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in Italia è sempre tempo di elezioni
Dr. Doom
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 8 dicembre 2008


Il Dr. Doom (espressione traducibile con "Dottor Destino" oppure "Dottor Giudizio Universale" o "Dottor Morte" se preferite, ma a Napoli credo lo chiamerebbero più semplicemente 'O schiattamuòrto) è tornato a colpire. Il Dr.Doom è Nouriel Roubini, professore di economia alla New York University, uno dei pochissimi economisti a individuare sin dal 2004 il rischio subprime e a parlare di un possibile collasso degli Stati Uniti e dell'economia mondiale. Come spesso succede a chi apre nuove strade e mette in discussione sacre teorie consolidate nessuno dei suoi colleghi l'ha preso sul serio ed è stato accolto con molto scetticismo, salvo dovergli riconoscere oggi (imperdibile questo articolo-saggio sul New York Times) che molte sue previsioni sulla crisi finanziaria si sono avverate.

Dicevo dunque che il Dr.Doom è tornato a colpire perchè ci ammonisce ora sulla trappola della liquidità e sugli effetti di una recessione globale. Il calo della domanda porterà a una riduzione dell'inflazione, mentre le aziende cercheranno di ridurre i prezzi per ridurre le scorte in eccesso. Nel mercato del lavoro crescerà la disoccupazione per controllare i costi di manodopera e la crescita dei salari. Il rapido abbassamento dei prezzi porterà presto ad una inflazione più bassa. Pertanto, l'inflazione nelle economie avanzate scenderà verso l'1% ad un livello preoccupante per la deflazione. La trappola della liquidità ci porterà dritti verso una situazione giapponese con il dollaro vicino al crollo e tassi verso lo zero. Ma lasciamo la parola direttamente al Dr. Doom.

"La deflazione è pericolosa in quanto porta alla trappola della liquidità, ad una trappola deflazione ed ad una trappola del debito deflazione: la politica dei tassi nominali non può scendere al di sotto di zero e quindi la politica monetaria diventa inefficace in questa situazione. Siamo già in questa trappola di liquidità dal momento che il target dei tassi dei Fed fund è ancora 1 per cento, ma l'uno reale è vicino a zero, dal momento che la Federal Reserve ha inondato il sistema finanziario di liquidità, ed entro i primi mesi del 2009, l'obiettivo del tassi dei Fed Funds sarà formalmente lo zero per cento. Inoltre in deflazione il calo dei prezzi significa che il costo reale del capitale è alto - nonostante la politica dei tassi vicino allo zero; cosa che porterebbe a un'ulteriore diminuzione dei consumi e degli investimenti.

Questo calo della domanda e dei prezzi porta ad un circolo vizioso: il reddito ed i posti di lavoro vengono tagliati, portando a ulteriori diminuzioni della domanda e dei prezzi (trappola deflazione), e il valore reale dei debiti nominali si alza (trappola del debito deflazione), causando ai debitori problemi più gravi e portando ad un aumento del rischio aziendale e inadempienze per le famiglie che aggravano le perdite di credito delle istituzioni finanziarie ".

Questa opinione di Roubini è contrapposta invece ad altri economisti che sostengono con grafici alla mano l'origine meteorica della base monetaria e prevedono invece molto presto una crescita dell' inflazione e un serio calo del dollaro accompagnato da un rialzo dei prezzi dell'oro.

Chi avrà ragione? Chissà perchè ma sono più portato a credere a chi ha previsto questa crisi e segue i suoi sviluppi logici piuttosto che a chi si è svegliato solo oggi e/o continua le sue analisi sulla base di teorie che sono state spazzate via dalla tempesta perfetta. C'è poco da salvare del vecchio liberismo e chi rimane ancora aggrappato alle sue anticaglie rischia di fare la fine di quei giapponesi nella jungla che non sapevano di aver perso la guerra.


"il popolo ha fame? dategli brioches"
post pubblicato in Diario, il 1 agosto 2008


Al dialogo Silvio Berlusconi preferisce il monologo. Tanto che il suo interlocutore preferito è lui stesso: come al solito se la canta e se la suona. Questa volta lo fa dallo studio del Tg5 dove durante l'edizione serale parla a ruota libera del rapporto tra maggioranza e opposizione, della riforma della giustizia, della questione Alitalia, dell'inflazione, di Napoli. Di tutto quello che serve a dire che il governo sta facendo qualcosa. Poi come e con quali risultati è un'altra storia. Pronta la ricetta per inflazione, salari e stipendi: nessuna riforma urgente, ma una bella dose di ottimismo. Bisogna «sempre essere ottimisti», suggerisce il premier. «La crisi c'è in tutto il mondo» continua il Cavaliere. E' aumentata la domanda di materie prime e petrolio, spiega. Ma rassicura: «Ho sempre visto che a momenti di crisi si alternano momenti di espansione e sviluppo». Come direbbe Chance Giardiniere, dopo l'inverno viene la primavera, lasciamo lavorare la natura. Allora cari lavoratori e pensionati, non vi preoccupate. Ottimismo. Fatevi una bella risata e i vostri portafogli si riempiranno da soli. E al supermercato fate un bel sorriso alla cassiera ché tanto a pagare il conto passerà Berlusconi.


Basta un click
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2008


Non c'è giorno che non venga presentato un qualche dato o indicatore negativo dell'economia americana che fa affondare prima Wall Street e poi a catena le borse del resto del mondo. Ieri ad esempio è bastato l'annuncio che sempre meno navigatori Internet cliccano sugli avvisi a pagamento di Google per far crollare  di oltre il 7% il titolo e trascinare poi al ribasso tutto il mercato. Che l'economia americana non tiri è assodato. Che si fosse gonfiata negli scorsi anni una bolla speculativa anche.  Si sa pure che la Borsa è governata dall'isteria collettiva, ma comincia a farsi avanti il sospetto che "qualcuno" la stia pilotando scientificamente. "Tutto sembra orchestrato da un gran maestro che ha come obiettivo la destabilizzazione dell'occidente e del sistema capitalistico americano incapace negli ultimi anni di imporre un modello valido di crescita economica" conferma un analista. Ma il peggio deve ancora arrivare. L'inflazione sta crescendo. E non è un virus la causa, bensì la convinzione del mercato che l'inflazione non ridurrà i consumi e gli utili anzi, li spingerà al rialzo. C'è che dice che l'inflazione fa spendere e quindi rimette in moto l'economia. Questa è la vecchia teoria. Nei prossimi mesi Stati Uniti, Europa e resto del mondo faranno a gara ad alzare l'inflazione. Le borse si riprenderanno dando l'impressione di far guadagnare, in realtà riusciranno a malapena a reggere l'inflazione. E chi se frega a cosa accadrà ai salari? dell'effetto povertà sulle persone? dei risparmi del popolo dei Bot e della drastica riduzione dei consumi? Prepariamoci al peggio.

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permalink | inviato da primodis il 27/2/2008 alle 9:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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