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in Italia è sempre tempo di elezioni
Un breve promemoria per Tremonti
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 21 gennaio 2009


Sul Financial Times compare un'intervista al tre volte ministro dell'economia Giulio Tremonti che finisce per risultare il solito spot governativo, in stridente contrasto con i dati e le osservazioni che corredano l'articolo del quotidiano britannico.

Sembra di vivere nel Paese di bengodi a sentire Tremonti. Ecco alcune delle memorabili sentenze  dispensate dal ministro e che rimarranno scolpite nella Storia della nostra Repubblica.

I’m absolutely sure any kind of stimulus is useless in any case.

"Sono assolutamente sicuro che qualsiasi tipo di stimolo sia in ogni caso del tutto inutile." Ma sì tutti gli economisti del mondo sono degli idioti e tutti i governi del pianeta sono pazzi se danno loro retta. La recessione più grave dalla Grande Depressione è solo una malattia psicosomatica e, nel caso, meglio far crepare il malato che salvarlo spendendo quattrini. Tanto prima o poi dobbiamo tutti morire.

The Italian situation is 'not so bad'

"L'Italia non è messa poi così male." Già, come diceva Catalano, bisogna accontentarsi, perchè nella vita ti può sempre capitare qualcosa di peggio, anche un ministro dell'economia peggiore di Tremonti.

The Italian banking system is 'quite strong'. In other countries governments were obliged to finance banks. In Italy it is the opposite, they don’t want public money.

"Il sistema bancario italiano è solido. In altri paesi i governi sono stati obbligati a finanziare le banche. In Italia è il contrario, le banche non vogliono denaro pubblico." Infatti i nostri maggiori gruppi bancari sono talmente solidi che in pochi mesi hanno perso l'80% del loro valore e oggi sono prede potenziali delle banche di altri Paesi che si sono rafforzate con massicce iniezioni di fondi statali. Il ministro Tremonti sa benissimo che le banche italiane non vogliono aiuti statali se questo significa perdere il potere che hanno avuto finora: quello di tenere per le palle la politica e il capitalismo italiano, continuando a tosare a man bassa i clienti e scaricando su questi tutti gli errori e le truffe commesse.

[...] and the 38million people living in the industrial north of Italy are among the richest in Europe.

La Padania, come il paese della cuccagna. I 38 milioni di persone che vivono nel nord industriale d'Italia non lo sanno di essere tra i più ricchi d'Europa? E che se ne fa il ministro di Bengodi dei dati sulla caduta verticale di produzione industriale ed occupazione anche nella ricca Padania?

The deficit of the south of Italy is a “deficit of social structure”, an absence of civil education where the ruling classes cannot spend wisely.

"Il deficit del Sud Italia è dovuto a un 'deficit del sistema sociale', a un'assenza di educazione civica per cui le classi dirigenti non riescono a spendere saggiamente." Chissà, forse il ministro pensa davvero di risolvere l'eterna questione meridionale con un pò di educazione civica a scuola. Abbiate fede.


Le bugie di Berlusconi e il Financial Times
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 29 novembre 2008


Mentre in Italia i giornali plaudono, tranne qualche eccezione, al piano di Berlusconi e del suo governo per far fronte alla crisi, il Financial Times mette in risalto che la manovra da 80 miliardi non è che una manovrina da 5 miliardi di euro.

"He said Italy’s package totalled €80bn, but officials explained that there was only some €5bn in new funding" riporta il quotidiano in un articolo dedicato alla manovra del governo italiano.

Il Financial Times nota anche, con una certa vena di ironia, il tentativo di Berlusconi di colpevolizzare gli italiani e di spingerli a spendere soldi, a credere alle banche e a non vendersi le azioni.

“The length of the crisis depends on all of us, we must look towards the future with faith,” said Mr Berlusconi who has repeatedly urged Italians to keep shopping, trust their banks and not sell their shares.

Il Financial Times conclude con le cupe previsioni dell'Organizzazione mondiale per la cooperazione e lo sviluppo, secondo cui in Italia la recessione sarà più lunga e profonda che nella maggior parte dei paesi dello stesso nostro livello.

'The OECD forecasts that Italy’s recession will be deeper and longer than most of its peers.'

Alle bugie di Berlusconi che si vanta di essere stato il primo a prendere in Europa delle misure anti-crisi il quotidiano britannico non risponde direttamente ma in altra parte del giornale analizza le misure già prese da Gran Bretagna, Francia e Germania ed arriva a conteggiare la discreta cifra di 1.500 miliardi. Non c'è partita per quantità e qualità!!!

Per quanto riguarda l'altra sua bugia per cui sarebbe stato il primo leader europeo a garantire che i risparmiatori non avrebbero perso un euro a causa di questa crisi, gli ricordo che la stessa frase, più o meno, la disse Gordon Brown quasi un anno fa quando salvò la Northern Rock nazionalizzandola. Ma in questo caso dobbiamo perdonare il Cavaliere per essersi perso questo passaggio: all'epoca era troppo occupato con predellini e truppe mastellate.


Alitalia, il Financial Times accusa Berlusconi
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2008


«La compagnia di bandiera sta per perdere le ali, e in gran parte perchè Silvio Berlusconi ha promesso di mantenerla italiana». Non è Di Pietro o Veltroni a dirlo. Nè Casini o il ministro ombra Bersani. L’ultimo attacco frontale al presidente del consiglio arriva dal prestigioso Financial Times e naturalmente in ragione della condotta mantenuta da Berlusconi sulla vicenda Alitalia.

Non solo il Financial Times preconizza un imminente fallimento dell’Alitalia, ma soprattutto ne attribuisce la responsabilità in buona misura alla condotta e alle promesse del premier di mantenere la compagnia in mani italiane. «Il nome Alitalia - scrive il quotidiano londinese - intelligentemente giustappone le parole Ali ed Italia. AliFrancia o AliGermania non avrebbero lo stesso accento. Ma ora la compagnia di bandiera sta per perdere le ali, e in gran parte perchè Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio italiano, ha promesso di mantenerla italiana».

«Sei mesi fa - si legge ancora nel commento - l’imprenditore diventato politico ha bloccato un’offerta di Air France-Klm e ha condotto la sua campagna elettorale sulla promessa di trovare un compratore patriottico. E dopo essere stato eletto lo ha puntualmente fatto cambiando qualche legge qui e là e e porgendo su di un piatto d’argento un’Alitalia ripulita e senza debiti alla Cai. Questo gruppo di imprenditori e banchieri italiani sono stati soprannominati “capitani coraggiosi” per aver adempiuto al loro dovere patriottico e avere messo sul piatto fino a un miliardo di euro. Ora anche il coraggio della Cai ha fallito. E, rumorose fino alla fine, solo tre delle nove organizzazioni sindacali dell’Alitalia hanno accettato l’offerta, che implicava orari più lunghi e il taglio di circa 3.000 posti di lavoro ma che assicurava anche una compagnia aerea redditizia. La Cai ha abbandonato la sua offerta e ora tutti i 19 mila lavoratori di Alitalia potrebbero perdere il posto di lavoro».

«Il presidente del Consiglio - prosegue il Financial Times -di fronte a un’umiliazione personale, rifiuta di credere a questo cambiamento degli eventi. Solo poche settimane fa sembrava che avrebbe potuto tirare fuori una soluzione e mandare al tappeto i sindacati italiani. Sarebbe potuto essere un magico momento alla Margaret Thatcher. Invece, Berlusconi si sta preparando a un fine settimana frenetico. Potrebbe provare a persuadere la Cai a tornare al tavolo delle trattative. O potrebbe - si legge ancora - racimolare altri fondi altrove. Qualsiasi cosa per guadagnare più tempo».

«Sfortunatamente - conclude il Financial Times nel suo commento - il tempo per l’Alitalia è scaduto molto tempo fa. L’ultimo utile d’esercizio risale al 1999. Perde 3 milioni di euro al giorno. E un mese fa aveva liquidità per soli 50 milioni, il che significa che i soldi stanno finendo adesso. Le autorità di controllo dei trasporti dicono che Alitalia potrebbe essere messa a terra presto. Questo è il problema di non avere un piano B e - sottolinea il Ft - di aver congelato potenziali acquirenti esteri nel nome di un incauto patriottismo».

Intanto è di stamattina la notizia che a Lufthansa interessa ancora Alitalia ed è pronta ad assumerne direttamente il controllo anche senza i capitani coraggiosi. Tutto è nelle mani del Cavaliere. Ma sarà disponibile Berlusconi a una figuraccia politica per evitare il disastro della compagnia di bandiera? Dovremo aspettare i suoi sondaggi ed incrociare le dita.


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