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in Italia è sempre tempo di elezioni
Anatre zoppe e carrarmati di cartone
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 25 novembre 2008


La Federal Reserve ha stanziato oggi altri 800 miliardi di dollari per sbloccare il credito a favore dei consumatori e delle piccole imprese, acquisendo obbligazioni e titoli ipotecari emessi o garantiti in gran parte da Fannie Mae e Freddie Mac ed altre agenzie governative.

Mi risulta che anche Fannie Mae e Freddie Mac sono già state nazionalizzate e quindi le loro obbligazioni sono già in carico del debito del governo Americano così come per le altre agenzie, che sono, appunto, governative.

Perchè allora l'amministrazione Bush non dichiara che le obbligazioni sono già garantite dallo Stato e non vengono girate direttamente al Tesoro invece di farle gravare sul bilancio della Federal Reserve?

Non vi sembra uno strano gioco delle tre carte? Cosa si nasconde dietro questa mossa? Un teologo liberista ed esperto di finanza creativa come il tre volte ministro dell'economia Giulio Tremonti sarebbe in grado di rivelare l'arcano?


Ben il banchiere
post pubblicato in Barack Obama, il 22 ottobre 2008


Quando la nave sta per affondare i topi scappano, ma questa volta trattandosi di un grosso topo la cosa ha fatto scalpore, soprattutto nel mondo finanziario, in quanto parlasi del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke. Ieri ha annunciato un ulteriore piano di aiuti per l'economia che equivale ad un abbandono della barca repubblicana e ad un aperto appoggio a Barak Obama e ai democratici.

Il capo della Fed ha dato infatti il via libera ad uno stanziamento straordinario di 300 miliardi di dollari che era quanto Obama e i democratici chiedevano mentre Bush e i repubblicani erano contrari. Ma non basta. Perchè Ben il banchiere ha affermato che questi aiuti dovrebbero "limitare gli effetti di lungo periodo" della crisi, rafforzando così l'opposizione democratica a permanenti tagli fiscali.

Apriti cielo. La cosa più gentile che gli hanno potuto dire è che con questo favore fatto ad Obama apparentemente si ricandida per altri quattro anni alla guida della Fed. Qualcun altro, più sensibile alla libertà di mercato, gli ha fatto notare anche come la Fed si fosse già ampiamente compromessa a causa dei suoi numerosi interventi su Wall Street e che questa poteva evitarsela a due settimane dalle elezioni. Altri, custodi della sacralità di istituzioni indipendenti come la Fed, si sono stracciati le vesti piangendo per la perdita di credibilità dell'America nel resto del mondo.

Ben il banchiere, avrebbe dovuto sapere che, nel suo ambiente, quelle dichiarazioni avrebbero fatto più scalpore delle opinioni di Joe lo stagnino, e che gli sarebbero valse la riprovazione generale. Ma evidentemente l'attaccamento alla poltrona di banchiere centrale è uguale ad ogni latitudine del mondo e spesso fa perdere il lume della ragione anche ai più saggi.


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