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in Italia è sempre tempo di elezioni
Al Tappone in Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 23 novembre 2008


Diretta televisiva su SkyTg24. Berlusconi apre la campagna elettorale di Forza Italia in Abruzzo e fa ironicamente i complimenti a Travaglio per il geniale soprannome che gli ha affibiato e che riassume perfettamente due sue presunte caratteristiche, quella di essere un nano e un criminale.

Marco Travaglio come Kevin Kostner ne "Gli intoccabili"? A quel punto mi sarei aspettato la celebre battuta di Al Capone/Robert De Niro all'agente FBI Eliott Ness/Kevin Costner: «Sei solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo!». Invece niente, prosegue per dire che il candidato della destra è più bello e prestante di quello della sinistra e che, opportunamente, è poco più alto di lui (lui Al Tappone).

Continua poi nel visibilio generale dicendo che i comunisti restano sempre comunisti (forse nella cosca di Al Tappone si usa partecipare così alla scomparsa di Sandro Curzi) e che l'Italia non ha centrali nucleari perchè i verdi hanno votato contro. Infine promette il raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara.

E' qui che mi sorge il dubbio che abbia tirato fuori un altro discorso di 14 anni fa. Oppure Sky ricicla vecchie pizze dai suoi archivi? Meglio spegnere, altro che ...il bello della diretta, qui siamo a "Scherzi a parte".


Maestri di giornalismo
post pubblicato in Diario, il 12 settembre 2008


Marco Travaglio lo conosciamo tutti: un caustico polemista venuto dalla scuola di Indro Montanelli, del quale, purtroppo, non ha ereditato le qualità migliori. Il nostro sta a quel grande giornalista come un elefante ad una fantasmagorica e splendida farfalla. Ma bisogna riconoscere che, nel suo genere, Travaglio è insuperabile quanto, appunto, un elefante in un negozio di cristalleria. Giuseppe D'Avanzo è meno conosciuto ma è pur sempre uno dei più validi giornalisti e commentatori politici sopravvissuti all'omologazione al pensiero unico dell'era berlusconiana.

Sorprende dunque che D'Avanzo abbia aperto una lunga polemica proprio con Travaglio sul caso Schifani (ricordate i lombrichi e la muffa?), accusandolo di non essere un buon giornalista perché ha offeso e demonizzato il presidente del Senato. Certo che Travaglio avrebbe potuto dire le stesse cose su Schifani in modo più professionale e meno offensivo, se non altro per evitare di fornire inutili pretesti per sviare il problema dal contenuto alla forma. Ma rimane il fatto che la nomina di Schifani alla seconda carica istituzionale dello Stato è stato uno orrore politico, un insulto alla nazione, non tanto perché nel 1973 frequentò uno che poi si scoprì molto dopo che aveva intrallazzi mafiosi, ma proprio per la qualità intrinseca del personaggio.

Comunque sia i due se le sono date di santa ragione, con D'Avanzo ad insinuare che Travaglio si fosse fatto pagare le vacanze da un mafioso e Travaglio ad esibire ricevute alberghiere e fotocopie di assegni. Per gli appassionati delle polemiche: qui inizia D'Avanzo il 13 maggio, qui la prima risposta di Travaglio, qui la replica di D'Avanzo, qui ancora quella di Travaglio,  qui il penultimo atto e qui il gran finale. Perchè al contrario di come di solito vanno queste vicende, questa volta è proprio finita. Come? Giudicate voi. Anche se per me è quanto mai chiaro chi ha fatto, scusate ma lo devo proprio dire, una figura di merda.


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