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in Italia è sempre tempo di elezioni
Ce n’est qu’un début, continuons le combat!
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 14 ottobre 2008


Ieri ho parlato a proposito del summit di Parigi di luci e ombre. E' difficile rendere il proprio pensiero chiaramente e compiutamente in una materia così tecnica, complicata e direi anche aleatoria nei risultati, soprattutto se lo scopo è quello di semplificare i concetti e dare solo degli spunti di riflessione. Abbiate quindi comprensione se a volte posso sembrare contradditorio e sconfinare in giudizi all'apparenza troppo perentori.

Nel post di ieri avevo scritto che "ritorna la fiducia tra le banche perchè i prestiti interbancari saranno garantiti dallo Stato e il denaro tornerà a circolare riaprendo i rubinetti del credito alle imprese". Questa è una semplificazione: non è detto che le cose vadano sicuramente in questa direzione anche se le borse hanno reagito dopo una settimana di passione con una ubriacatura collettiva. Anche chi scrive è un essere umano e si è lasciato prendere dall'euforia, soprattutto se ha qualche piccolo risparmio investitito in Borsa.

Una delle decisioni prese al summit di Parigi riguarda per l'appunto lo scongelamento del mercato del credito e monetario assicurando liquidità al sistema. Le banche, si dice, non si fidano più l'una dell'altra e non si prestano più denaro attraverso il mercato interbancario i cui tassi sono saliti oltre il 5 per cento trascinando all'insù anche l'Euribor che è il parametro a cui vengono indicizzati i prestiti commerciali e i mutui immobiliari.

Non tutti gli economisti e gli addetti ai lavori sono d'accordo sulle analisi e sulle ricette. Qualcuno sostiene che gli sforzi delle banche centrali volti a fornire liquidità al mercato monetario, e ora dei governi europei con il pacchetto salva-crisi, non solo sono fondamentalmente inefficaci ma in realtà controproducenti.

Se i finanziamenti sono disponibili presso la banca centrale ad un tasso onorevole (attualmente è al 3,75%), per quale motivo una banca dovrebbe richiederli alle altre banche? Ergo: non vi è alcuna ragione di esistere per il mercato interbancario in quanto è stato già sostituito dalla presenza costante delle banche centrali.
 
Secondo l'autore di questo report su
NakedCapitalism, troppa liquidità da parte delle banche centrali ha distrutto il mercato interbancario.

Secondo icebergfinanza il ragionamento è da tenere in seria considerazione in quanto Libor ed Euribor stanno distruggendo l'economia reale sulla base di un'ipotesi di tasso al quale le banche sono disponibili a scambiarsi liquidità!

Secondo questo ragionamento l'idea del G7 e dei quattro grandi d'Europa di garantire i prestiti interbancari non servirà a nulla. Se adottata, le banche sarebbero senza un incentivo per utilizzare il mercato interbancario in quanto possono ottenere tutta la liquidità di cui hanno bisogno ad un tasso minore spesso con collaterali a garanzia.

Staremo a vedere. Come staremo a vedere nei prossimi giorni se il rialzo della borsa è un fuoco di paglia o una vera inversione di tendenza. Non sarei così tranquillo come il nostro presidente del consiglio che guarda alla crisi come se fosse già alle spalle e sprizzava ottimismo da tutti i pori nell'incontro con Bush. Qualcuno lo informi che le autorità monetarie ed i governi stanno solo provando a ricapitalizzare le banche e che serve ricapitalizzare l'economia reale e rivitalizzare il tessuto economico contagiato da questa crisi.

"Il numero dei poveri è aumentato dall' inizio dell'anno di 100 milioni di persone ed è destinato a crescere" dice Zoellick, presidente della Banca Mondiale, sottolineando: "Questa catastrofe è stata creata dall'uomo. E quindi le risposte sono nelle nostre mani". Ebbene, che i leaders del mondo invece di fare dichiarazioni strampalate e fuori luogo si diano da fare per trovare le giuste soluzioni, le nuove regole per un nuovo capitalismo etico. Là fuori, in giro, nella pancia di chissà quante istituzioni finanziare, ci sono trilioni di prodotti tossici e non sappiamo di quanto si impenneranno i debiti pubblici degli Stati per bruciare tutta questa carta straccia e quanto questo ci costerà in termini di recessione e povertà.

Chiudo con due flash, due notizie che potrebbero raggelare l'euforia di questi giorni. La settimana che si apre vede all'orizzonte una nuova ondata di bilanci trimestrali con i fari puntati su quello relativo a Morgan Stanley, al centro di alcuni rumors del fine settimana insieme a Goldman Sachs. Se dovessero fallire Morgan Stanley e/o Goldman Sachs, l'onda d'urto sarebbe epocale, con una reazione a catena incontrollabile. L'altra notizia è un segnale che potrebbe essere preoccupante. Ieri, approfittando dell'impennata delle borse, alcuni dei giganti degli hedge fund (SAC Capital Advisors, Millennium Partners fund, Paulson & Co), hanno portato via dal mercato azionario la maggior parte dei loro investimenti. Siamo al si salvi chi può finale?


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