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L'uragano Madoff e le profezie di Roubini
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 15 dicembre 2008


Si vanno delineando le conseguenze del crack Madoff mentre per i contorni e gli interni non sarà necessario un plastico da Bruno Vespa. Il meccanismo della truffa da 50 miliardi di dollari era infatti molto semplice: invece di fare complicate strategie di investimento, Bernard Madoff, ex direttore del Nasdaq, nonchè emerito ex bagnino di Long Island, la spiaggia "in" dei newyorkesi, falsificava, come faceva Calisto Tanzi, tutti gli estratti conto, producendo rendimenti costanti nell'ordine del 15 per cento annuo indipendentemente dall'andamento dei mercati finanziari. Purtroppo per lui quando qualche investitore di troppo, visto il trend  dei mercati, ha pensato che, nonostante i miracolosi rendimenti ottenuti da Madoff, fosse più sicuro disinvestire e ha chiesto indietro i soldi con gli interessi, il nostro arzillo settantenne è stato preso con le mani nel sacco ed ha candidamente ammesso all'FBI di averli rubati.

Si affidavano a lui il fior fiore della finanza mondiale, hedge fund, fondi pensione e colossi del credito ai quali bastava aver trovato la gallina dalle uova d'oro senza farsi molti scrupoli o domande perchè in fondo il meccanismo applicato da Madoff è lo stesso che fa girare tutto il mercato finanziario. Che altro è il sistema che partendo dai subrime ha dato origine a tutta la catena di derivati, Cds, index linked, e prodotti più o meno strutturati se non un'immensa catena di sant'antonio basata su soldi e valori virtuali?

Ora però non commettete l'errore di pensare che in fondo sono stati truffati solo dei miliardari che se la sono andata a cercare e forse se lo meritavano. Tra le vittime infatti sono finiti sì dei ricconi come il magnate Mortimer Zuckerman e personaggi come il premio Nobel Elie Wiesel, il senatore Frank Lautenberg e il regista Steven Spielberg, ma anche, come detto, fondi pensione, hedge fund e banche che avevano affidato a Madoff i risparmi di migliaia di piccoli investitori/risparmiatori. Gli effetti della truffa purtroppo saranno probabilmente più devastanti del fallimento Lehman Brothers e Parmalat messi insieme.

Tra le banche direttamente truffate la spagnola Santander, la prima ad ammettere che i suoi clienti ed azionisti sono esposti attraverso il suo fondo Optimal per 2,33 miliardi di euro (3.11 miliardi di dollari), poi la giapponese Nomura, la francese BNP Paribas e, a quanto pare, anche la nostra Unicredit. Ma non sappiamo quante altre banche, anche italiane, siano esposte indirettamente per aver fatto comprare ai propri clienti prodotti di altre entità finanziarie, fondi ed hedge fund, finite nella rete di Madoff. Alla fine della giostra vedrete che a pagare saranno ancora una volta le migliaia di piccoli risparmiatori e le ignare vecchiette pensionate ai quali direttori di filiale senza scrupoli e obbedienti alle sollecitazioni commerciali dei propri top manager hanno rifilato prodotti miracolosi che garantivano rendimenti a due cifre.

La colossale truffa rischia di scatenare un effetto domino sui gestori delle più importanti piazze finanziarie d'Europa, da Londra a Ginevra, da Madrid a Milano. Per l'Italia, c'è chi parla di un'esposizione di oltre 3 miliardi in questo articolo del Sole 24 Ore ripreso da Wall Street Italia. Sarebbe di 280 miliardi euro l'ammontare delle perdite per Unicredit attraverso il suo fondo hedge Pioner. Nella società di Bernard Madoff avevano investito anche il Banco Popolare e Assicurazioni Generali (vedi anche su Wall Street Italia). Sull'onda di queste preoccupanti notizie si è decisa finalmente a battere un colpo la nostra Consob che ha aperto un dossier sulle implicazioni della truffa in Italia.

Vedremo come reagiranno le borse nei prossimi giorni quando il quadro della situazione sarà più chiaro, ma c'è da scommettere che se Unicredit e le altre banche coinvolte dovranno fare i conti con il fallimento di qualche hedge fund di troppo, partirà una nuova ondata di riscatti e vendite. Intanto il terrore per l'effetto domino volteggia su Wall Street come ci racconta Mario Platero sul Sole 24 Ore.

E a proposito di terrore, la rivista americana Fortune pubblica un'inchiesta nella quale chiede a 8 economisti, analisti e personaggi istituzionali del mercato come vedono questa crisi e le sue prospettive. Il titolo dell'inchiesta è quanto mai significativo: "8 spaventose, davvero spaventose profezie". La prima "profezia" è quella di Nouriel Roubini, di cui vi ho già parlato qui. Quella sotto è la mia traduzione.

Siamo nel mezzo di una recessione veramente grave che proseguirà per tutto il 2009 - la peggiore recessione che gli USA abbiano conosciuto negli ultimi 50 anni. Si tratta dell'esplosione di una bolla finanziaria. Non c'è ritorno ed è senza fondo. Era esagerata in ogni sua componente: dai mutui subprime ai prime, dalle carte di credito ai prestiti agli studenti, dalle obbligazioni societarie ai titoli comunali. Tutto questo si sta capovolgendo massicciamente proprio in questo momento. A questo punto non si tratta di una recessione solo americana. Tutte le economie avanzate sono all'inizio di un difficile atterraggio ed i mercati emergenti, ad iniziare dalla Cina, sono in pesante rallentamento. Perciò è una recessione mondiale e sta peggiorando.

Le cose nella vita quotidiana della gente comune stanno diventando terribili: il prodotto interno lordo USA alla fine del 2009 sarà negativo e la ripresa nel 2010 e nel 2011, se ci sarà, sarà così debole - con un tasso di crescita dall'1 all'1,5 % - che sarà percepita ancora come una recessione. Prevedo un picco della disoccupazione intorno al 9 per cento nel 2010. Il valore delle abitazioni è già crollato di un 25%. Secondo me deve ancora scendere di un 15% prima di risalire nel 2010 dal fondo.

Per i prossimi 12 mesi starei lontano da investimenti speculativi. Starei lontano anche dal mercato azionario e delle merci, dal credito, sia ad alto rendimento che a basso rischio. Mi terrei liquido o con investimenti facilmente liquidi come titoli di stato a breve e medio termine. Meglio posizionarsi su bassi rendimenti piuttosto che perdere la metà dei vostri beni. Dovete difendere il capitale. Sarà una sfida dura. Avrei voluto poter essere più ottimista, ma ho avuto ragione un anno fa, e penso che sarò nel giusto anche quest'anno.




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