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in Italia è sempre tempo di elezioni
La guerra del gas fa le prime vittime
post pubblicato in Diario, il 7 gennaio 2009


Come era prevedibile e già previsto da questo blog, quando sin dal 26 dicembre se n'è occupato qui e qui estesamente, il flusso del gas proveniente dalla Russia e in transito in Ucraina si è drasticamente ridotto mentre Mosca e Kiev si rimpallano le responsabilità.

A farne le spese gli approvvigionamenti dell'Unione Europea che dopo aver sottovalutato la crisi ora strilla perchè  alcuni paesi sono già in sofferenza: lamentano tagli significativi, ricorsi alle riserve, o il blocco totale del flusso russo. E tra questi c'è l'Italia, dove oggi il calo di importazione di gas russo è stato intorno al 90%, secondo i tecnici dell'Eni. Subito al freddo, invece, Austria, Slovenia e Bulgaria.

Come fa dal 26 dicembre il ministro Scajola continua a ripetere che non c'è allarme e alcun rischio ma oggi è costretto ad aggiungere "per qualche settimana". E la nostra stampa? Finalmente si è accorta della crisi e qualche giornale ora titola che siamo addirittura alla "canna del gas".


Bulgaria: si torna alla legna


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permalink | inviato da meltemi il 7/1/2009 alle 9:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mosca chiude i rubinetti del gas a Kiev
post pubblicato in Diario, il 1 gennaio 2009


Come preannunciato, il colosso energetico russo Gazprom ha interrotto le forniture di gas all'Ucraina. Un portavoce del governo Russo ha assicurato che l'interruzione delle forniture a Kiev non avrà ripercussioni sulle consegne di gas all'Unione europea e il ministro Scajola ha dichiarato che non ci saranno problemi per l'Italia.

Il fatto è che i gasdotti russi passano in territorio Ucraino e Kiev ha già minacciato, e ancora una volta la notizia non viene menzionata dalla grande stampa italiana, di confiscare il gas russo in transito. Sembra che le parole d'ordine anche in questo caso siano tacere, minimizzare e mostrare sempre ottimismo e così non vengono nemmeno riportate le dichiarazioni di molti politici europei che accusano la Russia di usare il mancato accordo con Kiev per minacciare i suoi vicini.

Ovviamente il governo italiano, a differenza dei suoi partner europei, deve mantenere una posizione di basso profilo nelle faccende che riguardano Vladimir Putin, grande amico di Berlusconi,  e i mezzi d'informazione italiani assecondano questa politica minimizzando e sottovalutando il nuovo focalaio di crisi determinatosi nel centro dell'Europa.

A chi vuole avere qualche notizia in più sulla vicenda del gas segnalo l'articolo del Wall Street Journal, mentre ricordo il mio post del 26 dicembre sui rischi di un'eventuale bancarotta dell'Ucraina.


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