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in Italia è sempre tempo di elezioni
Oggi sciopero
post pubblicato in Diario, il 4 dicembre 2008


Questo blog aderisce allo sciopero e alle iniziative del gruppo di Facebook "Salva i Blog!"









Irene Galigani su Flickr
Berlusconi vuole regolamentare Internet
post pubblicato in Diario, il 3 dicembre 2008


Questa mattina Berlusconi, durante la sua visita al polo tecnologico delle Poste all'Eur di Roma, ha dichiarato che alle prossime riunioni del G8 e G20 proporrà una regolamentazione mondiale di Internet alla quale ha già cominciato a lavorare in questi giorni.

Non mi preoccupa affatto il suo improbabile successo a livello mondiale ma il tentativo che dovremo aspettarci in patria. Prepariamoci al peggio.



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permalink | inviato da meltemi il 3/12/2008 alle 12:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Bluff cinese
post pubblicato in Olimpiadi 2008, il 12 agosto 2008


Questa vicenda di Internet in Cina è un pò come la monnezza di Napoli. Nella città partenopea la spostano dal centro verso i paesi dell'hinterland e il premier si vanta di aver risolto il problema dei rifiuti, a Pechino le autorità dicono di aver tolto la censura sul web ma basta uscire dal villaggio olimpico per accorgersi che i siti permessi alla visione dei giornalisti sono sempre oscurati. Insomma un trucco che funziona grazie al matrix olimpico e al pervasivo controllo del governo. In molti si erano chiesti se l'allentamento della censura fosse una misura definitiva oppure se, una volta finita l'Olimpiade, tutto sarebbe tornato come prima. In realtà non è mai cambiato niente.

Intanto i giochi vanno avanti e noi italiani antileghisti ci consoliamo con qualche medaglia: argento nel tiro con l'arco a squadre (senza Robin Hood), oro nel judo, e oro nel fioretto con Valentina Vezzali da Jesi, compaesana di Federico II, nipote di Federico Barbarossa, nemico giurato di Alberto da Giussano e Umberto Bossi. Alè!



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permalink | inviato da meltemi il 12/8/2008 alle 9:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Campioni per i diritti umani
post pubblicato in Olimpiadi 2008, il 7 agosto 2008


Un testo forte e pacato da gente che conta nel mondo al capo della più grande potenza mondiale. Da Blanca Vlasic a Antonietta Di Martino; da Dayron Robles a Irving Saladino; da Dee Dee Trotter a Tero Pitkamaki. Questi e molti altri tra i più forti atleti al mondo (oltre centoventi in tutto), hanno firmato un appello al presidente cinese Hu Jintao perché "permetta una soluzione pacifica" della questione tibetana, protegga "le libertà di espressione, di religione e di opinione nel suo Paese incluso il Tibet", perché assicuri che i difensori dei diritti umani "non siano più intimiditi e imprigionati", per "fermare la pena di morte". "La Cina è al centro dell'attenzione del mondo. Le vostre decisioni su questi temi determineranno il successo delle Olimpiadi e l'immagine che il mondo avrà della Cina in futuro. Vi chiediamo, perciò, di rispettare i diritti umani in Cina in futuro per raggiungere una pace duratura e una riconciliazione". In testa all'appello hanno riportato una citazione della Carta Olimpica: "L'obiettivo delle Olimpiadi è di porre lo sport al servizio dell'armonioso sviluppo del'uomo con la visione di promuovere una società pacifica preoccupata di preservare la dignità umana".

Gli scettici potranno fare ora un sorrisino di compatimento, eppure l'appello, in questo momento e in tale contesto, assume un valore ed esplica un livello di pressione politica molto più forti di qualsiasi boicottaggio o delle tante manifestazioni in piazza Tienamen e difficilmente i dirigenti cinesi potranno far finta di niente, né potranno oscurare e reprimere in alcun modo questa iniziativa. E infatti la censura non è intervenuta. La lettera compare, seguita da tutte le firme fin qui raccolte sul sito tedesco (legato ad Amnesty international) "Sports for Peace" (www.sportsforpeace.de), visibile tranquillamente anche dalla Cina. Intanto la fiaccola olimpica è arrivata a Pechino e domani sarà la storica giornata dell'inaugurazione ufficiale.

IL TESTO DELL'APPELLO CON L'ELENCO DEI FIRMATARI

A proposito di boicottaggio. Dopo l'intempestiva richiesta di boicottaggio fatta ai nostri olimpionici da Gasparri e dalla Meloni, interviene, come se fosse piovuto sulla terra da un altro pianeta, il portavoce del PdL Capezzone, il quale sottolinea che dei diritti umani in Cina la politica deve occuparsi tutto l'anno, che i politici devono fare i politici e gli atleti gli atleti e che non si può chiedere ai nostri campioni, come fa la sinistra (proprio così!), di non sfilare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Lo ringraziamo per la sua accigliata lezioncina ma allo stesso tempo gli consigliamo, per la sua salute fisica e mentale ma anche se ci tiene a conservare il posto di lavoro, di non bere alcolici, non fare uso di sostanze stupefacenti e di coprirsi sempre la testa con un cappello quando rimane troppo tempo sotto il sole. Eviterebbe così di fare figuracce e di scambiare Gasparri e la Meloni per esponenti della sinistra.



Pechino allenta la censura
post pubblicato in Olimpiadi 2008, il 1 agosto 2008


Grazie alle Olimpiadi, alla costante pressione dell'opinione pubblica internazionale, alle proteste degli ultimi giorni il governo cinese ha fatto un gesto significativo, liberando l'accesso a molti siti Internet che erano stati sempre oscurati dalla censura: comprese le versioni cinesi della Bbc e di Wikipedia. La novità di oggi sembra dar ragione a coloro che pensano che questi Giochi avranno alla fine un effetto benefico sulla situazione dei diritti umani in Cina e sono contrari al boicottaggio. Anche se è presto però per cantare vittoria.

L'articolo di Federico Rampini su Repubblica


Olimpiadi blindate
post pubblicato in Olimpiadi 2008, il 31 luglio 2008


Iniziano le Olimpiadi dell'inquinamento e della censura, delle misure di massima sicurezza (ieri hanno annullato per questo motivo l'amichevole di calcio della nostra Olimpica con una squadra locale) e dei diritti umani negati. Particolarmente odiosa la censura su Internet: gli organizzatori delle Olimpiadi di Pechino 2008 hanno deciso di rendere impraticabile l'accesso ad alcuni siti internet ed hanno confermato che non torneranno indietro. Sull'argomento riporto una parte dell'articolo di Federico Rampini pubblicato oggi su Repubblica.it.

Gli utenti Internet in Cina si collegano alla rete globale passando attraverso sei "cancelli" di interconnessione che sono strettamente sorvegliati da agenzie statali. Esistono molti Internet Service Providers privati, ma essi possono operare solo collegandosi al World Wide Web attraverso quei sei cancelli, e pagando il pedaggio politico imposto dal governo. "In realtà - ha detto Xiao Qiang - Internet in Cina è piuttosto un grande Intra-net (rete a circuito chiuso, ndr) su scala nazionale, con accessi limitati all'Internet globale".

La componente più nota di questi controlli governativi è la censura, soprannominata dai dissidenti The Great Firewall of China (la Grande Muraglia di Fuoco della Cina), la cui funzione consiste nell'oscurare l'accesso ai siti indesiderati.

Sono "invisibili" per un utente che si trovi sul territorio cinese ben 19.000 siti stranieri sgraditi, che vanno da quelli della Bbc ad Amnesty International, da Wikipedia ai missionari cattolici di Asianews. Una censura più selettiva è quella che consiste nell'oscurare con precisione chirurgica solo quelle schermate che contengono alcune delle parole proibite contenute in un corposo "libro nero" del governo.

Per sorvegliare l'informazione che circola in rete il governo impiega trentamila tecnici a tempo pieno, assistiti da programmi di software che talvolta sono made in China, in altri casi sono stati forniti volontariamente dalle grandi società di software occidentali. Quei programmi filtrano le parole, cancellano, censurano, bloccano messaggi. Si è scoperto come uno di questi filtri si introduce di soppiatto all'insaputa degli utenti: il software Qq è il più diffuso per la messaggeria istantanea via Internet; la società cinese che produce Qq, la Tencent, su diposizione delle autorità ha incollato a quel software un programma (nome in codice ComToolKit. dll) che automaticamente blocca tutte le parole proibite.

Il Center for Internet and Society dell'università di Harvard lo ha definito "il più sofisticato sforzo in atto nel mondo" per controllare il cyberspazio. L'università di Berkeley è riuscita a estrarre il programma di software: contiene 1.041 parole sospette. Nella lista nera il 15% sono termini che hanno a che vedere con la pornografia e la pedofilia.

Il resto riguarda invece le libertà politiche e religiose, i diritti umani. Tra le 1.041 parole pericolose ci sono "democrazia", "libertà" e tutti i suoi composti e derivati (Free-China, Free-Net), "corruzione", "manifestazione", "sciopero", "Tibet indipendente", "Falun Gong". C'è anche la locuzione "figli di dirigenti del partito", forse per individuare tentativi di ricerca online sui patrimoni familiari, le aziende che possiedono, i consigli d'amministrazione di cui sono membri.

Le 1.041 parole sospette non vengono necessariamente censurate. Sono i campanelli d'allarme che fanno scattare i filtri della Grande Muraglia di Fuoco. Se un utente residente in Cina clicca troppe volte "Tibet libero" vede misteriosamente interrotta la connessione. Oppure si trova istradato per forza verso il sito ufficiale del governo che esalta "la pacifica liberazione del Tibet" da parte dell'esercito cinese nel 1950.


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permalink | inviato da meltemi il 31/7/2008 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Tyrannosauri e comunicazione
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2008


 Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi: "Il centrodestra è praticamente assente dal mondo di internet. Per questo ci stiamo attrezzando con alcuni giovani per essere presenti nella campagna elettorale che incombe su questo mezzo che è prediletto particolarmente dai giovani". Ma non preparavano da 20 mesi elezioni anticipate? Ora inseguono sempre col fiatone.
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