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in Italia è sempre tempo di elezioni
Feccia nera
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2008


Non solo i 150 di Sofia sono feccia. In che altro modo definire il direttore dell'Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive che ai microfoni della Domenica sportiva ripete che cantare "Faccetta nera", scandire "Duce Duce" e fare il saluto fascista all'Inno di Mameli non è reato in Bulgaria? Che altro sono i rappresentanti del governo che si fingono "indignati" come se non avessero nulla a che fare con questi episodi e ora cadono dal pero come La Russa? Quando sappiamo benissimo che sono stati loro ad aprire la porta a questi fenomeni di nuovo fascismo, creando un clima di intolleranza e xenofobia con la caccia agli zingari e agli immigrati e un'aspettativa di impunità tentando di riscrivere la storia e di riabilitare Mussolini e la Repubblica di Salò.

Ma alla testa di queste mammolette nere c'è il ministro Maroni che ora promette severità e punizioni esemplari glissando ipocritamente sulle proprie responsabilità. Come ho scritto ieri, il Viminale  conosceva bene questi teppisti, non è la prima volta che accompagnano la nazionale e si rendono autori di simili episodi di violenza (vedi anche questo articolo su Repubblica). La Federcalcio ha precisato di aver loro venduto i biglietti dopo aver girato al ministero dell'Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Chi è dunque il principale colpevole di questa euro-figuraccia, ministro Maroni? Merce rara, di questi tempi, le dimissioni.


Fascismo targato Maroni in eurovisione
post pubblicato in Diario, il 12 ottobre 2008


Se non bastasse il dilagare di "episodi" di razzismo e fascismo a casa nostra, bollati dal ministro Maroni con arroganza in Parlamento come semplici "episodi", ora addirittura ci si mette lo stesso ministro a mandare in trasferta 144 fascisti e neonazisti per mostrare all'Europa intera in diretta televisiva uno scampolo di quello che intendono per legalità, sicurezza e lotta alla criminalità il Viminale e il governo di sua maestà Berlusconi. Verrebbe da dire... tanto meglio, il ministro Maroni e il suo datore di lavoro hanno gettato la maschera, se non fosse che la cosa fa vergognare tutti noi italiani.

Ieri a Sofia il paese Italia, non la squadra di calcio, era rappresentata da oltre un centinaio di violenti, esaltati, facinorosi fascisti. Prima hanno sfiorato la rissa in un bar del centro, poi hanno tentato lo scontro con i tifosi locali all'interno dello stadio fermato dall'ingresso delle forze di polizia bulgare in assetto antisommossa, il tutto condito da canti del ventennio fascista, saluti e bandiere naziste dopo un corteo nelle strade che conducono al Levski Stadium scandito da "Duce Duce Duce".

Il Viminale li conosce bene, si tratta di ultras della destra provenienti da diverse città, specie del nord-est e non è la prima volta che accompagnano la nazionale dando questi indegni spettacoli. La Federcalcio ha precisato di aver venduto i 144 biglietti a quei delinquenti dopo aver girato al ministero dell'Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Se il Ministro avesse un minimo di dignità dovrebbe dare le dimissioni.

E quei due miserabili telecronisti Rai hanno avuto pure il coraggio di stigmatizzare il pubblico bulgaro per aver fischiato l'Inno di Mameli, meravigliandosi per l'accoglienza ricevuta dalla nazionale!! Probabilmente avevano già avuto la velina del ministro il quale minimizzerà questa figuraccia in eurovisione parlando di un insignificante "episodio" strumentalizzato dai comunisti, una piccola rissa tra opposte tifoserie dove si erano infiltrati dei camorristi napoletani. In fondo, se non si è capaci di sconfiggerla, la camorra può sempre essere usata come ultimo alibi.

Aggiornamento
Coro di reazioni sdegnate in Italia, persino di La Russa. Maroni tace. Spicca invece la dichiarazione di Domenico Mazzilli, da poche settimane direttore dell'Osservatorio del Viminale sulla sicurezza delle manifestazioni sportive, che non condanna il comportamento dei centocinquanta ultrà italiani: "I cori 'Duce-Duce' e il braccio teso durante l'inno di Mameli? In Bulgaria non è reato". Il ministro Maroni evidentemente si sceglie collaboratori a sua immagine e somiglianza e anche con lo stesso quoziente di intelligenza.



Tolleranza zero ma non con tutti
post pubblicato in Diario, il 4 maggio 2008


Picchiato e ridotto in fin di vita da un gruppo di neofascisti la notte del primo maggio nel centro di Verona solo perché si era rifiutato di offrire una sigaretta. Questi sono i frutti della cultura che sta trionfando in Italia. Dice Walter Veltroni: "Siamo davanti ad una aggressione di tipo neofascista che non può e non deve essere sottovalutata. Esistono tante bande di questo tipo e ciò è tanto più pericoloso in un clima culturale e politico nel quale si vanno affermando principi di intolleranza e di odio verso i più deboli o addirittura una sottocultura di violenza e prepotenza talvolta persino mascherata sotto il falso concetto del farsi giustizia da soli". Reazioni della destra? A parte qualche debole auspicio che gli aggressori siano assicurati presto alla giustizia, nulla. Ve lo immaginate se gli autori del crimine fossero stati degli immigrati?
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