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in Italia è sempre tempo di elezioni
Tremonti sbaglia ma anche il PD
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 2 novembre 2008


Il per la terza volta ministro dell'economia Giulio Tremonti, nonostante i moniti del governatore della Banca d'Italia e insensibile alle esigenze d'immagine di Berlusconi, continua testardamente per la sua strada.

Ha tre volte ragione il ministro ombra dell'opposizione, Bersani, quando rileva che la finanziaria di Tremonti è stata pensata ed approvata dal governo in 9 minuti e mezzo immaginando una economia in crescita ed espansione, quando invece era già chiaro ed ora è lampante e riconosciuto da Tremonti stesso che siamo in piena recessione. L'impostazione della finanziaria è dunque sbagliata e le ricette che prescrive Tremonti, ispirate alla filosofia dei tagli e del protezionismo, non solo sono controproducenti ma rischiano anche di uccidere il paziente, la nostra economia.

D'altra parte non mi convincono neanche le proposte del Partito Democratico che puntano molto sugli sgravi fiscali per le piccole e medie imprese, le famiglie ed i lavoratori. In una fase recessiva le imprese non investirebbero comunque con la domanda in calo e le famiglie non tornerebbero a spendere sapendo che gli sgravi sono temporanei.

Leggete queste considerazioni di Robert Reich, professore dell'Università di Berkeley, e riflettete.

"...L'unico rimedio duraturo è quello di accettare un più basso tenore di vita e le imprese adeguarsi ad un'economia di tono minore, dare ai redditi medio bassi più potere di acquisto e non solo temporaneamente.

... Anche con più sgravi fiscali per le imprese esse non investirebbero nell'acquisto di attrezzature quando la domanda è in calo e un pacchetto di stimolo fiscale temporaneo per le famiglie non otterrà che i consumatori ritornino nei centri commerciali, perchè i consumatori sanno che l'assistenza è temporanea. I problemi per la maggior parte dei consumatori sono di natura permanente.

Un'ulteriore riduzione di tasso potrebbe sbloccare i mercati del credito e dare accesso a prestiti meno onerosi ma non si tornerà più al credito facile di anni fà, creditori e debitori sono rimasti scottati e il valore delle abitazioni e altri beni sono caduti più velocemente delle riduzione dei tassi.

L'unico modo di mantenere l'economia nel lungo termine è quello di aumentare il salario minimo a due terzi degli americani, non di proteggere i posti di lavoro attraverso il protezionismo commerciale..."


Referendum sul Lodo, Di Pietro chiede aiuto al Pd
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2008


Un pastorello conduceva ogni giorno le sue pecorelle a pascolare.
Si annoiava molto e così decise di fare uno scherzo a tutta la gente del villaggio.
- Aiuto… al lupo al lupo... cominciò allora a gridare con quanto fiato aveva in gola.
Tutti i contadini accorsero armati di forconi e randelli, ma quando arrivarono nel grande prato non videro neanche l'ombra del lupo. Il pastorello rideva a crepapelle:
- Era solo uno scherzo e voi ci siete cascati!!!
Qualche giorno dopo ripeté lo stesso scherzo e i contadini allarmati giunsero di corsa al prato.
Presto si accorsero che il pastorello si era giocato un'altra volta di loro.
Un giorno arrivò d'improvviso un intero branco di lupi; il pastorello cominciò a gridare disperatamente:
- Al lupo al lupo.
Ma i contadini, credendo a un altro scherzo, non si mossero più e, indisturbati, i lupi fecero strage di pecore e agnelli.


L'opposizione di un paese normale
post pubblicato in Diario, il 17 maggio 2008


"Mi stupisce che stupisca" dice giustamente Walter Veltroni a proposito del suo incontro con Silvio Berlusconi. "Questo è solo il primo colloquio, ce ne saranno altri come avviene in tutte le democrazie evolute di questo mondo dove si cerca la convergenza sulle regole del gioco". Due soli gli "ambiti" possibili di questo incontro-confronto: "Il primo riguarda le regole del gioco su cui occorre la convergenza"; il secondo ambito riguarda i temi programmatici "su cui invece il confronto e il conflitto può, deve, essere anche aspro". Due ambiti sempre "distinti". "Dialogo sulle regole del gioco sì, consociativismo sui temi programmatici no". "No alla melassa sul piano programmatico" sintetizza Veltroni. "Per il Pd l'emergenza sociale sono le famiglie che non arrivano alla fine del mese. Questo è il primo passo da fare". Significa che il taglio dell'Ici sarà misura condivisa dal Pd "solo se c'è copertura finanziaria" e se non penalizza altre misure sociali più urgenti come "l'aumento dei salari".

La Sinistra radicale reagisce alla vecchia maniera, travisando il significato politico dell'incontro e gridando al colpo di stato. Dice Manuela Palermi, ex capogruppo dei Comunisti italiani: "L'inciucio tra Veltroni e Berlusconi è una sorta di colpo di stato perchè espropria il Parlamento, l'unico luogo deputato a discutere di scelte politiche e riforme istituzionali". Una visione che, oltre ad essere un processo alle intenzioni, registra l'impossibilità per questa sinistra antagonista di comprendere forme e contenuti di una democrazia moderna. Comunque stiano tranquilli, anche se loro in Parlamento non ci sono più, sarà alle Camere che verranno discusse le riforme istituzionali.

Quello che invece dovrebbe preoccupare, e a ragione, è quest'ondata razzista che attraversa il paese e il destino dell'informazione. Su questi due punti l'attegiamento del PD è quanto meno timido e reticente. Il problema della sicurezza è vissuto forse con un tale senso di colpa, per aver sottovalutato il tema in passato e durante la campagna elettorale, che sembra abbia portato il PD quasi a dimenticare valori di giustizia e umanità, da sempre nel dna della sinistra democratica italiana, di fronte all'intolleranza, alla violenza xenofoba, alla voglia di pulizia etnica che si stanno abbattendo indistintamente su intere etnie e nuclei di popolazioni che vivono ai margini della società. Le destre hanno risvegliato un mostro che ora rischiano di non poter più controllare. Il PD deve far sentire alta la sua voce coniugando la legalità con la solidarietà e la tutela dei diritti umani.

Nell'informazione sta accadendo invece qualcosa che dovrebbe sollevare ben diverse reazioni da quelle incomprensibili (e più realiste del re) che abbiamo visto da parte di alcuni dirigenti del partito democratico, come nel caso Travaglio-Schifani. Se non sono tollerabili processi senza diritto alla difesa nelle piazze mediatiche, non sono neanche ammissibili censure alla libera informazione e al diritto di cronaca come nel caso già citato. Bisogna saper distinguere e cogliere poi anche certi preoccupanti segnali, a dir poco, di servilismo. Come nel caso dell'uscente CdA della Rai che ha spostato il programma di attualità politica di Rai 3 "Primo piano" dalla seconda serata alla fascia notturna.


La solita Destra
post pubblicato in Diario, il 5 maggio 2008


Secondo Fini gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona. Dunque quattro bandiere di Israele bruciate valgono più di una vita umana. La condanna di tutti i democratici per quel gesto di imbecille intolleranza è fuori discussione ma non è accettabile la strumentalizzazione che ne fa la terza carica istituzionale dello Stato per minimizzare l'omicidio volontario di un ragazzo di 29 anni ad opera di picchiatori neonazisti. Cosa dobbiamo aspettarci ora, una nuova Bolzaneto?

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permalink | inviato da diarioelettorale il 5/5/2008 alle 20:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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