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in Italia è sempre tempo di elezioni
La Grande muraglia e il muro del pianto
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 9 novembre 2008


Il governo cinese ha varato un piano biennale di investimenti per quasi 600 miliardi di dollari per contrastare il rallentamento della crescita economica e stimolare i consumi della popolazione. Il pacchetto verrà utilizzato per infrastrutture e aiuti sociali (ospedali, pensioni, istruzione, tagli fiscali, incrementi salariali).

Il varo di questo piano, alla vigilia del vertice del G20, dimostra la profondità della recessione e la preoccupazione dei dirigenti cinesi, che non accettano la supremazia di USA ed Europa e vogliono giocare un ruolo di primo piano. La crisi sta ridisegnando la mappa del potere planetario e qualcuno teme che possa sfociare nella terza guerra mondiale.

Noi intanto, nel nostro piccolo, siamo sempre in attesa di conoscere quali misure concrete, oltre alle chiacchiere, intenda mettere in campo il nostro governo.


"il popolo ha fame? dategli brioches"
post pubblicato in Diario, il 1 agosto 2008


Al dialogo Silvio Berlusconi preferisce il monologo. Tanto che il suo interlocutore preferito è lui stesso: come al solito se la canta e se la suona. Questa volta lo fa dallo studio del Tg5 dove durante l'edizione serale parla a ruota libera del rapporto tra maggioranza e opposizione, della riforma della giustizia, della questione Alitalia, dell'inflazione, di Napoli. Di tutto quello che serve a dire che il governo sta facendo qualcosa. Poi come e con quali risultati è un'altra storia. Pronta la ricetta per inflazione, salari e stipendi: nessuna riforma urgente, ma una bella dose di ottimismo. Bisogna «sempre essere ottimisti», suggerisce il premier. «La crisi c'è in tutto il mondo» continua il Cavaliere. E' aumentata la domanda di materie prime e petrolio, spiega. Ma rassicura: «Ho sempre visto che a momenti di crisi si alternano momenti di espansione e sviluppo». Come direbbe Chance Giardiniere, dopo l'inverno viene la primavera, lasciamo lavorare la natura. Allora cari lavoratori e pensionati, non vi preoccupate. Ottimismo. Fatevi una bella risata e i vostri portafogli si riempiranno da soli. E al supermercato fate un bel sorriso alla cassiera ché tanto a pagare il conto passerà Berlusconi.


L'Italia non si rialza
post pubblicato in Diario, il 16 luglio 2008


Lo slogan della campagna elettorale di Berlusconi, "rialzati Italia", ha funzionato solo per fargli vincere le elezioni. Per il resto l'Italia è rimasta in ginocchio e lo rimarrà a lungo grazie a questo governo.

Crolla la produttività, flette la competitività, frena l'export, rallenta il credito alle imprese, si riduce al di sotto del già basso livello del 2007 il potere d'acquisto delle famiglie. Addirittura sotto lo zero è la produzione industriale del secondo semestre di quest'anno, e sotto lo zero sono anche gli acquisti di beni durevoli. In compenso, cresce tutto quello che dovrebbe diminuire: dall'inflazione che viaggia verso il 4% al costo del lavoro per unità di prodotto che lievita al 4,3%.

Dal Bollettino Economico di Bankitalia emerge che «alla fine del biennio 2008-2009, il potere d'acquisto sarebbe ancora inferiore a quello medio del 2007», alla luce del peggioramento del reddito disponibile reale del settore privato che «verrebbe compresso dagli effetti della maggiore inflazione, sia per via diretta sia indirettamente».

Il prodotto interno lordo crescerà di appena lo 0,4% sia quest'anno che il prossimo, con un taglio pari rispettivamente allo 0,6% e allo 0,7% rispetto alle stime di gennaio scorso. 

L'incremento dei consumi privati non andrà oltre lo 0,2% nel 2008 e lo 0,3% nel 2009, appesantito dalla modesta crescita del reddito disponibile reale del settore privato, «compresso» dagli effetti della maggiore inflazione.

L'inflazione si manterrà sopra il 3% per tutto il 2008 e si attesterà al 3,8% nella media dell'intero anno per poi scendere al 2,8% nel 2009 su base armonizzata Ue. Ma la Banca d'Italia avverte: il ritorno del costo della vita verso tassi vicini al 2% si potrà realizzare nel 2009 solo «nell'ipotesi che il suo rialzo corrente non si ripercuota sul processo di determinazione di salari e prezzi e resti moderata la dinamica dei costi interni».

«Davanti alla criticità del quadro, il Dpef e la stessa Finanziaria triennale appaiono (questi sì) poco più che "aspirine" somministrate a un malato in fase pre-agonica», scrive Massimo Giannini su Repubblica.

Ho già scritto della manovra di Tremonti qui e qui. Che altro dire? Che la tattica fin qui usata dal ministro dell'economia è ancora quella sperimentata con successo con il problema sicurezza. Si crea un nemico esterno e si grida all'untore, in quel caso immigrati, romeni, zingari, bambini rom. In questo caso invece il nemico esterno evocato dal ministro è la speculazione internazionale presentata come la peste manzoniana del XXI secolo. Ma come ben sanno tutti gli economisti se è in parte vero che gli aumenti che colpiscono il settore energetico sono uno degli elementi della crisi attuale, non esistono strumenti nè è possibile inventarne di nuovi per fermare le speculazioni in un mercato globale (sarebbe come cercare di svuotare il mare con un cucchiaino), e comunque, come dimostrano tutti gli indicatori e gli interventi fin qui effettuati dalle istituzioni economiche e finanziarie internazionali, i fattori sono molteplici, contradditori e ingovernabili.

Se dunque la tattica delle grida di manzoniana memoria hanno funzionato nel caso di una insicurezza "percepita", non sarà così per la crisi economica quando gli italiani dovranno stringere ancor più la cinghia e la fame non sarà quella "percepita" ma quella reale che pensionati e lavoratori sentiranno nella pancia. Allora, in autunno, Robin Tremonti dovrà rendere conto dell'immobilismo del suo governo a milioni di italiani e non basteranno più le invenzioni della sua fervida fantasia.


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