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in Italia è sempre tempo di elezioni
La Parentopoli dei primati
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2008


Continua l'inchiesta su Repubblica ed ogni puntata si arricchisce di stupefacenti informazioni. In Sicilia hanno detto che come assessore alla Famiglia onestamente non poteva fare di più e di meglio. Si chiama Francesco Scoma ed è riuscito a sistemare alla Regione siciliana sorella, cugino, cognato, e poi anche tanti amici e parenti degli amici. Nel suo quartier generale c'è un altro Francesco Scoma, suo cugino, responsabile del Servizio "controllo strategico" dell'assessorato. Un parente che controlla l'altro a spese del contribuente. Una sorella di Scoma, Antonella, è stata assunta nello staff dell'assessore alla Presidenza della Regione Giovanni Ilarda. Una cognata, Deborah Civello, ha trovato un posticino nello staff del presidente del parlamento Francesco Cascio.

Ma, nell'assessorato alla Famiglia, Francesco Scoma non ha favorito soltanto suoi consanguinei. Ha messo dentro pure quelli di tutti i suoi amici ai quali probabilmente non può dire di no. A cominciare dal suo padrino politico, il presidente del Senato, Renato Schifani. La sorella, Rosanna Schifani, il 6 giugno del 2008 è stata nominata per chiamata diretta "componente della segreteria tecnica" dell'assessore Francesco Scoma. Nell'ufficio di gabinetto dell'assessore alla Famiglia, come "esterno", è entrato anche uno degli assistenti di Schifani, Giuseppe Gelfo. E pure Danila Misuraca, sorella del parlamentare del Pdl, Dore. E anche Stefano Mangano, a lungo segretario particolare del sindaco di Palermo Diego Cammarata. Chissà che non sia anche parente del famoso stalliere.


Maestri di giornalismo
post pubblicato in Diario, il 12 settembre 2008


Marco Travaglio lo conosciamo tutti: un caustico polemista venuto dalla scuola di Indro Montanelli, del quale, purtroppo, non ha ereditato le qualità migliori. Il nostro sta a quel grande giornalista come un elefante ad una fantasmagorica e splendida farfalla. Ma bisogna riconoscere che, nel suo genere, Travaglio è insuperabile quanto, appunto, un elefante in un negozio di cristalleria. Giuseppe D'Avanzo è meno conosciuto ma è pur sempre uno dei più validi giornalisti e commentatori politici sopravvissuti all'omologazione al pensiero unico dell'era berlusconiana.

Sorprende dunque che D'Avanzo abbia aperto una lunga polemica proprio con Travaglio sul caso Schifani (ricordate i lombrichi e la muffa?), accusandolo di non essere un buon giornalista perché ha offeso e demonizzato il presidente del Senato. Certo che Travaglio avrebbe potuto dire le stesse cose su Schifani in modo più professionale e meno offensivo, se non altro per evitare di fornire inutili pretesti per sviare il problema dal contenuto alla forma. Ma rimane il fatto che la nomina di Schifani alla seconda carica istituzionale dello Stato è stato uno orrore politico, un insulto alla nazione, non tanto perché nel 1973 frequentò uno che poi si scoprì molto dopo che aveva intrallazzi mafiosi, ma proprio per la qualità intrinseca del personaggio.

Comunque sia i due se le sono date di santa ragione, con D'Avanzo ad insinuare che Travaglio si fosse fatto pagare le vacanze da un mafioso e Travaglio ad esibire ricevute alberghiere e fotocopie di assegni. Per gli appassionati delle polemiche: qui inizia D'Avanzo il 13 maggio, qui la prima risposta di Travaglio, qui la replica di D'Avanzo, qui ancora quella di Travaglio,  qui il penultimo atto e qui il gran finale. Perchè al contrario di come di solito vanno queste vicende, questa volta è proprio finita. Come? Giudicate voi. Anche se per me è quanto mai chiaro chi ha fatto, scusate ma lo devo proprio dire, una figura di merda.


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