadori che vedeva come imputati Berlusconi, Pacifico, Previti e Squillante? Insomma, come può uno sbandato permettersi in quattro e quattrotto un avvocato da parcelle salatissime?
2). Il suddetto penalista è stato iscritto al Movimento Sociale Italiano
3). Bruno Musci, l'uomo che per caso, passando con l'auto, si fermò ad espletare un bisogno fisiologico proprio tra i cespugli dove veniva violentata la ragazza ed avvisò la pattuglia dei carabinieri, conosce molto bene Alemanno tanto da essersi fatto immortalare con lui alla manifestazione di sostegno al piano di sicurezza del candidato sindaco di Roma per il Pdl. Ieri è stato interrogato per quattro ore dai magistrati che vogliono vederci chiaro sugli orari e sui suoi rapporti con Alemanno.

Ma c'è anche una quarta, chiamiamola così, "coincidenza". Una commerciante romena che conosceva Rus si è presentata in Procura, riferendo di aver raccolto voci nella comunità secondo cui, quel tipo "avrebbe fatto di tutto per soldi. Anche qualcosa che potesse screditare la comunità stessa". Come sempre, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.

Per saperne di più leggete questo articolo su Repubblica


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permalink | inviato da diarioelettorale il 26/4/2008 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
L'insicurezza è un'invenzione della Destra
post pubblicato in Diario, il 21 aprile 2008


Non che da parte dei cittadini non ve ne sia la percezione, tutt'altro. Il fatto è che questo senso di insicurezza, proprio di ogni essere umano, è un sentimento che viene manipolato e spesso alimentato ad arte per fini politici. Una paura indotta e diffusa tra i cittadini facendo leva sulle ondate di immigrati clandestini che sbarcano al Sud, sull'eterno razzismo nei confronti dei rom, sulla paura del diverso, sullo squallore e il degrado di alcune periferie, sull'esaltazione di alcuni episodi di cronaca nera che costituiscono l'eccezione ma vengono proposti con enfasi dai media e utilizzati ad arte dai costruttori di paure. Non è un caso che, come dimostrato dai dati del Viminale, i reati violenti e contro le persone siano invece in diminuzione mentre cresce il senso di insicurezza nella cosiddetta opinione pubblica. Questo significa solo che con il progredire della civiltà (se così si può dire) cresce  nella società il bisogno e la richiesta di un maggior rispetto della legge e dell'ordine, che chi delinque venga punito e sconti la sua pena e che in certe zone delle nostre città ci sia una maggiore presenza delle forze dell'ordine. Ma da qui a dipingere le nostre città come giungle frequentate da orde di barbari, assassini e stupratori, ce ne corre. Proprio ieri sulla prima pagina del New York Times online campeggiava un articolo che dà un'immagine completamente diversa da quella agitata e brandita strumentalmente, per creare terrore e consenso politico, dalla Destra dei vari Castelli ed Alemanno.

Roma - scrive il corrispondente del NYT, Ian Fisher (autore del famoso pezzo che parlava degli italiani come di un popolo triste e senza più speranze) - è una città in cui passeggiare di notte senza nulla da temere. Una grande capitale che offre ad abitanti e visitatori l'esperienza di uno "spettacolo della vita" senza percezione del rischio o del pericolo.

Chi vuole leggere il lungo articolo (in inglese) può cliccare qui

In italiano è disponibile una sintesi e un commento su Repubblica

Pd Nord? No, grazie
post pubblicato in Diario, il 18 aprile 2008


Si alzano voci "secessioniste" dal Nord, ma non provengono dalla Lega questa volta. Nel Pd qualcuno torna a parlare di un Pd del Nord. Che esista una questione settentrionale siamo tutti d'accordo, che ci sia un problema di recuperare un rapporto con il territorio è vero al Nord come al Sud, ma non è inseguendo o scimmiottando Bossi che si risolvono le contraddizioni. E' ponendo al centro della politica e dell'attività del Partito Democratico i temi della sicurezza, dell'immigrazione e del federalismo fiscale e coniugandoli con quelli dell'integrazione e della solidarietà che possiamo trovare la risposta vincente. Finalmente abbiamo costruito una grande forza riformista in Italia, non rompiamo il giocattolo proprio adesso che siamo a metà del guado. Sarebbe un errore imperdonabile.
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