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in Italia è sempre tempo di elezioni
Pescecane non morde pescecane
post pubblicato in Diario, il 12 gennaio 2009


MF-Dow Jones News del 5 gennaio: da Dl Anticrisi sparisce aumento Iva Sky,

Con un emendamento ammesso nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze
della Camera si propone di "sopprimere i commi 1 e 2" dell'articolo 31 del
Dl Anticrisi che andavano a modificare il regime Iva dei servizi
televisivi.

Ora si attende il via libero definitivo del testo da parte delle
Commissioni, che torneranno a riunirsi dopo l'Epifania. L'obiettivo e'
farlo approdare in Aula entro il 12 gennaio.

Tanto rumore per nulla? Chi non ricorda infatti lo scontro al calor bianco tra governo e Sky sull'innalzamento dal 10 al 20% dell'Iva per la televisione di Rupert Murdoch, con tanto di spot anti-governativi, i proclami del premier dall'Albania contro la sinistra e il niet di Tremonti ad ogni ripensamento?

Cosa è successo in questi ultimi giorni da far cambiare idea a Berlusconi e Tremonti? Un segnale di distensione nei confronti del PD, un segno tangibile di attenzione nei confronti degli abbonati Sky? Suvvia non scherziamo, il Cavaliere non muove foglia se non c'è un suo interesse personale.

Ed infatti, guarda il caso, dopo la visita lampo di Rupert Murdoch a Milano di due giorni fa, si è risolta la contesa tra i due pescecani per il controllo della pay-tv tedesca Premiere di proprietà di Murdoch. Indovinate un pò chi entra come socio con il 25% del capitale? Ma la Fininvest di Berlusconi, è ovvio.

Dopo Alitalia, Telecom Italia
post pubblicato in Diario, il 25 settembre 2008


Dopo la titanica fatica di regalare Alitalia ai suoi amici "capitani coraggiosi" accollando ai contribuenti i tre miliardi di debiti della compagnia, il Cavaliere compie un'altra impresa a spese del popolo italiano.

Oggi la Telecom ha annunciato al mercato un possibile aumento di capitale riservato ai "libici". Poche settimane fa il nostro amatissimo premier aveva regalato miliardi di euro a Gheddafi per "fare la pace", chiudendo lo storico contenzioso con la Libia. Naturalmente i miliardi non erano suoi ma del popolo italiano. In cambio Gheddafi dà una mano a Telecom (si parla di 3-4 miliardi, che sono sempre noccioline rispetto ai 36 miliardi di debiti della società telefonica).

Ovviamente i soldi finiranno nelle tasche dei soci forti di Telecom: Banca Intesa, Generali e  Mediobanca, dove lo stesso Berlusconi, attraverso Fininvest, ha una consistente partecipazione ed ha piazzato nel CdA la figlia Marina. Conflitto d'interessi? Macchè, è la dimostrazione che Berlusconi è un grande statista e un grande imprenditore. In nome e con i soldi del popolo italiano.



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permalink | inviato da meltemi il 25/9/2008 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Meltdown
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 17 settembre 2008


Persino il Tesoro (ministro Tremonti) è esposto per oltre un miliardo di euro con la Lehman Brothers. Miliardi di risparmi sono a rischio default. Ma i giornali e le televisioni ne parlano solo "discretamente", per non allarmare milioni di risparmiatori. Ancora ieri sera il ministro Tremonti ci ricordava che le banche europee dispongono di veri sportelli e di una vera raccolta e che quelle italiane sono le più solide al mondo. Schiere di pompieri, Mario Draghi in testa, sono al lavoro raccontandoci un mare di bugie.

In realtà sono centinaia i prodotti assicurativi e strutturati a rischio insolvenza venduti dalle Banche e dalle Assicurazioni ai risparmiatori italiani. Ci sono decine di migliaia di investitori in Italia che hanno investito in prodotti della Lehman, della Merrill o dell'AIG, convinti e spesso forzati dalla propria Banca (che lucra commissioni stratosferiche),  con l'assicurazione che erano prodotti a basso rischio e raccontando alla vecchietta pensionata che erano meglio dei Bot.

Alcune di queste Banche avevano tagliato le linee di credito alla Lehman già diversi giorni prima del fallimento. Ma nessuna di loro ha pensato di telefonare al cliente per suggerirgli la vendita di quei prodotti spazzatura che loro stessi avevano consigliato fino a due giorni prima. Unicredit e Intesa San Paolo, hanno cominciato per prime a dare ai propri clienti il triste annuncio: "Gentile Signora/e, a causa del fallimento di Lehman Brothers le sue obbligazioni non renderanno le cedole promesse e non le sarà rimborsato il capitale"! (vedi comunicato Adusbef)

Per finire, da due giorni, rumors di borsa davano per coinvolta nel crac Lehman Brothers una banca italiana. Oggi Bloomberg television fa il nome della Banca particolarmente esposta sui prodotti della banca d'affari americana. Si tratterebbe di Banca Mediolanum, il cui azionista di riferimento è, lo ricordiamo, il gruppo Fininvest. Non credo all'ipotesi fallimento, ma hai visto mai che, in teoria, il modello Alitalia potrebbe venire buono per un altro salvataggio e i contribuenti italiani essere chiamati a pagare anche i debiti di Berlusconi?


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