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in Italia è sempre tempo di elezioni
Anatre zoppe e carrarmati di cartone
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 25 novembre 2008


La Federal Reserve ha stanziato oggi altri 800 miliardi di dollari per sbloccare il credito a favore dei consumatori e delle piccole imprese, acquisendo obbligazioni e titoli ipotecari emessi o garantiti in gran parte da Fannie Mae e Freddie Mac ed altre agenzie governative.

Mi risulta che anche Fannie Mae e Freddie Mac sono già state nazionalizzate e quindi le loro obbligazioni sono già in carico del debito del governo Americano così come per le altre agenzie, che sono, appunto, governative.

Perchè allora l'amministrazione Bush non dichiara che le obbligazioni sono già garantite dallo Stato e non vengono girate direttamente al Tesoro invece di farle gravare sul bilancio della Federal Reserve?

Non vi sembra uno strano gioco delle tre carte? Cosa si nasconde dietro questa mossa? Un teologo liberista ed esperto di finanza creativa come il tre volte ministro dell'economia Giulio Tremonti sarebbe in grado di rivelare l'arcano?


Niente di nuovo nelle nebbie della crisi
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 11 novembre 2008


- American Express si trasforma in una banca per accedere ai fondi messi a disposizione dal governo. La richiesta è stata approvata con urgenza da parte della Fed ufficialmente a causa delle condizioni di "emergenza" in cui si trovano i mercati finanziari in realtà perchè dopo la bolla dei derivati sta per scoppiare quella delle carte di credito.

- Santander, considerata fino a ieri la banca più solida d'Europa se non del mondo, ha sconvolto i mercati annunciando a sorpresa un aumento di capitale da 7,2 miliardi di euro. Se è solida Santander figuriamoci como sono messe le altre, banche italiane in testa.

- AIG, la più grande compagnia assicurativa del mondo, ha riportato pesanti perdite trimestrali e il Tesoro americano ha deciso di investire altri 40 miliardi. Il costo del salvataggio continua a salire.

- Fannie Mae ha riportato perdite per quasi 30 miliardi di dollari e ha annunciato di aver bisogno di altri fondi pubblici per sopravvivere.

- DHL ha annunciato la chiusura delle sue agenzie negli Stati Uniti e il taglio di 9.500 posti di lavoro.

- La Banca Mondiale varerà un piano d'aiuti finanziari per "i paesi occidentali". Segno dei tempi che cambiano: fino a pochi anni fa si occupava solo dei paesi in via di sviluppo.

- Circuit City, un'importante catena americana che vende prodotti di elettronica, ha richiesto la procedura fallimentare e ha tagliato di 7000 posti la sua forza lavoro (chiudendo 1/5 dei negozi).

- Nortel ha tagliato 1300 posti di lavoro e annunciato pesanti perdite.

- La General Motors, la seconda azienda automobilistica mondiale con 325mila dipendenti in tutto il mondo è a un passo dal fallimento per mancanza di liquidità. Lunedì a Wall Street ha perso il 24% scendendo ai minini dal 1946.

- Il petrolio scende sotto i 60 dollari sposando lo scenario di recessione violenta.

- Gli investimenti mondiali in aziende e in progetti legati all'energia pulita sono crollati drammaticamente nel terzo trimestre dell'anno.

- In Italia netto calo a settembre per la produzione industriale. Lo ha reso noto l'Istat, che rileva un calo annuo del 5,7% dell'indice.

-Dopo quelle asiatiche crollano le borse europee e Wall Street. Piazza Affari ha chiuso a -6,20% (S&P/MIB)

Cosa sta succedendo? E' la crisi, bellezza. Ogni giorno che passa emerge sempre più la sproporzione tra le pur gigantesche risorse pubbliche messe a disposizione in ordine sparso dai governi di tutto il mondo e la dimensione ancor più gigantesca del problema, nè c'è da aspettarsi decisioni taumaturgiche dal prossimo G20 o G21.

Siamo destinati a convivere con questa situazione che evolverà in peggio ancora per molto e molto tempo. L'unica cosa che possono fare i governi è attenuare l'ondata recessiva mettendo in campo politiche di grandi investimenti pubblici per infrastrutture, scuola, salute e previdenza come è intenzionato a fare il nuovo presidente americano, Barak Obama. La situazione non cambierà finchè non faremo qualcosa per cambiare il mondo.

Venendo alle cose italiane, Tremonti resiste sulla linea del Piave e cambia la sua finanziaria tagliatutto solo di qualche virgola. E avverte che se ci saranno aiuti per le famiglie e le imprese questi non saranno a detrimento dei conti pubblici. Stiamo andando incontro al baratro come i topi dietro al pifferaio magico.


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