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in Italia è sempre tempo di elezioni
Cortine fumogene
post pubblicato in Diario, il 25 luglio 2008


"Io faccio una politica di sinistra l'opposizione, invece, solo fumo", dichiara Berlusconi. Cosa avrà voluto dire? Che lui è più bravo della sinistra ad aumentare le tasse dando a bere agli italiani di diminuirle? O che forse è più garantista della sinistra facendosi una legge che gli assicura l'immunità e gli evita ogni processo in corso? Chissà. Quel che è certo è che di fumo se ne intende e che tra bugie, spot e frasi di propaganda alza una densa cortina fumogena per nascondere che con il suo governo a calare non sono le tasse, ma i soldi per gli investimenti, la sanità, la scuola, la sicurezza dei cittadini.



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permalink | inviato da meltemi il 25/7/2008 alle 18:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Maître à penser
post pubblicato in Diario, il 29 giugno 2008


Ho letto l'articolo di Ernesto Galli della Loggia "La patologia italiana" e non avrei potuto che concordare con l'autore se non avesse un tono così giustificazionista e se avesse detto anche qualcos'altro, che però nel suo pezzo è clamorosamente assente. Ma questi maître à penser sembrano tutti afflitti dalla mancanza di ispirazione, o chissà da cos'altro, quando il loro impegno morale li dovrebbe spingere a denunciare con forza lo strame che dello stato di diritto sta facendo Berlusconi e il suo governo. Si limitano a impartire lezioncine al Pd, non vedono la trave ma discettano sulle pagliuzze. Quelle riforme della giustizia di cui Galli della Loggia parla sono necessarie e dovrebbero essere inserite nell'agenda politica del Pd se il Pd vuole portare il Paese nella modernità. Ma questa non è una buona ragione per non vedere i rischi di una deriva autoritaria e populista e chiedere quasi un semaforo verde che faccia contenti Berlusconi e i suoi legulei. La giustizia non va demolita con la prepotenza per essere piegata alle esigenze personali di uno solo, ma riformata senza calpestarla.


Re Silvio IV, il liquidatore
post pubblicato in Diario, il 13 giugno 2008


Come dice Brunelli sull'Unità.it, l'Italia è una Repubblica monocratica fondata sulla promozione pubblicitaria di una sola persona. Il suo nome è Re Silvio IV. Dal baciamano al papa tedesco, al duetto tra il vescovo di Napoli ("A maronna v'accumpagne") e un Cavaliere meneghino ("L'è un laurar de la Madona"), fino alla posa fotografica in cui mostra a Bush il bicipite muscoloso, l'intento è sempre quello: essere al centro della scena e autopromuoversi usando, come solo lui sa fare, fotografi e cameramen frementi e orde di giornalisti che sbavano ai suoi piedi.

Immagini, battute e aneddoti che ricordano le barzellette del ventennio sul Duce, del quale Re Silvio ha fatto propri anche gli slogan. Risultati? Forse notevoli in popolarità presso i suoi adepti ma scarsi nel concreto. Insomma il prodotto è avariato, anche se in pochi lo fanno notare.

Dopo due mesi di annunci e proclami roboanti questo governo non ha ancora affrontato il problema dei problemi (il potere d'acquisto di stipendi e pensioni), sta affossando definitivamente Alitalia, ma in compenso si è dato un gran daffare, anche se finora con alterne fortune, sui temi che angustiano da sempre il Cavaliere: togliere poteri alla magistratura, salvare le sue televisioni, impedire le intercettazioni telefoniche, cancellare i processi in cui è imputato.

Nella sua ultima visita a Napoli, questa volta sommersa dai rifiuti anche in centro, Re Silvio ha ribadito che userà il pugno di ferro ma intanto la situazione è peggiorata. Poi davanti a tv e giornali sbavanti ha promesso volontari da tutta Italia per raccogliere l'immondizia. Come se a Napoli di netturbini non ce ne siano già a sufficienza, e come se non sapessimo che la munnezza non si raccoglie perchè non si sa dove metterla.

Infine ieri si è inginocchiato davanti a Bush senza ottenere nulla. Gli ha promesso che l'Italia toglierà i caveat (quelle eccezioni che noi, Germania, Spagna e Francia hanno imposto alla Nato e che negano la possibilità di impiegare i contingenti di questi paesi fuori dai loro settori abituali) sull'Afghanistan. Gli ha poi anche assicurato che l'Italia manterrà le truppe in tutti i fronti aperti, come Kosovo e Libano, perché «è convinta che in tutti questi paesi», Iraq compreso, «bisogna far rinascere la democrazia». E in cambio? Re Silvio, che sogna di esibirsi su un palcoscenico internazionale, sperava nell'ingresso nel gruppo cosiddetto dei 5+1 che sta trattando con l'Iran sul nucleare. Ma neanche questo. «Sto considerando seriamente questa situazione», si è limitato a dire Bush, toccandogli il bicipite.


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