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in Italia è sempre tempo di elezioni
Come salvare Wall Street secondo Michael Moore
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 2 ottobre 2008


Il Decalogo di Michael Moore. Come risolvere la crisi di Wall Street ovvero l'Utopia che non vedremo mai realizzata.

I più ricchi 400 Americani -proprio così, esattamente quattrocento persone- possiedono più di quanto abbiano 150 milioni di Americani messi insieme. Quattrocento ricchi Americani hanno messo da parte più della metà di quanto abbia risparmiato metà dell'intero paese. Il loro patrimonio netto è pari a 1.6 trilioni di dollari. Durante gli otto anni dell'amministrazione Bush, la loro ricchezza è cresciuta di quasi 700 miliardi di dollari, lo stesso ammontare della cifra che ora ci chiedono di dargli per il "salvataggio". Perchè non spendono giusto i soldi che hanno fatto sotto Bush per salvare se stessi? Hanno da parte ancora quasi un trilione di dollari da dividersi tra loro.

Naturalmente non hanno nessuna intenzione di farlo, almeno non volontariamente. E' chiaro tuttavia che noi non possiamo semplicemente continuare a protestare senza proporre esattamente quello che riteniamo il Congresso debba approvare. Perciò propongo il mio piano, dieci semplici regole fondate sul principio che i ricchi in prima persona devono togliersi le loro castagne dal fuoco ("the rich must pull themselves up by their own platinum bootstraps").

1) Istituire un tribunale speciale che persegua chiunque abbia scientemente contribuito al collasso di Wall Street prima di spendere nuovi soldi.

2) I ricchi devono pagarsi il proprio salvataggio. Essi potranno continuare a vivere in 5 case invece che in sette e a guidare 9 auto invece di tredici.
 
3) Salvare la gente che sta perdendo la propria abitazione, non la gente che deve costruirsi l'ottava casa.

4) Se la tua Banca o Società riceve del nostro denaro in un salvataggio, allora diventiamo tuoi proprietari. Mi dispiace ma è così che va fatto. Se una banca mi da i soldi per comprare una casa, la banca è proprietaria della casa finchè non ho restituito fino all'ultimo centesimo con gli interessi. Stesso affare per Wall Street.

5) Devono essere ristabilite le regole: la deregulation di Bush è morta.

6) Se la banca o la società è troppo grande per fallire, allora significa che è troppo grande per esistere. Le mega-fusioni avvenute senza rispettare la legislazione anti-trust e contro i monopoli hanno creato  delle società talmente gigantesche che la loro crisi significherebbe il collasso dell'economia. La cosiddetta Pearl Halbur dell'economia non può accadere se ci sono centinaia, migliaia di istituzioni a cui la gente può affidare i propri risparmi.

7) Nessun dirigente dovrebbe essere pagato più di 40 volte quello che guadagna la media degli impiegati e nessun dirigente dovrebbe ricevere nessun tipo di buonuscita garantita. Nel 1980 in media un amministratore delegato in America riceveva 45 volte quanto guadagnavano i suoi impiegati. Nel 2003 254 volte. Dopo 8 anni di amministrazione Bush sono arrivati a 400 volte la media degli emolumenti dei loro impiegati. Come è possibile questo, quando in Gran Bretagna un alto dirigente guadagna 28 volte quanto guadagna un impiegato e in Giappone solo 17 volte? E quando portano alla bancarotta una società dovrebbero essere licenziati, senza nessuna buonuscita, prima che l'azienda venga salvata.

8) Rafforzare il Fondo Federale di garanzia e farne un modello di protezione non solo dei risparmi della gente ma anche delle loro pensioni e delle loro case.

9) Abbiamo tutti bisogno di tirare un profondo respiro, calmarci e non lasciare che la paura condizioni la nostra giornata.

10) Creare una Banca Nazionale, una "banca del popolo". Se siamo in procinto di tirar fuori un trilione di dollari perchè darli solo a pochi ricchi e non prenderceli anche noi? Ora che possediamo Freddie e Fannie perchè non ne facciamo una banca del popolo? Una banca che potrebbe concedere prestiti a basso interesse per tutta la gente che vuole possedere una casa, iniziare una piccola attività, andare a scuola, scoprire la cura per il cancro o realizzare la prossima grande invenzione. Ed ora che possediamo la AIG, la più grande compagnia assicurativa del mondo, facciamo il passo successivo e forniamo un'assicurazione sanitaria a tutti. Assistenza sanitaria per tutti.


Chi è interessato a tutto l'articolo (in inglese) lo trova qui.


Lunedì nero: Bush, che fiasco!
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 29 settembre 2008


Gli analisti che nei giorni scorsi profetizzavano che oggi le borse sarebbero volate grazie al piano salva-banchieri di Bush sono serviti. Prima le borse asiatiche, poi quelle europee e ora Wall Street bocciano il piano di salvataggio ormai approvato dal congresso USA e in preda al panico cadono in picchiata bruciando anche oggi miliardi di valuta. Tutti hanno capito che il piano servirà solo a salvare qualche banchiere amico di Paulson, il segretario del tesoro americano, e di Bush, non salverà di certo i mercati finanziari e l'economia mondiale.

Per capire cosa ne pensa la maggioranza degli americani è utile questa lettera senza peli sulla lingua del regista Michael Moore. La sua analisi è impietosa e fondata ma purtroppo la crisi è reale e la sua posizione di chiusura estremista porterebbe ad un finale ben espresso dal vecchio detto "muoia Sansone con tutti i filistei". Il mondo invece ha bisogno di nuove regole e di una nuova Bretton Woods.


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