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in Italia è sempre tempo di elezioni
Zelig
post pubblicato in Diario, il 23 ottobre 2008


Ieri primo avviso ai naviganti: «Non permetteremo che vengano occupate scuole e università.... è una violenza.... oggi convocherò Maroni per dargli indicazioni dettagliate su come devono intervenire le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere».

Oggi, dai mari della Cina, viene diffuso il secondo avviso: «Non ho mai detto nè pensato di mandare la polizia nelle scuole», facendo tirare un sospiro di sollievo a La Russa che al solo pensiero che il Cavaliere potesse attuare quanto annunciato aveva già presentito un malore.

La solita smentita? Niente affatto. Nel primo avviso aveva parlato come Berlusconi. Nel secondo, forse influenzato anche dal fatto di trovarsi nella Cina del Grande Timoniere, ha parlato come Presidente del Consiglio. A proposito, quel Lin Piao a fianco di Mao nella foto qui sotto non vi ricorda qualcuno? Vi siete mai chiesti dove fosse il nostro premier negli anni '60?


Feccia nera
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2008


Non solo i 150 di Sofia sono feccia. In che altro modo definire il direttore dell'Osservatorio del Viminale sulle manifestazioni sportive che ai microfoni della Domenica sportiva ripete che cantare "Faccetta nera", scandire "Duce Duce" e fare il saluto fascista all'Inno di Mameli non è reato in Bulgaria? Che altro sono i rappresentanti del governo che si fingono "indignati" come se non avessero nulla a che fare con questi episodi e ora cadono dal pero come La Russa? Quando sappiamo benissimo che sono stati loro ad aprire la porta a questi fenomeni di nuovo fascismo, creando un clima di intolleranza e xenofobia con la caccia agli zingari e agli immigrati e un'aspettativa di impunità tentando di riscrivere la storia e di riabilitare Mussolini e la Repubblica di Salò.

Ma alla testa di queste mammolette nere c'è il ministro Maroni che ora promette severità e punizioni esemplari glissando ipocritamente sulle proprie responsabilità. Come ho scritto ieri, il Viminale  conosceva bene questi teppisti, non è la prima volta che accompagnano la nazionale e si rendono autori di simili episodi di violenza (vedi anche questo articolo su Repubblica). La Federcalcio ha precisato di aver loro venduto i biglietti dopo aver girato al ministero dell'Interno nomi e dati anagrafici dei titolari della richiesta e dopo averne ricevuto indietro il nulla osta. Chi è dunque il principale colpevole di questa euro-figuraccia, ministro Maroni? Merce rara, di questi tempi, le dimissioni.


Soldati contro le morti bianche
post pubblicato in Diario, il 6 agosto 2008


"Soldati per le strade? Meglio nei cantieri edili. E' sul lavoro che si combatte la battaglia per la sicurezza". PeaceReporter scrive al ministro della Difesa: "Fermiamo la strage bianca. I numeri degli infortuni sul lavoro sono quelli di una guerra. E per combattere una guerra servono i militari: impegniamoli in una vera missione di pace".

L'Italia è di gran lunga il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro, quasi il doppio della Francia, il 30% in più rispetto a Germania e Spagna. Oggi il Censis ha lanciato l'allarme sulle morti bianche: "Si muore di più sul lavoro o sulle strade - ha scritto il Centro studi investimenti sociali - che non ammazzati da un colpo di pistola. Le vittime sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati e i decessi in incidenti stradali otto volte più degli omicidi. "Tuttavia - spiegano al Censis - gran parte dell'attenzione pubblica si concentra sui fenomeni di criminalità".

PeaceReporter lancia una proposta: indirizzare nei cantieri i militari impegnati per garantire la sicurezza nelle città. "A fronte di decine di migliaia di cantieri aperti - scrive l'editorialista del sito - in Italia ci sono solo 3.750 ispettori del lavoro". La soluzione avanzata da PeaceReporter è contenuta nello slogan che apre l'intervento: "Militari per la sicurezza sì, ma sul lavoro". La lettera indirizzata al ministro Ignazio La Russa è chiara: "Affiancare i militari agli ispettori del lavoro. Anche questa è un'idea da sessantottini?"

LA LETTERA A LA RUSSA


Sulle Olimpiadi maggioranza divisa
post pubblicato in Olimpiadi 2008, il 5 agosto 2008


Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha invitato gli atleti italiani a disertare la cerimonia inaugurale dell'Olimpiade di Pechino per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina. Per i diritti umani in Italia ci penserà domani. E' infatti notorio che l'imitatore di Neri Marcorè riesce ad elaborare un solo pensiero al giorno.

Umberto Bossi, di ritorno dai mondiali in Lapponia, gli dedica una perlina di  saggezza padana: «Sono andati fin là, evidentemente vogliono sfilare. Mi sembra un po' ipocrita che uno vada là, per poi manifestare dissenso».

Anche Fini, tra una votazione sulla fiducia e l'altra, lo bacchetta decoubertianamente: «Considero le Olimpiadi - dichiara Fini - una festa di fratellanza tra i popoli e l'esperienza dimostra che, ogni qualvolta si sia dato corso al boicottaggio dei Giochi olimpici non si è raggiunto l'obiettivo che ci si prefiggeva».

Il Ministro degli Esteri Frattini fa sapere di rispettare le opinioni altrui ma che gli atleti italiani sfileranno regolarmente, mentre La Russa si è subito offerto di far sfilare l'Esercito al posto della delegazione italiana.

L'ultima parola spetterà comunque al premier che ha già messo al lavoro il fido Ghedini per dirimere la questione con un nuovo lodo sul quale chiederà un voto di fiducia del parlamento.

Qual è quello vero?

Soldiers in the city
post pubblicato in Diario, il 5 agosto 2008


Maggioranza e opposizione discutono se si tratti di misura propagandistica o meno. Intanto ieri mi hanno telefonato i miei amici canadesi preoccupati dopo aver visto in televisione le prime immagini dall'Italia con i soldati in assetto da combattimento nelle strade e ai posti di blocco fermare e perquisire giovani immigrati o dall'aspetto "irregolare". Ho avuto un bel daffare a spiegargli che no, non ci sono rischi di un colpo di stato e che non siamo sull'orlo di una guerra civile o in una situazione d'emergenza per il terrorismo ma che è tutta una sceneggiata del governo per tranquillizzare la popolazione colta da una "psicosi collettiva da percezione d'insicurezza indotta". Non sono riuscito a convincerli, loro che da tempo sono convinti che con Berlusconi l'Italia è avviata verso la china del fascismo. Non verranno a trovarmi per Natale come avevano programmato qualche mese fa. Forse è tutta una scusa, direte voi. Non credo, li conosco bene e il tono era sincero e commosso quando hanno chiuso la conversazione assicurandomi che, qualsiasi cosa accada qui, le porte della loro casa sono sempre aperte per me. Che abbiano ragione?


Sessantottini
post pubblicato in Diario, il 4 agosto 2008


Secondo La Russa, quella dei militari nelle strade non è un'operazione di facciata o di propaganda. «Oltre ai delinquenti, agli stupratori, a chi fa furti e rapine, sono contrari alla presenza dei militari per garantire la sicurezza solo i post sessantottini: i figli, non in senso anagrafico, di chi gridava «basco nero il tuo posto è il cimitero», «ps-ss», o quelli che consideravano polizia e carabinieri golpisti», sottolinea La Russa.

Casini, Di Pietro e Veltroni figli del sessantotto? E magari anche la Bindi, Fioroni e Buttiglione? Mah, detto da uno che di sessantotto dovrebbe intendersene, lascia un pò sconcertati. Eppure nel sessantotto lui c'era e deve averne viste di tutti i colori a quei tempi, quando, militante nel Fronte della Gioventù, correva per le strade di Milano insieme ai suoi camerati in cerca di teste da rompere. Ma che altro aspettarsi da uno che chiama il figlio Geronimo e il cui mestiere è fare il ventriloquo dell'omonimo personaggio inventato da Fiorello? E poi, mica tutti possono nascere intelligenti come il suo collega Gasparri.


Uomini veri
post pubblicato in Diario, il 14 giugno 2008


Il Ministro della Guerra, Ignazio La Russa, con tanti ministri sotto le luci dei riflettori perchè ogni giorno ne inventano una, si sentiva un pò trascurato e così ha pensato di rompere l'anonimato con la proposta shock, forse ispirandosi all'omonimo Ignazio interpretato da Fiorello, di usare l'esercito per garantire legge e ordine nelle città. La prima a reagire è la polizia stessa, con il Siulp che parla di "operazione di facciata" con "il rischio - dice il suo segretario generale - di far muovere un elefante in un negozio di cristalleria". A sinistra è un coro di no: "Siamo contrari alla militarizzazione del territorio" (Roberta Pinotti), "atteggiamento fascistoide" (Franco Giordano), "le forze armate per controllare il territorio delle città si usano solo in Colombia" (Antonio Di Pietro) "Rischiamo di far assomigliare l'Italia ai regimi dittatoriali dell'America Latina" (il verde Angelo Bonelli). Ma perchè tanto scalpore, questo governo non assomiglia forse a quello di una repubblica delle banane?

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permalink | inviato da meltemi il 14/6/2008 alle 20:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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