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in Italia è sempre tempo di elezioni
il ballo del bailout
post pubblicato in La crisi finanziaria, il 23 gennaio 2009



Riuscirà Obama a non inciampare nel ballo del Bailout?

Nonostante l'ottimismo di molti economisti e dei governi, molti dei quali la davano già per superata, - soprattutto da parte di chi non si rende conto o fa finta di non vedere che ci troviamo di fronte al fallimento di un sistema - non si vede ancora il fondo della crisi delle banche, anzi non passa giorno che non arrivino notizie di ulteriori perdite, svalutazioni, nuovi potenziali fallimenti.

Assume così un certo rilievo la discussione che si è aperta tra politici ed economisti americani, discussione che prima o poi arriverà anche da noi e in parte è già anticipata da quanto sta avvenendo in Gran Bretagna con RBS, Barclays e HSBC, sull'efficacia del modello attraverso il quale è stata erogata la prima trance del piano di salvataggio che tutti ormai conoscono come TARP.

La discussione è tutt'altro che accademica visto che c'è da decidere come utilizzare la seconda trance di altri 350 miliardi di dollari e il tempo stringe. L'idea di regalare centinaia di miliardi alle banche non sembra aver sortito gli effetti desiderati, anzi il TARP si è dimostrato solo un buco nero che ha inghiottito tutto. Soprattutto non ha risolto il problema che è all'origine del default del sistema finanziario e cioè le migliaia di miliardi di dollari di spazzatura tossica ancora nella pancia delle banche, come stanno a dimostrare le recenti e ingenti perdite di Bank of America e Citigroup.

L'unica soluzione efficace sarebbe, senza tanti giri di parole, quella di nazionalizzare temporaneamente le banche, ma questa parola nel paese del liberismo sembra impronunciabile ed ecco fiorire la proposta, ancora non espressa in un piano del governo, di creare una bad bank pubblica che assorba tutta la spazzatura tossica. Per comprendere bene i termini della questione non c'è niente di meglio di questo chiarissimo articolo, Wall Street Voodoo, di Paul Krugman, premio Nobel 2008 per l'economia, uno dei pochi ad aver il coraggio di pronunciare quella parola impronunciabile nel paese a stelle e strisce: nazionalizzazione. Quella che segue è la mia traduzione.

* * * * *

 Il vecchio voodoo economico - la credenza nelle virtù magiche dei tagli fiscali - è stato bandito dal dibattito civile. Il culto della teoria secondo cui la riduzione delle tasse ai ceti più abbienti incrementa gli investimenti si è ridotta a tal punto che essa interessa solamente gli eccentrici, i ciarlatani e i Repubblicani.

Tuttavia recenti notizie giornalistiche suggeriscono che molte persone influenti, inclusi i dirigenti della Federal Reserve, le autorità di controllo bancarie e addirittura membri dell'entrante amministrazione Obama, sono diventati devoti di un nuovo genere di voodoo: la credenza che eseguendo elaborati rituali finanziari sia possibile far camminare delle banche defunte.

Per spiegare il problema, fatemi descrivere la posizione di un'ipotetica banca che chiamerò Gothamgroup, o Gotham per brevità.

Sulla carta Gotham ha attività per 2mila miliardi di dollari e passività per 1,9mila miliardi, cosicchè il suo valore netto è pari a 100 miliardi. Ma una sostanziale quota del suo attivo è rappresentata - diciamo 400 miliardi - da derivati su mutui e altra spazzatura tossica. Se la banca cercasse di vendere quegli asset non ne ricaverebbe più di 200 miliardi.

Perciò Gotham è una banca zombie, un morto che cammina: è ancora operativa, ma la realtà è che è già finita in bancarotta. Le sue azioni non sono completamente prive di valore - essa ha ancora una capitalizzazione di mercato di 20 miliardi di dollari - ma questo valore è interamento basato sulla speranza che gli azionisti vengano salvati dal soccorso del governo.

Perchè il governo dovrebbe salvare Gotham? perchè essa gioca un ruolo centrale nel sistema finanziario. Quando fu lasciata fallire Lehman, il mercato finanziario gelò, e per alcune settimane l'economia mondiale ha vacillato sull'orlo del collasso. Se non vogliamo ripetere la stessa esperienza, bisogna mantenere Gotham in funzione. Ma come può essere fatto?

Bene, il governo potrebbe semplicemente dare a Gotham un paio di centinaia di miliardi di dollari, abbastanza per farla tornare solvibile. Ma ovviamente questo sarebbe un grande regalo fatto agli attuali azionisti di Gotham - e costituirebbe un incoraggiamento a prendersi ulteriori rischi in futuro. Ancora, è proprio la possibilità di un tal regalo che sostiene l'attuale prezzo delle azioni Gotham.

Un miglior approccio potrebbe essere quello di fare ciò che fece il governo con le Casse di Depositi e Prestiti alla fine degli anni '80: esso requisì le banche defunte, liberandosi degli azionisti. Poi trasferì i loro asset cattivi a una speciale istituzione, la Resolution Trust Corporation; pagò abbastanza debiti delle banche da farle tornare solvibili; e vendette le banche così risanate a nuovi proprietari.

L'attuale cicalecchio suggerisce, comunque, che i responsabili politici non intendono imboccare nessuna delle due strade. Viene invece riportato che essi gravitino intorno a una soluzione di compromesso: muovere la spazzatura tossica dai bilanci delle banche private a una "bad bank" di proprietà pubblica, chiamata anche "aggregator bank", che assomigli alla Resolution Trust Corporation, ma senza requisire prima le banche.

Sheila Bair, presidentessa della Federal Deposit Insurance Corporation, ha recentemente tentato di descrivere come la cosa dovrebbe funzionare: "L'aggregator bank comprerebbe gli asset al giusto valore." Ma cosa significa "al giusto valore"?

Nel mio esempio, Gothamgroup è insolvente perchè i presunti 400 miliardi di dollari di spazzatura tossica iscritti nei suoi libri contabili hanno un valore di soli 200 miliardi di dollari. L'unico modo in cui un acquisto da parte del governo possa rendere Gotham di nuovo solvibile sarebbe quello di pagare, da parte del governo, più di quello che compratori privati sarebbero disponibili a offrire.

Ora, forse dei compratori privati non sono disponibili a pagare il reale valore della spazzatura tossica. "Non abbiamo in realtà alcun razionale criterio per fissare un prezzo, ora, per questi tipi di asset" dice la Bair. Ma è compito del governo dichiarare di conoscere meglio del mercato quale valore hanno gli asset? Ed è veramente credibile che pagando il "giusto valore", qualsiasi cosa  voglia dire, questo sarebbe sufficiente a rendere Gotham di nuovo solvibile?

Quello che sospetto è che i responsabili politici - probabilmente senza rendersene conto - stiano tentando un gioco al rialzo: una politica che assomiglia alla pulizia delle Casse, ma che in pratica ha l'effetto di fare un gran regalo agli azionisti delle banche e a spese dei contribuenti, camuffato da acquisti al "giusto valore" di asset tossici.

Perchè ricorrere a questi contorsionismi? La risposta sembra essere che Washington è spaventata a morte di usare quella parola che inizia con N - nazionalizzazione. La verità è che Gothamgroup e le sue consorelle istituzioni finanziarie sono già sotto le ali dello Stato, completamente dipendenti dal supporto dei contribuenti; ma nessuno vuole riconoscere questo fatto e arrivare alla ovvia soluzione: un' esplicita, sebbene temporanea, acquisizione da parte governativa. Da qui la popolarità del nuovo voodoo, che come ho detto, pretende di rianimare delle banche defunte attraverso elaborati rituali finanziari.

Purtroppo, il prezzo di questo ritorno alla superstizione potrebbe essere alto. Spero di sbagliarmi, ma sospetto che i contribuenti stanno per fare un altro brutto affare e noi stiamo andando a realizzare un altro piano di salvataggio che fallirà nello svolgere il suo lavoro.

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