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in Italia è sempre tempo di elezioni
Barack be good
post pubblicato in Barack Obama, il 27 dicembre 2008


Nel suo commento settimanale sul New York Times, Paul Krugman, ironico e tagliente come sempre, non perde l'occasione per continuare a punzecchiare Bush e i suoi sostenitori, ma soprattutto per richiamare Obama alle sue grandi responsabiltà ricorrendo ad un parallelo tra la situazione attuale e quella del New Deal nella Grande Depressione. Quella che segue è la mia traduzione dell'articolo.  

I tempi sono cambiati. Nel 1996 il Presidente Bill Clinton, sotto la pressione della destra, dichiarò che "l'era dei 'grandi governi' (vedi nota 1 in fondo) è finita". Ma il Presidente eletto Barack Obama, cavalcando un'onda di avversione per quello che il conservatorismo ha realizzato, ha affermato che vuole "di nuovo un governo d'eccellenza".

Tuttavia prima che Obama faccia un governo d'eccellenza occorre che lo faccia buono. Per la verità, dovrebbe essere un goo-goo.

Nel caso vi chiedate cosa sia, goo-goo stà per "good government" (buon governo) ed è un modo di dire vecchio di un secolo che i riformatori opponevano alla corruzione e al clientelismo. Franklin Delano Roosevelt fu un goo-goo straordinario. Nello stesso tempo egli rese il governo molto migliore e più trasparente. Bisogna che Obama faccia la stessa cosa.

E' superfluo dirlo, ma l'amministrazione Bush è stato uno spettacolare esempio di non goo-gooismo, ma gli uomini di Bush (i bushini) non si sono dovuti preoccupare di governare bene ed onestamente. Infatti anche quando hanno fallito nel loro compito (cosa che è successa spesso) essi hanno potuto sempre rivendicare ogni fallimento come un successo della loro ideologia anti-governativa, la dimostrazione che il settore pubblico non può fare niente di buono.

L'amministrazione Obama, d'altra parte, si troverà davanti una situazione molto simile a quella che il New Deal affrontò negli anni '30 (vedi nota 2).

Come il New Deal, l'amministrazione entrante deve notevolmente espandere il ruolo del governo per salvare un'economia in sofferenza. Ma come anche il New Deal, il team di Obama dovrà fronteggiare l'opposizione politica che si appiglierà ad ogni segnale di corruzione od abuso - o li inventerà, se necessario - nel tentativo di screditare il programma dell'amministrazione.

Franklin Delano Roosevelt riuscì a navigare senza rischi tra queste acque così politicamente agitate, migliorando molto la reputazione del governo, espandendo anche notevolmente il suo ruolo. Come rileva uno studio pubblicato recentemente dal National Bureau of Economic Research "prima del 1932, l'amministrazione dell'assistenza pubblica era largamente considerata come politicamente corrotta," e i grandi programmi assistenziali del New Deal "offrirono un'opportunità unica per la corruzione nella storia della nazione." Tuttavia "nel 1940, i casi di corruzione e di maneggi politici erano considerevolmente diminuti."

Come fece Franklin Delano Roosevelt a fare di un 'grande governo' anche un governo trasparente?

Buona parte della risposta sta nel fatto che il controllo era incorporato sin dall'inizio nei programmi del New Deal. La Works Progress Administration (WPA), in particolare, aveva una potente e indipendente divisione investigativa votata alla verifica di ogni denuncia di frode. Questa divisione si comportò così diligentemente che nel 1940, quando una sottocommissione del Congresso investigò sulla WPA non riuscì a trovare nemmeno un caso in cui la divisione avesse tralasciato una singola seria irregolarità.

Franklin Delano Roosevelt si assicurò anche che il Congresso non deliberasse sovvenzioni a scopi clientelari: non c'erano dati identificativi nelle proposte legislative che determinavano i fondi da utilizzare da parte della WPA e per le altre misure d'emergenza.

Infine, ma non per ultimo, Franklin Delano Roosevelt stabilì un feeling con gli Americani, che  l'aiutò a condurre la sua amministrazione oltre le inevitabili battute d'arresto e i fallimenti che incontrarono i suoi tentativi di risanare l'economia.

Quali sono dunque le lezioni per il team di Obama?

Per primo, l'amministrazione del piano di risanamento economico deve essere del tutto trasparente. Pure considerazioni economiche potrebbero suggerire delle scorciatoie per rendere più rapido il trasferimento degli incentivi, ma le politiche che governano la situazione devono imporre grande cura di come vengono spesi i soldi. Ed il controllo è cruciale: gli ispettori generali devono essere forti ed indipendenti e gli informatori devono essere retribuiti, non puniti come negli anni dell'amministrazione Bush.

Secondo, il piano deve essere veramente esente da clientelismi. Il Vice Presidente eletto Joseph Biden ha promesso recentemente che il piano "non diventerà un albero di Natale"; occorre che la nuova amministrazione tenga fede a questa promessa.

Infine, l'amministrazione Obama e i Democratici in generale devono fare tutto il possibile per costruire un legame con la gente come quello di Franklin Delano Roosevelt. Non importa se Obama è stabilmente in vetta nei sondaggi fondati sulla pubblica speranza che egli avrà successo. E' necessario che abbia una solida base di supporto che rimanga anche quando le cose non andranno bene.

E devo dire che i Democratici hanno cominciato male su questo fronte. La tentata incoronazione di Caroline Kennedy a senatrice gioca proprio a favore di 40 anni di propaganda conservatrice che denuncia le "elite democratiche". E sicuramente non sono stato l'unico a sobbalzare davanti ai resoconti relativi alla lussuosa casa sulla spiaggia che Obama ha affittato, non perchè ci sia qualcosa di sbagliato se la famiglia del presidente eletto passa una bella vacanza, ma per un fatto simbolico, e queste non sono le immagini che dovremmo vedere quando milioni di Americani sono terrorizzati per il loro futuro economico.

Va bene, sono i primi giorni. Ma è proprio questo il punto. Per risanare l'economia occorrerà del tempo, e al team di Obama serve pensare adesso, quando ancora le speranze sono alte, su come accumulare e conservare abbastanza capitale politico per veder andare avanti l'opera.


Note:
1) "Big govern" nell'articolo in lingua originale, letteralmente 'grande governo', è un'espressione, intesa nel suo significato peggiorativo dai conservatori e dai liberisti, usata per descrivere un governo che attua delle ampie politiche di intervento pubblico e quindi eventualmente anche corrotto e invasivo della sfera privata.

2)Sull'impegno di Roosvelt per tenere sotto controllo corruzione e maneggi politici durante il New Deal consiglio la lettura di questo saggio (in inglese).


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