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in Italia è sempre tempo di elezioni
La Legge è uguale per tutti (quelli come Lui)
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2008


Chi l'ha detto che il premier per evitare il processo Mills si è fatto una legge ad personam pensando solo a sè stesso? Il Cavaliere sa anche essere generoso e altruista e a colpi di decreto ha già iniziato la sua riforma della giustizia.

Nel provvedimento del governo per Alitalia si nasconde un articolo che potrebbe evitare le condanne per i crac Cirio e Parmalat. Lo ha svelato un'inchiesta di Report, il programma di RaiTre: se non c'è stato il fallimento delle società coinvolte negli scandali, i reati commessi dai manager non sono perseguibili. Il governo, così, salverebbe Tanzi, Geronzi e Cragnotti.

A questo punto, con un tale precedente, il ventilato decreto che prevede l'impunità anche per i ministri accusati di reato sarebbe in discesa. Il passo successivo potrebbe essere la riabilitazione, a futura memoria, dell'eroe della mafia Vittorio Mangano, meglio conosciuto come lo stalliere di Arcore.

Con la sua riforma della giustizia non c'è dubbio che il premier passerebbe dall'attuale 80 per cento di gradimento da parte degli italiani ad un ancora più rotondo e lusinghiero 90 per cento. Se poi liberasse anche quel poveraccio di Totò Reina non pensate che potrebbe rosicchiare altri due o tre punti?


Aggiornamento
Tremonti minaccia le dimissioni. "O va via l'emendamento" salva-manager o "va via il ministro dell'Economia" ha dichiarato Giulio Tremonti, parlando questa mattina davanti al Senato. "Quell'emendamento è fuori dalla logica di questo governo" ha aggiunto. Sarà, ma chi l'ha proposto? Non sarà nella logica del governo ma se è in quella del Cavaliere, che conta la logica dei suoi dipendenti? Staremo a vedere.

Processo Parmalat

La Parentopoli dei primati
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2008


Continua l'inchiesta su Repubblica ed ogni puntata si arricchisce di stupefacenti informazioni. In Sicilia hanno detto che come assessore alla Famiglia onestamente non poteva fare di più e di meglio. Si chiama Francesco Scoma ed è riuscito a sistemare alla Regione siciliana sorella, cugino, cognato, e poi anche tanti amici e parenti degli amici. Nel suo quartier generale c'è un altro Francesco Scoma, suo cugino, responsabile del Servizio "controllo strategico" dell'assessorato. Un parente che controlla l'altro a spese del contribuente. Una sorella di Scoma, Antonella, è stata assunta nello staff dell'assessore alla Presidenza della Regione Giovanni Ilarda. Una cognata, Deborah Civello, ha trovato un posticino nello staff del presidente del parlamento Francesco Cascio.

Ma, nell'assessorato alla Famiglia, Francesco Scoma non ha favorito soltanto suoi consanguinei. Ha messo dentro pure quelli di tutti i suoi amici ai quali probabilmente non può dire di no. A cominciare dal suo padrino politico, il presidente del Senato, Renato Schifani. La sorella, Rosanna Schifani, il 6 giugno del 2008 è stata nominata per chiamata diretta "componente della segreteria tecnica" dell'assessore Francesco Scoma. Nell'ufficio di gabinetto dell'assessore alla Famiglia, come "esterno", è entrato anche uno degli assistenti di Schifani, Giuseppe Gelfo. E pure Danila Misuraca, sorella del parlamentare del Pdl, Dore. E anche Stefano Mangano, a lungo segretario particolare del sindaco di Palermo Diego Cammarata. Chissà che non sia anche parente del famoso stalliere.


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