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in Italia è sempre tempo di elezioni
Pirati
post pubblicato in Diario, il 28 agosto 2008


Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ospitato su una imbarcazione dei vigili del fuoco, ha fatto immersioni insieme alla sua compagna davanti all'isola di Giannutri, in un'area vietata anche alle barche, in cui sono possibili solo ricerche scientifiche. "Una colpevole leggerezza, pagheremo la multa", commenta il suo portavoce in serata.

La terza carica dello Stato è però in buona compagnia. "Cinque anni fa toccò a Massimo D'Alema", ricorda Umberto Mazzantini, portavoce locale di Legambiente. "Poi fu la volta del giornalista Ferruccio De Bortoli che, però, riconobbe subito l'errore". Tra i multati anche Stefania Craxi e Giorgio Faletti.

Giannutri come il triangolo delle Bermude? Per fortuna i comuni mortali sembrano non incappare in questa "dead zone" per VIP.

Per quel che riguarda l'ultimo episodio il presidente della Camera ha ammesso la sua colpa non chiarendo però una cosa importante: a che titolo usufruisce dei servigi dei Vigili del fuoco? Dopo il ripristino dei voli di Stato il contribuente italiano è chiamato a pagare anche gli hobby di chi si allena a fare il Berlusconi?




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permalink | inviato da meltemi il 28/8/2008 alle 11:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Sulle Olimpiadi maggioranza divisa
post pubblicato in Olimpiadi 2008, il 5 agosto 2008


Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha invitato gli atleti italiani a disertare la cerimonia inaugurale dell'Olimpiade di Pechino per protesta contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina. Per i diritti umani in Italia ci penserà domani. E' infatti notorio che l'imitatore di Neri Marcorè riesce ad elaborare un solo pensiero al giorno.

Umberto Bossi, di ritorno dai mondiali in Lapponia, gli dedica una perlina di  saggezza padana: «Sono andati fin là, evidentemente vogliono sfilare. Mi sembra un po' ipocrita che uno vada là, per poi manifestare dissenso».

Anche Fini, tra una votazione sulla fiducia e l'altra, lo bacchetta decoubertianamente: «Considero le Olimpiadi - dichiara Fini - una festa di fratellanza tra i popoli e l'esperienza dimostra che, ogni qualvolta si sia dato corso al boicottaggio dei Giochi olimpici non si è raggiunto l'obiettivo che ci si prefiggeva».

Il Ministro degli Esteri Frattini fa sapere di rispettare le opinioni altrui ma che gli atleti italiani sfileranno regolarmente, mentre La Russa si è subito offerto di far sfilare l'Esercito al posto della delegazione italiana.

L'ultima parola spetterà comunque al premier che ha già messo al lavoro il fido Ghedini per dirimere la questione con un nuovo lodo sul quale chiederà un voto di fiducia del parlamento.

Qual è quello vero?

Bologna, un'altra verità?
post pubblicato in Diario, il 4 agosto 2008


Vogliono far tornare indietro le lancette della storia per cancellare la parola "fascista" dalla lapide della strage di Bologna. Tutto è cominciato alla vigilia del 2 agosto con la lettera al ministro Angelino Alfano firmata dai deputati di AN Enzo Raisi, Italo Bocchino e da altri parlamentari del centrodestra (vedi qui il post e qui i commenti con la ricostruzione). Poi il giorno della strage sono risuonate le sinistre parole del presidente della Camera Fini sulle «zone d’ombra da dissolvere attorno all’accertamento della verità» sulla strage di Bologna. Il giorno dopo Cicchitto, Storace e la Lega rilanciano l’offensiva di Fini contro le sentenze sulla strage. Per coprire Mambro e Fioravanti si ferisce un’altra volta Bologna. Il sindaco Cofferati giudica «grave» che una carica istituzionale «pratichi il revisionismo» e «solleciti la riapertura di un processo sulla base di perplessità della pubblica opinione». Ma da destra il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto dà man forte al presidente della Camera sostenendo che a Bologna «è stato stabilito un teorema a senso unico secondo cui la strage doveva essere fascista e i colpevoli Mambro e Fioravanti». Il leghista Borghezio chiede addirittura una commissione parlamentare d’inchiesta. E Storace, da sempre dalla parte della coppia di stragisti, sferra un duro attacco a Rotondi che a Bologna ha difeso la verità sulla strage fascista.

Gianfranco Pasquino, su l'Unità, nota come sia curioso, da una parte, che proprio Gianfranco Fini si faccia sostenitore di una tesi al momento fragilissima. Proprio lui che ha fatto molto per allontanare la sua Alleanza Nazionale da un passato torbido, fatto anche di azioni teroristiche, si preoccupa oggi di un aggettivo che non dovrebbe più in nessun modo riguardare il suo partito tantomeno in proiezione futura. Perché attirare incautamente - si chiede Pasquino - l’attenzione su un’attribuzione che i giudici hanno ritenuto credibile e definitiva con 5 processi e dieci gradi di giudizio? Dall’altro, forse, è persino paradossale - continua Pasquino - che sia il capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera, Fabrizio Cicchitto, agli inizi degli anni Ottanta cacciato dal Psi ad opera di Craxi perché trovato iscritto alla loggia P2, ad avallare il messaggio di Fini, con tutta probabilità anche per conto di Berlusconi. Quand’anche esistesse una pista diversa da quella fascista, rimane il caso di ricordare che i giudici hanno condannato per depistaggio più di un agente dei servizi segreti, appartenenti alla P2. Perché mai i piduisti avrebbero dovuto "coprire" i palestinesi e le responsabilità di qualche residuale terrorista rosso?

Perchè dunque questo maldestro tentativo di spostare l'attenzione dai fatti accertati e di inquinarli? Il perchè sta tutto negli strettissimi rapporti tra il MSI dell'epoca e i neofascisti delle formazioni terroristiche di destra, una storia lunga e tormentata. Nel ’95 il problema viene sollevato dal gruppo Ds nella Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e le stragi. Nella relazione viene chiamato in causa Giulio Maceratini, in quegli anni capogruppo di An alla Camera, indicato come uno dei grandi elettori del presidente del partito Gianfranco Fini. «Risulta documentalmente - si legge - che anche in anni successivi a quelli della cosiddetta strategia della tensione il senatore Maceratini abbia continuato ad avere contatti e legami politici con personaggi della destra eversiva già inquisiti e, talora, condannati con sentenze definitive per episodi di terrorismo o ricostituzione del partito fascista». Il documento è ovviamente di parte, ma è ricco di riferimenti processuali. Parla degli esordi di Maceratini con Stefano delle Chiaie, Junio Valerio Borghese, Pino Rauti, a cavallo di organizzazioni coinvolte nella strategia della tensione come Avanguardia Nazionale e Ordine Nuovo. Legami e complicità che riguardano anche altri esponenti di spicco della destra e si sono protratti fino in tempi recenti. Nel 2006 il sottosegretario alla giustizia Giuseppe Valentino, difensore di un eversore di razza come Massimo Carminati, ventila l’invio di ispettori alla Procura di Bologna. Più intraprendente l’onorevole Enzo Fragalà. Una delle sue ultime battaglie è quella per far scontare in Spagna la pena detentiva a Carlo Cicuttini, condannato per la strage di Peteano (31 maggio 1972, tre carabinieri uccisi). Il motivo è semplice: in Spagna un’amnistia copre i reati commessi fino al 1977, trasferire Cicuttini equivarrebbe a concedergli la grazia. Nel 2002 è il ministro leghista Roberto Castelli a chiedere alla Procura di Venezia di accontentare il terrorista nero. Pochi mesi dopo arriva il secco no della Cassazione. Niente male per partiti che sulla questione della sicurezza costruiscono i loro successi.

Per carità, commenta Gigi Marcucci sempre su l'Unità, a chiunque può capitare di trovarsi col compagno di strada sbagliato. Ma se succede a un politico, e se l’amico di un tempo ha sulle spalle una mezza dozzina di ergastoli, è naturale che prima o poi ci si interroghi - senza voler accusare nessuno di complicità o connivenze - su sviste, distrazioni, sottovalutazioni: trasformatesi nel tempo in altrettanti motivi di imbarazzo politico. Soprattutto se l’amico si chiama Valerio Fioravanti e dichiara: «Ci fu una fase in cui ci offrirono tutte le poltrone possibili e immaginabili per far rientrare il nostro dissenso. Arrivarono al punto di offrire a Francesca, che aveva 18 anni, di entrare nel comitato centrale (del Msi)». E ancora. È il 1994, sta nascendo il primo governo Berlusconi. Mentre gli eredi del Msi, da pochi mesi diventato Alleanza nazionale, fanno per la prima volta il loro ingresso in un esecutivo della Repubblica, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, prossimi alla condanna definitiva per la strage del 2 agosto, vengono intervistati per il Corriere da Gian Antonio Stella e ricordano la comune militanza con Teodoro Buontempo, Gianfranco Fini, Francesco Storace, Maurizio Gasparri. «Vedere Storace andare a discutere alla Rai è fantastico», sorride Fioravanti. Come non comprendere allora l'imbarazzo di oggi e il tentativo di rifarsi una verginità?

Sarebbe meglio per tutti, piduisti compresi, se possono permetterselo, - conclude Pasquino - rivolgere l’attenzione alla ricerca non di altri, improbabili esecutori della strage fascista, ma dei mandanti. I molti deliberati depistaggi e il passare degli anni rendono sempre più difficile illuminare quello che rimane il punto oscuro della strage di Bologna: chi ha armato, autorizzato, coperto gli stragisti? Con quali motivazioni si è potuto dare mandato per l’esecuzione della più sanguinosa strage della storia italiana? I giudici possono con impegno e meticolosità produrre una verità. Lo hanno fatto. I politici di vertice dovrebbero avere il compito, non di spostare l’attenzione dai fatti accertati e di inquinarli, ma di sgombrare il campo dagli ostacoli tuttora frapposti all’individuazione dei mandanti. Perchè allora non rimuovono il "segreto di Stato"?


La solita Destra
post pubblicato in Diario, il 5 maggio 2008


Secondo Fini gli scontri e le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del Libro di Torino "sono molto più gravi" di quanto accaduto a Verona. Dunque quattro bandiere di Israele bruciate valgono più di una vita umana. La condanna di tutti i democratici per quel gesto di imbecille intolleranza è fuori discussione ma non è accettabile la strumentalizzazione che ne fa la terza carica istituzionale dello Stato per minimizzare l'omicidio volontario di un ragazzo di 29 anni ad opera di picchiatori neonazisti. Cosa dobbiamo aspettarci ora, una nuova Bolzaneto?

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permalink | inviato da diarioelettorale il 5/5/2008 alle 20:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
La scala mobile
post pubblicato in Diario, il 26 marzo 2008


Fini: "E' impensabile ripresentare un meccanismo quale la scala mobile, ma occorre prevedere un paniere per i pensionati e adeguare le pensioni al costo della vita". Che intenda per scala mobile quella dei grandi magazzini? 

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Pene d'amore
post pubblicato in Diario, il 20 marzo 2008


La separazione politica da Fini è stata, per Daniela Santanchè, "una sofferenza": "Io ho sofferto, Fini no" spiega la candidata de La Destra. "Perchè lui è un animale a sangue freddo, non ha sangue che gli scorre nelle vene". Uno sguattero di sangue blu.

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Vieni avanti cretino ...secondo atto
post pubblicato in Diario, il 19 marzo 2008


Nemmeno il Cavaliere resiste alla tentazione e dice in un'intervista al Tg5: "Ancora una volta Veltroni parla in un modo e razzola in un altro. Si è presentato, e questa è la cosa che fa più scandalo, come l'uomo nuovo", ma in realtà "è un pensionato della politica che ha ricevuto la pensione dal 2001 in avanti". Dopo lo sguattero (Fini) e il servo sciocco (Gasparri) sulla scena mancava solo il capo-comico.

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permalink | inviato da diarioelettorale il 19/3/2008 alle 21:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Vieni avanti cretino
post pubblicato in Diario, il 19 marzo 2008


Gasparri, a 24 ore dalla figuraccia di Fini, dichiara ancora: "Veltroni è il re degli scrocconi ed un patetico bugiardo che si è pappato da anni 5216 euro al mese di pensione d'oro cumulata con le ricche prebende da sindaco, cui aggiungere spese di rappresentanza, auto blu, scorte e lussi vari". Se Fini fa lo sguattero, Gasparri non poteva che interpretare il servo sciocco.

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il dottor Stranamore
post pubblicato in Diario, il 8 marzo 2008


Intervenendo ad un programma televisivo su La 7 il presidente di An Gianfranco Fini ha detto di non credere che gli Stati Uniti "siano pronti per la presidenza di Obama, se dovesse spuntarla alle primarie credo che anche molti democratici voterebbero McCain". La società americana "non è pronta ad eleggere un nero, afroamericano". Si possono abbandonare i simboli ma non i vecchi vizi. E rischiare anche un incidente diplomatico.

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permalink | inviato da diarioelettorale il 8/3/2008 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diritti umani
post pubblicato in Diario, il 2 marzo 2008


Fini: "Occorre condannare i delinquenti a lavorare per lo Stato". Ad onor del vero ha anche precisato che non verrà usata la palla al piede come in Alabama.

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permalink | inviato da diarioelettorale il 2/3/2008 alle 18:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Magie elettorali
post pubblicato in Diario, il 22 febbraio 2008


 Per Fini "Veltroni è un pò come il mago Houdini, un illusionista". Esagerato! Veltroni vuole solo vincere le elezioni, mica vuole far sparire Berlusconi.

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permalink | inviato da primodis il 22/2/2008 alle 12:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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