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in Italia è sempre tempo di elezioni
Olimpiadi al via, continua la sfida sui diritti umani
post pubblicato in Olimpiadi 2008, il 8 agosto 2008


Tutto pronto per la grande cerimonia inaugurale. Il via alle 14 (ora italiana). Previste 15 mila comparse e coreografie straordinarie. Intanto l'organizzazione Reporters sans frontieres ha messo a segno un clamoroso blitz. Proprio alla vigilia di quella che si annuncia come la più grandiosa cerimonia d'apertura mai vista ai giochi olimpici, militanti dell'associazione internazionale che si batte per la libertà d'informazione e i diritti umani hanno "piratato" una frequenza radio FM di Pechino. Una voce di donna si è inserita nelle normali trasmissioni per chiedere ancora una volta la libertà di espressione in Cina. Prima in francese, poi in inglese, infine in cinese, la "hacker" radiofonica si è rivolta direttamente alle autorità cinesi dicendo: "Qualunque misura voi prendiate non arriverete all'obiettivo di fermare la libertà di parola". 

A proposito di diritti umani violati. Chissà se le organizzazioni umanitarie interverranno, come a Pechino, anche a Varese, in occasione dei mondiali di ciclismo, per il rispetto dei diritti umani degli immigrati e dei bambini rom in Italia, violati con le misure xenofobe e razziste volute dalla Lega e condivise dal governo. Sappiano comunque che in alcune città del nord rette dalle camicie verdi sono vietati gli assembramenti di oltre due persone, come in piazza Tienamen, e si organizzino quindi di conseguenza.


Caro Maroni, questo è razzismo (lettera di Dijana Pavlovic a Maroni)
post pubblicato in Diario, il 27 giugno 2008


Egregio signor Maroni, ministro dell’Interno, Lei annuncia che verranno «censiti» i bambini rom, ma ci rassicura non sarà una «schedatura etnica», un semplice «censimento che riguarderà tutti i nomadi che vivono in Italia, minori compresi».
Che io sappia, quando si fa un censimento questo riguarda tutti i cittadini dello Stato, lo si fa secondo certe modalità uguali per tutti e con finalità chiare a tutti. Ma Lei per censimento intende forse entrare in un campo con 70 poliziotti, carabinieri, vigili urbani in assetto antisommossa e un furgone della polizia scientifica per rilevare le impronte digitali alle cinque di mattina della famiglia Bezzecchi, 35 cittadini italiani, senza precedenti penali?
Questo è ben altra cosa. Si chiama schedatura etnica e lo sappiamo bene perché l’abbiamo già vissuto nel passato. E dunque è in atto una schedatura su base etnica che vuol dire che si sta creando un archivio parallelo. A cosa servirà l’archivio Rom? Nel passato, l’archivio che aveva creato l’«Ufficio di polizia per zingari» di Monaco, che aveva schedato ed arrestato più di 30.000 Rom tra il ’35 e il ’38, è passato all’Rkpa di Berlino, cioè alla Centrale di polizia criminale del Reich, sotto il controllo diretto di Himmler, il quale l’8 dicembre ’38 ha emanato il Zigeunererlass, decreto fondamentale nella storia dello sterminio zingaro, perché ha stabilito che, «in base all’esperienza e alle ricerche biologico-razziali, la questione zingara andava considerata una questione di razza». Ma, se possibile, mi inquieta di più il Suo annuncio che i primi a essere schedati saranno i minori e se sorpresi a elemosinare saranno sottratti ai loro genitori. Un vero e proprio atto di violenza e discriminazione che nessuna questione di sicurezza può giustificare, tanto più se si considera che dei 152.000 rom presenti in Italia, secondo lo stesso ministero degli Interni, la metà ha meno di 16 anni. Senza tener conto che in Italia sotto i 14 anni non si è punibili e che in questo modo si criminalizza un intero popolo, senza distinzione. Come accade con gli adulti, così anche le migliaia di bambini Rom che vanno a scuola, che cercano faticosamente di aprirsi una strada verso un futuro «normale», per Lei sono pericolosissimi criminali da schedare e da tenere d’occhio. Non è anticostituzionale, illegale e contro la Convenzione dell’ONU sui diritti dei fanciulli? Ma a Lei dovrebbe importare della legge e del diritto, oppure è solo importante solleticare il ventre del Suo popolo? Prendersela con dei bambini, anche se rubano o chiedono l’elemosina è molto più facile che avere a che fare con la più potente organizzazione criminale, la ’ndrangheta, che è padrona del territorio negli ordinati vialetti della sua Varese, come in tutta la Lombardia e il nord Italia. Secondo i dati della commissione antimafia e dell’Eurispes questi bravi adulti hanno un fatturato annuo di 36 miliardi di euro (altro che finanziarie di Tremonti), tra traffico di droga, appalti, traffico d’armi e altri sciocchezze certo molto meno gravi dei furtarelli di qualche ragazzino. Ma questo avveniva anche pochi anni fa: cosa c’era di più facile di prendersela con ebrei e zingari? Nessuno di loro reagiva e l’ORDINE era garantito.
Certo, Lei quando ci annuncia queste cose, sorridendo serafico dai salotti tv parlando di sicurezza, forse non pensa ai forni crematori che invece molti Suoi simpatici seguaci in camicia verde invocano impunemente nelle ronde e negli agguati agli «zingari», ma forse a nuove forme di campi di concentramento sì. Mi fa venire i brividi la Sua rassicurazione che questo serve a garantire ai bambini rom «condizioni dignitose» in piena attuazione dei patti di sicurezza di alcune città. In questi ghetti moderni uomini, donne e bambini di etnia rom, che siano cittadini italiani, comunitari o no, verranno sottoposti alla segregazione di un regime speciale che viola qualunque norma di diritto, di umanità e perfino di buon senso e nega un futuro dignitoso ai nostri bambini.

Dijana Pavlovic, serba e romni (donna di etnia rom), attrice e mediatrice culturale è stata candidata nella lista Sinistra Arcobaleno alla Camera nelle elezioni del 13 aprile 2008.

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